La classifica dei sindaci più amati d’Italia: chi sale e chi scende

La testata Affari Italiani ha commissionato un sondaggio sul gradimento degli elettori per i primi cittadini e i governatori di regione: la classifica

Eppure c’è mancato poco che ce li ritrovassimo anche sulla scheda elettorale, con tanto di simbolo e di nome inequivocabile: Federico Pizzarotti, con il suo Partito dei Sindaci, era davvero in procinto di stringere un’alleanza con il Terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda, ma poi l’ex primo cittadino di Parma ha capito che i due leader non avrebbero rinunciato a collocare i propri fedelissimi nei collegi più appetibili, relegandolo ad un ruolo di comprimario con scarse possibilità di elezione nel prossimo Parlamento.

E così tutto è saltato, ma sarebbe stato interessante (almeno a livello statistico, aldilà di idee e contenuti) poter valutare quanta forza avrebbe avuto un partito che si richiama senza mezzi termini alla figura degli amministratori locali: sì perché la Lista Civica Nazionale – unico nome ufficiale del raggruppamento pizzarottiano durato lo spazio di pochi giorni – non aveva al suo interno solamente i sindaci di diversi municipi piccoli o grandi del nostro Paese, ma anche ex consiglieri e assessori provenienti dalle vecchie Provincie (che oggi – per le città più popolose – sono state trasformate in Città Metropolitane) e dalle Regioni di tutta Italia.

Tra sindaci e governatori, ecco la nuova classifica sul gradimento degli italiani: chi sale e chi scende

Nulla di fatto dunque. Resta però la curiosità, alimentata ancora di più dall’ultima rilevazione fatta da Affari Italiani, che ha stilato una graduatoria aggiornata sul gradimento dei cittadini nei confronti dei sindaci delle principali città italiane. Il sondaggio si intitola “l’Italia al voto: verso il 25 settembre” ed è stato presentato durante la kermesse annuale che la testata tiene ogni estate nella località pugliese di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, dove in questi giorni sono sfilati a turno tutti i leader dei principali partiti politici nazionali.

In testa alla classifica si piazza proprio un pugliese e non è difficile capire che si tratti di Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani), che spopola tra i propri concittadini con un tasso di gradimento del 64,3%. Riconfermato nel 2019 con oltre il 66% delle preferenze e un distacco di oltre 40 punti dal candidato avversario del centrodestra, Decaro sembra non aver perso la stima degli elettori della propria città nemmeno dopo le diverse crisi (quella pandemica, quella economica e quella energetica) che hanno caratterizzato questi tre anni.

Classifica dei sindaci più amati d’Italia: Antonio Decaro si conferma leader delle preferenze

Proseguendo sul podio della classifica troviamo Giorgio Gori: il primo cittadino di Bergamo – anche lui riconfermato con largo consenso nel 2019 – ha raccolto il 61,7% dei consensi tra i propri concittadini intervistati per la rilevazione. Alle sue spalle si colloca Dario Nardella, sindaco di Firenze: con il 61,5% delle preferenze, il primo cittadino del capoluogo toscano conferma la premessa fatta per gli altri due, visto che anche lui alle elezioni comunali di tre anni fa è stato scelto per un secondo mandato con oltre il 57% dei voti dei fiorentini.

Agli osservatori più attenti non sarà sfuggita un’altra connotazione che accomuna i tre profili elencati fino a qui: tutti sono stati eletti nelle file del Partito Democratico, schieramento di cui rappresentano alcune tra le voci più autorevoli a livello nazionale. Ed è facile pensare come Enrico Letta, nella sua difficile battaglia per recuperare consenso nei confronti di Giorgia Meloni (data in testa in tutti i sondaggi), avrebbe potuto schierare queste personalità per garantirsi la vittoria almeno nei rispettivi collegi uninominali. Ma così non è stato.

Tutti i sindaci più amati d’Italia: la classifica sul gradimento (con molte sorprese)

Questa considerazione assume ancora più forza osservando i primi cittadini che completano la testa della graduatoria nazionale. Al quarto posto c’è Beppe Sala, sindaco di Milano, che come tutti i precedenti è espressione del centrosinistra ed è passato attraverso la riconferma delle urne dopo i primi cinque anni di governo municipale: per lui un solo decimale di differenza con chi lo precede (61,4%). Bisogna scendere fino alla quinta piazza per trovare un amministratore che provenga dal centrodestra: si tratta di Luigi Brugnaro, che nella sua Venezia raggiunge la quota del 61,2% di giudizi positivi.

Come in tutte le rilevazioni, c’è anche chi viene bocciato dai propri concittadini, finendo in fondo alla classifica del gradimento. Le note dolenti iniziano con Leoluca Orlando (sindaco di Palermo, che non va oltre al 56,9% dei consensi tra gli elettori), proseguono con Marco Bucci – primo cittadino di Genova, che si attesta su un 56,8% in netto calo rispetto allo scorso anno – e si chiudono con Valeria Mancinelli, sindaca di Ancona, che si ferma ad un 56,3% del gradimento cittadino.

Non solo i sindaci: la classifica di Affari Italiani sui governatori più stimati d’Italia

Ma il sondaggio condotto dall’istituto Lab21.01 – gruppo di lavoro a cui Affari Italiani ha commissionato la rilevazione – ha stilato una graduatoria anche per quanto riguarda i governatori delle Regioni italiane, andando a valutare la popolarità e il gradimento che i presidenti possono vantare a livello locale. In testa si posiziona Luca Zaia, che nel suo Veneto raccoglie il 67,5% del gradimento: un dato che risulta addirittura inferiore a quello che il Doge raggiunse per la sua terza elezione consecutiva del 2020, quando trionfò con il 76,8% dei voti (risultando così il presidente di regione eletto direttamente con la più alta percentuale di voti nella storia d’Italia) e la sua lista personale prese il 44,6% staccando di gran lunga gli altri partiti della coalizione e gli avversari.

Al secondo posto Stefano Bonaccini, che in Emilia Romagna governa con il 63,1% del consenso tra i suoi cittadini: anche lui proveniente dal Partito Democratico (di cui si dice voglia tentare la scalata fino alla segreteria nazionale dopo le prossime elezioni), anche lui largamente riconfermato ad inizio 2020. Un po’ a sorpresa chiude il podio Vincenzo De Luca, presidente della Campania, con il 62,2%, mentre a ruota ci sono Giovanni Toti (governatore della Liguria) con il 56,4% e Massimiliano Fedriga (presidente del Friuli Venezia-Giulia) con il 56,3% dei giudizi positivi. In fondo alla classifica troviamo invece Vito Bardi – governatore della Basilicata – con il 51,3%, l’abruzzese Marco Marsilio con il 50,9% e Donato Toma, presidente del Molise, con solo il 50,4% dei cittadini che lo sceglierebbero ancora una volta.