Vince 223 milioni al SuperEnalotto, la moglie vuole 80 milioni più il mantenimento

Il jackpot da 223 milioni centrato in Brianza finisce in tribunale: la separazione non è ancora conclusa e scatta la causa sulla comunione

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Di recente un uomo di Lecco è stato considerato il più fortunato d’Italia per la maxi vincita da 223,2 milioni di euro al SuperEnalotto. Non tutte le fortune però arrivano senza guai e in questo caso è la moglie, dalla quale non è ancora separato legalmente, a rappresentare la “sfortuna” del vincitore. I legali della donna hanno infatti ricordato al vincitore del montepremi che i due sono uniti in matrimonio in regime di comunione dei beni.

Considerando che la separazione legale è ancora in corso, la negoziazione ora terrà conto della vincita. La donna chiede una cifra iniziale una tantum e un mantenimento mensile. La cifra messa sul tavolo del negoziato è considerata dai legali adeguata e non troppo alta, considerando il valore finale al netto di tasse e spese.

Vince 223,2 milioni di euro, l’ex moglie chiede una parte

L’11 settembre scorso è stato centrato il 6 al SuperEnalotto e un fortunato giocatore in provincia di Lecco, a La Valletta Brianza, si è aggiudicato un jackpot da 223.173.416,83 euro. L’ha fatto con i seguenti numeri: 64, 8, 52, 13, 16 e 70. Si tratta della seconda vincita più alta di sempre, dopo la cifra record del 16 febbraio 2023 quando venne centrato il montepremi da 371.133.424,51 euro.

Ora una parte di questa vincita potrebbe non restare nelle mani del fortunato. Al netto di tasse e altre spese, la moglie (dalla quale l’uomo non è ancora legalmente separato) ha chiesto un assegno di mantenimento e una cifra una tantum sulla vincita.

Cosa chiede la donna

I legali della donna hanno ricordato all’uomo che ha vinto la maxi cifra che i coniugi hanno contratto matrimonio civile in regime di comunione legale dei beni. I due, non avendo ancora formalizzato il divorzio ed essendo al momento in fase di separazione, dovrebbero condividere l’incremento patrimoniale.

Gli avvocati Alessandro Romanò e Chiara Missori hanno precisato, come riporta il Corriere della Sera, che la donna di 48 anni è intenzionata a formalizzare la separazione legale, ma anche a negoziare tenendo conto della nuova cifra sul tavolo.

Gli accordi di separazione ora tengono conto delle nuove condizioni dell’uomo, che comunque non ha ancora ritirato la somma. Le richieste sarebbero:

  • un mantenimento mensile di 8.000 euro;
  • una somma una tantum di 80 milioni di euro.

Per i legali la cifra non è alta, perché se si considera la somma finale, tra tasse e trattenute, il netto si riduce. “Dunque, la nostra richiesta è ben al di sotto della metà della cifra che sarà intascata”.

Cosa dice la Cassazione

L’uomo non solo non ha ritirato la cifra, che al netto si aggira intorno ai 179 milioni di euro, ma non si è ancora fatto vivo.

Gli avvocati della donna sono certi che l’uomo si opporrà alla richiesta, ma potrebbe non spuntarla.

Infatti, la Cassazione ha chiarito che le vincite delle lotterie e dei giochi nazionali rientrano nella comunione legale dei coniugi, anche se la giocata è stata effettuata con il denaro personale di uno solo dei due.

Considerando che la separazione diventa efficace solo con la chiusura dell’iter giudiziale, la vincita spetta in quota anche alla moglie.