Mutui, come passare gratis dal tasso variabile a quello fisso

Nel 2023 sarà più facile passare dai mutui a tasso variabile a quelli a tasso fisso

Un emendamento alla legge di Bilancio 2023 renderà più facile passare dal tasso variabile al tasso fisso. Una bella novità per chi ha scelto il tasso variabile. La Manovra ripristina una legge del 2012 che semplifica il cambio di tasso, anche se ci sono delle limitazioni.

Mutui, cosa conviene di più adesso tra tasso fisso e variabile

Le novità sui mutui nella legge di Bilancio 2023

Dopo i rialzi dei tassi decisi dalla Banca centrale europea per rallentare l’inflazione, le rate mensili dei mutui sono lievitate in media di 180 euro dall’inizio del 2022. “È stata ripristinata la vecchia norma del 2012 che permette per i contratti di mutuo ipotecario di tornare dal tasso variabile al fisso”, ha comunicato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Commissione Bilancio alla Camera. Con questa norma le banche dovranno accettare le istanze di rinegoziazione dei mutui dei clienti.

Questa regola ha tuttavia alcuni requisiti che permettono di utilizzarla. In primo luogo va detto che la semplificazione del passaggio dal tasso variabile a quello fisso, riguarda solo i mutui ipotecari, cioè quelli accesi per l’acquisto e la ristrutturazione di un’abitazione o di un immobile. In seconda istanza poi va chiarito che la legge 106 del 2011 (entrata in vigore nel 2012) prevede dei limiti precisi.

Le condizioni per il passaggio da variabile a fisso

Le condizioni riguardano il valore Isee di chi ha stipulato il mutuo, che non deve essere superiore a 35.000 euro. Il valore del mutuo, invece, deve rientrare nei 200 mila euro e il sottoscrivente deve essere in regola con i pagamenti delle rate.

Ci sono delle indiscrezioni secondo le quali potrebbe giungere un quarto requisito con la versione definitiva della Manovra 2023, cioè quello di avere un mutuo a tasso variabile “puro”. In questo modo sarebbero esclusi i mutui che già prevedono opzioni per il passaggio dal variabile al fisso.

Mutuo dal variabile al fisso a costo zero

Con la legge del 2012 la facoltà di passare dal tasso variabile al fisso non veniva concessa a tutti. Erano esclusi coloro i quali avessero redditi alti, e proprio per questo motivo non necessitavano di aiuti da parte dello Stato. La nuova norma potrebbe riproporre il modello del 2012 adducendo delle modifiche sulla regolarità dei pagamenti delle rate, poiché negli ultimi anni molte famiglie si sono trovate in difficoltà economiche tra pandemia e inflazione.

La semplificazione del passaggio dal tasso variabile al fisso potrebbe essere applicata a tutti i mutui ipotecari, stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di Bilancio 2023. La rinegoziazione del mutuo sarà gratuita, ovvero senza spese di commissione. Per alleggerire le rate la norma potrebbe prevedere anche una dilazione della durata residua del finanziamento fino a 5 anni, non oltre i 25 totali.

Quale tasso verrà applicato

L’incognita rimane sul tasso che verrà applicato al passaggio. Ad ogni modo il passaggio dal tasso variabile al fisso sarà vantaggioso, poiché i mutui a tasso variabile si attestano attorno al 6% e quelli fissi al 3%. Se venisse applicata la norma del 2012 il tasso rinegoziato potrebbe attestarsi attorno al 3,75%.