Juventus, l’addio di Comolli costa 1,8 milioni di euro tra buonuscita e bonus

La Juventus chiude il rapporto con Damien Comolli. Tra buonuscita e bonus alla firma non restituito, l'uscita vale 1,8 milioni di euro

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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L’addio di Damien Comolli alla Juventus ha un costo importante per le casse della società. Il club bianconero ha annunciato di aver raggiunto un accordo consensuale con il dirigente francese per interrompere il rapporto professionale, contestualmente alla nomina di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato. L’intesa prevede il pagamento di una buonuscita lorda da 850 mila euro e la rinuncia da parte della società a richiedere la restituzione del bonus alla firma riconosciuto al manager nel 2025. Un’operazione che porta il conto complessivo legato all’esperienza di Comolli a sfiorare i 2 milioni di euro, senza considerare lo stipendio percepito durante il periodo trascorso a Torino.

Juventus, la buonuscita e il bonus alla firma per Damien Comolli

La Juventus ha comunicato che le dimissioni di Comolli dalle cariche di amministratore delegato e consigliere sono state accompagnate da un accordo tra le parti per la chiusura definitiva di ogni reciproca pretesa. Nel dettaglio, il club verserà una buonuscita lorda pari a 850 mila euro. Si tratta della cifra concordata per concludere anticipatamente il rapporto professionale con il dirigente francese.

L’accordo è stato definito una tantum e, come precisato dalla società, non era espressamente previsto dalla politica di remunerazione aziendale. Per questo motivo l’operazione ha ricevuto il via libera del Comitato Nomine e Remunerazioni. Oltre alla buonuscita, la Juventus ha deciso di non richiedere la restituzione del bonus alla firma riconosciuto a Comolli al momento dell’ingresso nel club. La lettera di assunzione firmata il 1° giugno 2025 prevedeva infatti un incentivo lordo pari a 950 mila euro. Si tratta di una somma che normalmente viene utilizzata per attrarre figure manageriali di alto livello e favorire il trasferimento da altre realtà professionali. Con la risoluzione consensuale del rapporto, il club ha scelto di rinunciare a qualsiasi richiesta di restituzione della cifra.

Quanto vale economicamente l’uscita di Comolli

Sommando i due importi emerge un valore complessivo di circa 1,8 milioni di euro. Da una parte ci sono gli 850 mila euro della buonuscita, dall’altra i 950 mila euro del bonus alla firma che resteranno acquisiti dal dirigente. Il conto effettivo dell’esperienza bianconera di Comolli è però più elevato. A queste somme va infatti aggiunta la retribuzione percepita durante la stagione 2025-2026. Secondo le stime riportate dalla stampa specializzata, il manager francese avrebbe avuto un compenso vicino ai 3 milioni di euro lordi annui.

La società ha spiegato che la conclusione del rapporto è avvenuta attraverso un’intesa consensuale tra le parti. Questa soluzione consente di definire immediatamente ogni aspetto economico e contrattuale, evitando possibili contenziosi futuri. L’accordo è stato formalizzato contestualmente all’avvio della nuova fase gestionale che vedrà Giovanni Carnevali assumere il ruolo di amministratore delegato a partire dal 15 giugno 2026.

Il nuovo corso con Carnevali e le spese della Juventus

L’arrivo di Carnevali rappresenta l’ennesimo cambiamento ai vertici della Juventus negli ultimi anni. Il dirigente emiliano, protagonista della crescita del Sassuolo negli ultimi due decenni, sarà chiamato a guidare il club in una fase delicata sotto il profilo economico e sportivo. Anche perché il club, negli ultimi cinque anni, ha speso circa 15 milioni di euro per i dirigenti Arrivabene, Scanavino, Giuntoli e Comolli. Nello stesso periodo, sul mercato sono stati spesi circa 350 milioni di euro al netto delle cessioni.