Arriva il nuovo autovelox del suono: multe salatissime

Parte in Francia la sperimentazione contro l'inquinamento ambientale, ma non tutti sanno che sono già previste sanzioni in Italia per chi fa troppo rumore

Arrivano gli “autovelox del suono”, e dal 2023 portano con loro multe molto salate. Fortunatamente, almeno per i più chiassosi, per ora non in Italia, anche se non è escluso che gli “autorumox”, come sono stati rinominati dalla stampa, potrebbero fare il loro esordio anche nelle principali città della Penisola. Sarà la Francia a condurre i primi esperimenti, grazie al centro di valutazione del rumore ambientale Bruitparif.

Arriva il nuovo autovelox del suono: cos’è l’autorumox sperimentato in Francia

Grazie alla tecnologia brevettata dei sensori Medusa di Bruitparif, è possibile misurare i decibel e visualizzare la traccia sonora generata dai veicoli di passaggio. Dal 2022 l’associazione Île-de-France ha deciso di compiere un ulteriore passo avanti con il nuovo radar Hydre, con l’intento di controllare e infine sanzionare i veicoli che producono più inquinamento acustico.

Il progetto rientra in realtà nel piano nazionale previsto dal nuovo Codice della strada francese, emanato nel 2019. In questa fase il Ministero della Transizione ecologica di Parigi sta valutando quali soluzioni tecniche adottare in futuro per garantire ai cittadini una qualità della vita migliore, riducendo le fonti di rumore nelle vie più trafficate delle grandi città. Iniziando ovviamente dalla capitale francese.

Dal 2023 nella città metropolitana di Parigi e in tutta la Île-de-France partiranno le multe per chi supera una soglia di rumore che verrà resa nota attraverso un apposito decreto ministeriale. Si sa già però quale sarà la sanzione per gli automobilisti più chiassosi, ovvero 135 euro.

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Quali sono le multe in Italia per chi supera i limiti di rumore

È possibile ipotizzare che tutti i Paesi europei inizino ad adottare dispositivi contro l’inquinamento acustico, compresa l’Italia. Ma anche in assenza di “autorumox” nel nostro Paese ci sono già multe salate per chi fa rumore in strada. Sono previste dall’articolo 155 del Codice della strada, anche se raramente queste norme sono applicate.

La legge prevede che “si devono evitare rumori molesti” causati sia dal modo di guidare i veicoli, in particolare quelli a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico. Non è inoltre possibile manomettere il silenziatore, che deve anche essere tenuto in buone condizioni di efficienza.

Le regole si applicano anche all’autoradio e ad altri apparecchi di riproduzione sonora fissati a bordo dei veicoli, che non devono superare i limiti massimi di accettabilità fissati dal regolamento.

Si tratta di 60 L/Aeq db (A), cioè 60 db di livello sonoro continuo equivalente, una sorta di “media del rumore” in un dato intervallo di tempo, misurati a 10 cm dall’orecchio del guidatore con un microfono rivolto verso la sorgente e con il veicolo a portiere e finestrini chiusi.

Anche i dispositivi di allarme acustico antifurto devono limitare l’emissione sonora, non solo in termini di rumore ambientale ma anche nei tempi massimi previsti.

Per chi non rispetta queste limitazioni, in Italia è già prevista una sanzione amministrativa che va dai 42 euro ai 173 euro. L’introduzione degli “autorumox” in Italia potrebbe contribuire all’applicazione sistematica dell’articolo 155 del Codice della strada, con il ringraziamento di chi vive in città ed è esposto durante le ore diurne e notturne al fastidioso rumore causato dal traffico.

Vi abbiamo parlato qui della riforma degli autovelox e del conseguente caos multe. C’è inoltre una sentenza storica che riguarda le sanzioni stradali, che vi abbiamo segnalato qua. Sapete quanto hanno pagato gli italiani in multe lo scorso anno? Una cifra record, come spiegato qui.