Nel giugno 2024 il Consiglio di amministrazione dell’Inter decise di nominare Giuseppe Marotta presidente della società in seguito al subentro di Oaktree come nuovo proprietario, dopo il mancato rimborso da parte della famiglia Zhang di un debito da 395 milioni di euro. Nel verbale venne precisato che Marotta avrebbe continuato a percepire esclusivamente il compenso già previsto dal suo contratto da amministratore delegato dell’area sportiva, rinnovato fino al 2027.
Secondo le indiscrezioni, lo stipendio di Giuseppe Marotta si colloca in una forbice compresa tra 1,5 e 1,8 milioni di euro netti a stagione. Una cifra rimasta invariata nonostante il salto di ruolo e che ricalca una prassi già vista in passato all’Inter.
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I poteri di Marotta
Parallelamente alla nomina, il CdA ridefinì il sistema dei poteri interni. A Marotta sono stati confermati quelli già esercitati in qualità di amministratore delegato dell’area sportiva. Tra questi la possibilità di conferire incarichi a consulenti e professionisti fino a un limite annuo di 5 milioni di euro per singolo mandato.
In firma congiunta con Alessandro Antonello, amministratore delegato dell’area corporate, Marotta può inoltre stipulare contratti di trasferimento dei calciatori fino a 20 milioni di euro e contratti con giocatori o allenatori fino a 10 milioni di euro lordi. Con il direttore sportivo Piero Ausilio, il tetto scende a 10 milioni per i trasferimenti e a 5 milioni per i contratti.
Il confronto con i calciatori dell’Inter
Il dato che colpisce maggiormente riguarda il confronto tra il compenso di Marotta e quello di numerosi calciatori della rosa nerazzurra. Con uno stipendio netto di circa 1,5 milioni di euro, il presidente guadagna meno di diversi titolari e anche di alcuni giocatori che non rappresentano colonne portanti della squadra.
Nella stagione 2025/26, il capitano Lautaro Martinez percepisce 9 milioni di euro netti, seguito da Barella e Calhanoglu a quota 6,5 milioni. Thuram arriva a 6 milioni, mentre altri giocatori come Bastoni, Akanji e Zielinski superano ampiamente i 4 milioni netti.
Anche scendendo nella gerarchia della rosa, il divario resta evidente. Calciatori come Darmian, Sommer o Carlos Augusto guadagnano tra i 2 e i 2,5 milioni netti a stagione, superando o avvicinandosi allo stipendio del presidente.
I debiti dell’Inter
Sul piano finanziario, l’Inter ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2025 con un utile di 35,4 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 35,7 milioni dell’esercizio precedente. Il fatturato ha raggiunto il record storico di 567 milioni di euro, spinto soprattutto dai diritti televisivi e dai ricavi UEFA e FIFA.
Nonostante questi risultati, il livello di indebitamento resta significativo. I debiti complessivi ammontano a circa 660 milioni di euro, anche se in calo rispetto all’anno precedente. La storia di questo debito affonda le radici nel 2015, quando l’allora presidente Erick Thohir ottenne un finanziamento da 230 milioni di euro da Goldman Sachs e Unicredit.
L’obiettivo era liberare le garanzie fornite da Massimo Moratti, utilizzando come collaterale i flussi di cassa di Inter Media and Communication, la controllata che incassa i ricavi da diritti TV e sponsorizzazioni.
Con il passaggio di proprietà a Suning, nel dicembre 2017 il club scelse di rifinanziare quel prestito con l’emissione di un bond da 300 milioni, con scadenza al 2022. Per far fronte alla scadenza di quest’ultimo, nel febbraio 2022 l’Inter ha collocato un nuovo bond da 415 milioni di euro al tasso del 6,75%, con scadenza al febbraio 2027 e sempre garantito da Inter Media and Communication.
A giugno 2025 la società ha comunicato l’intenzione di procedere con il rimborso anticipato del bond emesso nel 2022, del valore complessivo di 415 milioni di euro e con scadenza a febbraio 2027, ma avverrà tramite l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario, strutturato come private placement.