Bove oggi, nuova vita per il calciatore dopo il malore: rescisso il contratto con la Roma

La Roma ed Edoardo Bove hanno risolto consensualmente il contratto che li legava: per il calciatore nuova vita in Inghilterra dopo il malore di un anno fa

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Edoardo Bove ha risolto consensualmente il suo contratto con la Roma. Una pratica che non si vede spesso nel calcio professionistico ma che è stata necessaria per permettere al calciatore di continuare a giocare. Da oltre un anno Bove non può praticare calcio professionistico in Italia, per via di un malore cardiaco che ha subito a dicembre del 2024.

A seguito di questo malore gli è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo che in Italia impedisce di fare sport di contatto. All’estero le norme sono però più permissive e Bove sarebbe vicino a firmare un contratto con il Watford, squadra di Championship (vale a dire di Serie B) inglese.

Cosa è successo a Edoardo Bove

Il 1° dicembre del 2024, durante la partita tra Fiorentina e Inter, Edoardo Bove, che allora giocava per la squadra toscana, ha accusato un malore in campo. La partita era stata subito interrotta e poi rinviata. Bove fu portato all’ospedale Careggi di Firenze e rimase ricoverato per diverso tempo in terapia intensiva.

Fu dimesso dopo due settimane di ricovero, Bove fu dimesso, ma i medici gli impiantarono un defibrillatore sottocutaneo, uno strumento che serve a evitare arresti cardiaci in caso di gravi aritmie. Un problema per la sua carriera da calciatore perché, in Italia, non è possibile praticare calcio a livello professionistico con uno strumento del genere impiantato.

Perché Bove può giocare in Inghilterra ma non in Italia

La normativa italiana prevede che le persone con un defibrillatore sottocutaneo non possano praticare sport da contatto. La Serie A infatti ritiene che il rischio di danneggiamento dello strumento salva vita sia troppo alta in caso di contatti o cadute, molto frequenti nel calcio. In altri Paesi, come l’Inghilterra, è invece possibile giocare con protezioni.

Una situazione simile era successa, ormai più di quattro anni fa, al centrocampista danese dell’Inter Christian Eriksen. A seguito di un malore durante una partita della sua nazionale gli era stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo. Per questa ragione lasciò la squadra milanese per trasferirsi prima al Manchester United e poi al Wolfsburg.

La rescissione contrattuale con la Roma

Bove, al momento del suo malore, era in prestito alla Fiorentina ma il suo cartellino era di proprietà dello Roma, la squadra in cui era cresciuto. Aveva un contratto molto lungo con il giallorossi, fino al 2028, per circa 1 milione di euro netti a stagione.

A seguito del malore, Bove è rimasto per 13 mesi un calciatore della Roma, anche se non era possibile per lui giocare in Italia. Il defibrillatore sottocutaneo è rimovibile, ma il ragazzo, che ha solo 23 anni, ha deciso di non rischiare la propria salute e ha preferito tenerlo attivo. A gennaio 2026 è arrivata la notizia della rescissione contrattuale consensuale con la Roma.

Si tratta di una pratica non molto comune nel calcio, dove le interruzioni di contratto sono spesso incentivate da un pagamento in denaro. In questo caso, giocatore e squadra hanno concordato di interrompere il rapporto di lavoro.

Il contratto di Bove al Watford

La ragione dietro all’interruzione, come rivelato da diversi giornalisti esperti di calciomercato, è che il Watford, squadra di Championship inglese, ha contattato Bove per un contratto. In Inghilterra il ragazzo potrebbe giocare senza doversi rimuovere il defibrillatore.

A Bove sarebbe stato offerto un contratto di sei mesi con opzione per il prolungamento fino al 2031. Non è stato reso noto lo stipendio del calciatore italiano.