Politici, tra senatori e deputati: la classifica di chi ha saltato più voti in Parlamento

Quando si parla di assenteismo in Parlamento, i numeri possono essere molto più eloquenti delle polemiche politiche

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Analizzando i dati elaborati da Openpolis, sono diversi i senatori e deputati che non si sono espressi durante le votazioni parlamentari. E sebbene i sistemi di documentazione di Camera e Senato non permettano ad oggi di conoscere il motivo della mancata adesione, ci sono casi in cui la percentuale di non partecipazione arriva quasi al 100%.

Non è possibile stabilire se un’assenza sia dovuta a una scelta politica, a un impegno istituzionale non classificato come missione, a motivi personali o, per esempio, a ragioni di salute, ma Openpolis chiarisce che nella voce “assenze” rientrano sia i casi in cui il parlamentare non è fisicamente presente e non risulta in missione, sia quelli in cui è presente ma non prende parte alla votazione e non contribuisce alla determinazione del numero legale.

Deputati, chi ha partecipato meno alle votazioni

Nella graduatoria fornita, troviamo, nella top 5:

  • Michela Vittoria Brambilla, con appena lo 0,81% di presenze alle votazioni. L’esponente di Forza Italia su 11.780 votazioni considerate, risulta presente in 95 occasioni e non partecipante in 11.685, pari al 99,19%;
  • Antonio Angelucci, anche lui di Forza Italia, con una percentuale di assenza del 96,78%. Su 11.780 votazioni, le presenze registrate sono 379, mentre le non partecipazioni arrivano a 11.401. Pure in questo caso, la quota di votazioni alle quali non ha partecipato è superiore a quella alle quali ha preso parte;
  • Guido Della Frera, con l’88,15% di assenze e 1.396 presenze su 11.780 votazioni.
  • Vittorio Sgarbi, con l’80,82%;
  • Carmelo Lo Monte, con il 77,12%.

La classifica prosegue con:

  • Marta Antonia Fascina, che registra il 74,88% di non partecipazione (le presenze risultano 2.831 su 11.780 votazioni, mentre le assenze sono 8.821);
  • Fausto Guilherme Longo, al 74,26% (registra 3.028 presenze e 8.748 assenze);

Poco più in basso ci sono:

  • Luis Roberto Di San Martino Lorenzato Di Iv, della Lega, con il 68,10% di assenze e 3.745 presenze;
  • Leonardo Salvatore Penna, del Movimento 5 Stelle, con il 66,88% (su 11.780 votazioni ha partecipato a 3.901 e non ha partecipato a 7.879).

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella classifica

Tra i nomi più noti presenti nell’elenco c’è anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei dati relativi alle votazioni considerate alla Camera registra una percentuale di assenza del 64,72%. Nella rilevazione fornita, Meloni risulta:

  • presente a 4.156 votazioni su 11.780;
  • non partecipante a 7.624.

Tuttavia, il numero non consente di stabilire quante delle votazioni non partecipate siano riconducibili a specifiche circostanze o impegni istituzionali.

La stessa chiave di lettura deve essere usata anche per gli altri deputati la cui partecipazione risulta inferiore alla metà delle sedute. Tra questi, figurano:

  • Carlo Fatuzzo, con il 64,54% di assenze;
  • Antonio Martino, con il 62,35%;
  • Andrea Orsini, con il 61,66%;
  • Giuseppe Basini, con il 59,24%;
  • Eugenio Sangregorio, con il 58,36%;
  • Pasquale Pio Graziano Cannatelli, con il 56,85%;
  • Marzia Ferraioli, con il 56,21%.

Anche alcuni esponenti del partito democratico superano la metà delle votazioni non partecipate. È il caso di:

  • Micaela Campana, al 55,27%;
  • Claudio Mancini, al 54,73%;
  • Francesca La Marca, al 54,47%.

Chiudono la fascia considerata:

  • Michaela Biancofiore, oggi nel gruppo Misto, con il 54,11%;
  • Giacomo Antonio Portas, con il 53,88%;
  • Elvira Savino, al 51,84%;
  • Paolo Nicolò Romano, al 51,77%;
  • Stefania Mammì, al 51,71%;
  • Antonino Minardo, al 51,54%.

I senatori con la percentuale più alta di non partecipazione

Anche al Senato, sebbene il numero complessivo di votazioni considerate sia diverso (8.559 nel dataset fornito), emergono percentuali molto alte:

  • il primo in classifica è Renzo Piano, senatore a vita, con il 100% di assenze e, quindi, nessuna presenza registrata su 8.559 votazioni. Anche qui, però, la qualifica di senatore a vita e la natura del dato rendono necessario evitare conclusioni semplicistiche;
  • al secondo posto c’è un altro senatore a vita, Carlo Rubbia, con l’89,68% di non partecipazione. Le presenze risultano 861 su 8.559 votazioni, mentre le assenze sono 7.676;
  • al terzo posto Maria Elisabetta Alberti Casellati, esponente di Forza Italia, con il 72,18% di assenze. Nel suo caso le presenze registrate sono 2.381, contro 6.178 non partecipazioni.

Tra i nomi con voti espressi in meno della metà delle occasioni, ci sono poi:

  • Tommaso Cerno, che presenta il 60,16% di assenze e il 9,41% di presenze, mentre una quota consistente, pari al 30,44%, risulta classificata come missione;
  • Ignazio La Russa, con il 56,77% di assenze. Il presidente del Senato, secondo i dati forniti, risulta presente a 3.591 votazioni su 8.559 e non partecipante a 4.859;
  • Liliana Segre, senatrice a vita, che supera di poco la metà. Nel suo caso la percentuale di non partecipazione attribuita indica il 51,49% di assenze, con 765 presenze e 4.407 non partecipazioni su 8.559 votazioni. Le sue missioni rappresentano assorbono però una quota del 39,57%, pari a 3.387 votazioni.

Infine, subito sotto la soglia del 50%, troviamo Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva registra il 45,99% di assenze, pari a 3.936 votazioni non partecipate su 8.559. Le presenze sono invece 2.981, pari al 34,83%, mentre le missioni rappresentano il 19,18%.