2023 senza inverno o neve in arrivo? Cosa succede e cosa ci attende

L'anno nuovo è iniziato con temperature anomale per il periodo invernale: l'ondata del grande freddo sarebbe ancora lontana

Le basse temperature che si sono registrate nella prima parte dello scorso dicembre hanno avuto vita breve. Dopo qualche giorno di freddo intenso l’inverno sembra essere infatti scomparso. A riprendersi la scena in Italia è stato l’anticiclone africano, portando valori oltre la media stagionale. Natale e Capodanno sono così stati all’insegna delle temperature miti in gran parte del Paese, in una situazione per certi versi simile a quella del 2021.

Adesso però, iniziato il nuovo anno, secondo gli esperti del meteo l’ondata di freddo sarebbe destinata a restare “dormiente” ancora per almeno qualche settimana. Non è una novità per il nuovo millennio che il periodo sia caratterizzato da un’impronta anticiclonica. Questa volta tuttavia le temperature avrebbero segnato rialzi considerevoli: non è un caso se il 2022 per molti Paesi sia stato uno degli anni più caldi di sempre.

La carenza della neve e lo scioglimento dei ghiacciai

Le masse d’aria mite hanno avuto ripercussioni negative sulla copertura nevosa in gran parte dell’emisfero Nord, con livelli attuali ai minimi decennali non solo sull’Eurasia occidentale ma anche negli Stati Uniti Nord-orientali. Un problema che nel nostro Paese si è riversato anche sui ghiacciai delle Alpi, in particolare nell’area dell’Alto Adige: l’anno appena terminato è stato particolarmente problematico per via dello scioglimento da record. Ma nemmeno gli Appennini sono stati esenti dalle temperature sopra la media: la poca quantità di neve che si è depositata circa un mese fa non è durata a lungo.

Qui abbiamo parlato dell’obbligo delle gomme invernali.

L’ipotesi stratwarming per un freddo intenso

Il freddo giunto in Europa dalla Russia nella prima metà di dicembre 2022 si è ritirato verso il Circolo Polare Artico, confluendo nuovamente nel vortice polare stratosferico, area di bassa pressione colma di aria gelida. Le previsioni metereologiche indicano che tale vortice difficilmente si indebolirà nelle prossime settimane, ma non è escluso che lo faccia verso la fine di gennaio per via dello“stratwarming.

Il fenomeno non è altro che un rapido riscaldamento della zona polare della stratosfera, il quale nelle sue manifestazioni più intense può portare ad un indebolimento e persino a una divisione del vortice polare in due distinti cicloni. Essi, abbassandosi fino alla troposfera, possono provocare irruzioni di aria polare proprio alle latitudini dell’Italia.

Qui le nuove regole per il riscaldamento invernale.

Cosa aspettarsi nel breve periodo

Se è vero che negli ultimi giorni di gennaio la situazione climatica nel Paese potrebbe cambiare, non è ancora certo che il vero gelo possa varcare i confini. Le anomalie termiche, a meno di un diverso riassetto dei centri di pressione, potrebbero infatti continuare a persistere. Di conseguenza eventuali cali di temperature, con il ritorno della pioggia e della neve in montagna, potrebbero essere frutto solo di veloci perturbazioni con le annesse precipitazioni.

Insomma, il quadro è in evoluzione ed è da monitorare. Ad oggi le previsioni non escludono che i valori caratteristici dell’inverno possano entrare direttamente tra i mesi di febbraio e marzo. Una situazione simile si era verificata nel 2012, rimasto mite fino a gennaio per poi essere investito da una forte ondata di freddo e neve negli ultimi mesi della stagione.

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