Quando finirà davvero la pandemia di Covid? Gli scenari

Gli scienziati hanno ipotizzato tre scenari finoi al 2027: tutto dipenderà dalla risposta dei Paesi e della comunità internazionale al virus

A due anni dall’inizio della pandemia di Covid, gli scienziati si interrogano su quale sarà il futuro del nostro pianeta e della nostra società. L’International Science Council ha pubblicato il report “Unprecedented & Unfinished: COVID-19 and Implications for National and Global Policy”, in cui vengono analizzati gli scenari che potrebbero concretizzarsi da cui al 2027, con la convivenza con il virus e nuove strategie da mettere in atto per prevenire che la situazione possa velocemente peggiorare.

Perché è importante fare previsioni sulla pandemia

Il Covid non è solo un problema sanitario, come spiegano gli esperti. La crisi globale ha messo i governi di tutto il mondo davanti a problemi ben più radicati nel tessuto sociale, a iniziare dalle diseguaglianze tra Paesi e anche all’interno di quelli occidentali. Inoltre i decisori si sono mossi principalmente con misure nazionali, e per gli scienziati solo una risposta coordinata di tutto il mondo potrà farci uscire definitivamente dall’emergenza in atto.

Migliorare la sanità e l’accesso alla sanità anche per le fasce più vulnerabili della popolazione, migliorare i sistemi scolastici, dare accesso ai servizi di salute mentale, fermare la circolazione di fake news, rafforzare le politiche di aiuto per i Paesi più poveri sono solo alcune delle decisioni che potrebbero aiutare il mondo a fermare il Sars-Cov-2. La parola d’ordine dovrà essere “cooperazione“.

Lo scenario più probabile: rimarrà tutto uguale

Il report ha stilato 3 scenari determinati dalla possibile evoluzione del coronavirus e dalla diffusione dei vaccini anti Covid nel mondo. Nello scenario più probabile, i governi continueranno ad agire come abbiamo visto in questi anni. Il Covid avrà un impatto negativo sulle diseguaglianze in materia di sanità, economia, sviluppo, scienza, tecnologia e in generale sulla sanità.

Diventerà una malattia endemica in tutto il mondo. Nei Paesi più poveri i sistemi sanitari continueranno a essere a rischio collasso e anche le forniture alimentari potrebbero scarseggiare. Bisognerà affrontare poi il problema della salute mentale, che continuerà a essere messa a rischio in ogni parte del mondo.

Lo scenario peggiore: nuove chiusure e crisi

Nello scenario più pessimistico il mondo si troverà ad affrontare nuove ondate che richiederanno misure più rigide e metteranno ancora più a repentaglio il benessere delle persone. Ci saranno dei lunghi periodi di chiusura delle scuole, una disoccupazione galoppante, e aumenterà la violenza di genere.

Cresceranno le correnti politiche nazionaliste, e la polarizzazione delle opinioni porterà alla fine tutti gli sforzi di cooperazione globale in tema di creazione e scambio dei vaccini, per cui potrebbero nascere anche conflitti tra i Paesi. Nonostante il cambiamento climatico e sempre più frequenti disastri ambientali, gli stati dovranno fermare le riforme green per riuscire a fermare gli effetti economici distruttivi della pandemia.

Lo scenario migliore: convivenza con il virus

Nello scenario più ottimistico, invece, la pandemia sarà gestita a livello mondiale, con collaborazioni costanti tra i Paesi. Con l’aumento delle persone vaccinate in tutto il mondo, che passeranno da circa il 61% all’80%, il rischio di nuove varianti cadrebbe a picco. Il coronavirus non sparirebbe del tutto, ma diventerebbe gestibile come le altre malattie, con benefici per la salute mentale, l’economia e lo sviluppo sostenibile.

Tra i 3 scenari ci sono ovviamente tante sfumature. L’intento del report è quello di mostrare quanto una risposta coordinata e lungimirante possa limitare i danni nei singoli settori della vita sociale, della sanità, della scienza, dell’economia, della politica, dell’informazione e quanto le singole politiche possano influenzare ognuno dei fattori in gioco.

In ogni caso sembra sicuro che il coronavirus continuerà ad accompagnarci almeno fino al 2027, e non sparirà dunque nei prossimi quattro anni. Tuttavia, in base alla risposta dei governi e della comunità internazionale alla crisi, sarà possibile condurre una vita normale, oppure sprofondare in un periodo cupo come quello vissuto nel 2020.

Nel mentre stiamo scoprendo sempre più informazioni sul Sars-Cov-2. Ad esempio quali sono gli effetti del long Covid dopo anni, come spiegato qua. E oggi sappiamo anche perché molti positivi sono asintomatici, come anticipato qui. Inoltre è in arrivo l’innovativo test che distingue l’influenza dal Covid, di cui vi abbiamo parlato qua.