Mutui, occhio alla stangata: adesso conviene il tasso fisso o quello variabile?

Nuova stangata sui mutui, col tasso fisso che schizza oltre il 2% a causa della guerra gli italiani al bivio tra i due tipi di tassi da scegliere in futuro

Dopo mesi segnati dai dubbi legati alla pandemia, un nuovo ostacolo si è messo sulla strada della ripresa economica. La guerra in Ucraina, infatti, sta nuovamente mettendo a dura prova il portafoglio, con l’inflazione alle stelle per i maxi-rincari del greggio e dei prodotti alimentari che stanno già inasprendo le condizioni finanziarie prima ancora che la BCE alzi i tassi.

Mentre nel resto d’Europa la crescita è stazionaria, l’inflazione tocca livelli record in Europa e la conseguenza in Italia è un nuovo aumento per i mutui a tasso fisso (qui vi abbiamo spiegato come la guerra in Ucraina cambia i tassi sui mutui)

Mutui, il tasso fisso schizza oltre il 2%

Come reso noto da un report congiunto pubblicato da Istat e Bankitalia, c’è preoccupazione sull’andamento della crescita economica in Italia, con campanelli d’allarme che non possono essere ignorati. Uno di questi, come detto, è l’aumento del tasso fisso dei mutui, schizzato oltre il 2% a marzo.

Rispetto all’1,85% di febbraio, nell’ultima rilevazione il tasso fisso è salito al 2,01%. Ciò significa che oggi comprare casa costa di più, con gli italiani che saranno costretti a spendere di più rispetto a 12 mesi fa. Infatti, prendendo come esempio un mutuo a tasso fisso da 100mila euro stipulato un anno fa, oggi si spendono 50 euro in più al mese come effetto dell’aumento dei prezzi dei finanziamenti per acquistare un’abitazione.

Mutuo a tasso fisso o variabile, cosa significa

Ma cosa cambia tra mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? Il mutuo a tasso fisso è quello al quale si ricorre per avere una rata mantenuta costante nel tempo a prescindere dall’andamento del costo del denaro. Vantaggioso per la costanza della rata nel tempo, consente al richiedente di poter pianificare le scadenze previste per i versamenti periodici soprattutto se dovessero esserci variazioni impreviste nel reddito del futuro.

Il mutuo a tasso variabile, invece è il mutuo il cui calcolo degli interessi varia nel tempo in relazione all’andamento del costo del denaro. Il tasso viene applicato sommando l’Euribor allo spread annuo. Di solito questo tipo di tasso viene applicato a mutui con scadenze non molto prolungate e si tratta di un finanziamento che prevede che il tasso di interesse dipenda dall’oscillazione di un indice finanziario di riferimento, che è generalmente l’Euribor, e in correlazione all’andamento del mercato finanziario che fa variare l’ammontare della rata del mutuo. L’importo della rata aumenta quando l’Euribor sale, diminuisce quando l’indice finanziario scende.

Tasso fisso o variabile, quale conviene

Una volta compresa la differenza tra questi due tipi di mutui, quale dei due è più vantaggioso e conveniente dipende da tanti fattori (qui vi abbiamo spiegato perché c’è stato il boom di richieste mutuo nei mesi passati). La tipologia, infatti, si deve adattare alle esigenze economiche del richiedente in base a:

  • Tipo di durata, se il mutuo è di breve durata conviene il tasso variabile;
  • Reddito familiare, con una situazione economica stabile e costante nel tempo, il tasso fisso è la scelta più ovvia, in quanto si ha la certezza di riuscire a pagare senza problemi la rata senza difficoltà;
  • Valore dei tassi di riferimento, che variano al variare della durata scelta per il mutuo;
  • Ipotesi di rimborso, se si sceglie il tasso fisso si può rimborsare prima del tempo il mutuo, evitando di portare per le lunghe un pagamento che invece può essere chiuso anticipatamente.