Covid, 15 mln di vaccini da buttare: in autunno il monovalente

L'Ema raccomanda di sviluppare un vaccino aggiornato alle sottovarianti del Sars-Cov-2 in circolazione entro l'autunno, per proteggere la popolazione più fragile

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Claudio Carollo

Giornalista professionista

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di attualità economico-politica, cronaca e sport.

La continua evoluzione del virus del Covid-19, con la diffusione di sempre nuove sottovarianti di Omicron, e la campagna vaccinale ormai in picchiata fanno sì che dai 10 a i 15 milioni di dosi conservati nei frigoriferi delle aziende ospedaliere italiane siano destinati al macero. Lo comunica l’Agenzia europea del farmaco, Ema, che tramite il responsabile per i vaccini Marco Cavaleri, raccomanda alle aziende farmaceutiche di sviluppare un monovalente contro le sottovarianti XBB, responsabili in Cina di una nuova ondata di da decine di milioni di casi a settimana.

L’accordo tra Ue Pfizer

La necessità di un nuovo vaccino aggiornato ai lignaggi più recenti e più diffusi del Sars-Cov-2 è dimostrata dalla rinegoziazione dell’accordo tra Unione europea e la BioNTech-Pfizer per ridurre il numero di consegne delle dosi anti-covid stabilito nel terzo contratto di acquisto, siglato nel 2021.

La nuova intesa prevede che le forniture previste in origine possano essere convertite in ordini facoltativi, dietro pagamento di una tariffa, con somma sarà deducibile nel caso in cui i Paesi decidano di acquistare ulteriori dosi in futuro.

L’accordo stabilisce inoltre l’estensione fino a 4 anni del periodo in cui i Paesi potranno ricevere i vaccini, compresi quelli adattati alle nuove varianti.

Le raccomandazioni dell’Ema sul monovalente

Dal canto suo l’Ema ha chiesto alle case farmaceutiche di sviluppare un vaccino monovalente contro le sottovarianti ormai dominanti entro l’autunno, in modo da poter mettere a disposizione dei Governi un medicinale per la protezione delle fasce di popolazione più anziane e fragili in corrispondenza della campagna anti-influenzale, visto che anche il Covid-19 ha assunto il carattere stagionale dell’endemia (qui abbiamo spiegato come si scopre oggi il Covid).

“L’Ema pubblicherà a breve una raccomandazione su come adattare i vaccini anti-Covid per la prossima campagna vaccinale in autunno – ha dichiarato il responsabile in materia Marco Cavaleri – e indirizzeremo le aziende farmaceutiche a produrre vaccini che contengano il ceppo Xbb, che ora è dominante ed è un ceppo molto diverso rispetto a quelli che erano in circolazione prima. Quindi, da un punto di vista immunologico sarebbe bene aggiornare i vaccini in questa direzione. Questo è ciò che ha detto anche l’Organizzazione mondiale della sanità, con cui abbiamo discusso ampiamente”.

Cavaleri ha sottolineato che l’obiettivo “è produrre per l’autunno un nuovo vaccino monovalente” che porterà al passaggio “da un vaccino che contiene due ceppi diversi ad un vaccino che non contiene più il ceppo originario del virus SarsCoV2, ovvero il ceppo Wuhan, quello con cui la pandemia è partita, perché di fatto questo ceppo non circola più” ha spiegato precisando che si tratta di ceppo del virus che abbiamo già incontrato varie volte, sia con la vaccinazione sia con l’infezione naturale: per questi motivi non riteniamo più necessario rivaccinarci con questo ceppo, mentre l’idea è quella di seguire la direzione che sta prendendo il virus” (qui abbiamo parlato dell’allarme Covid ancora presente negli Usa).

“Pensiamo che le aziende abbiano un lasso di tempo sufficiente per riuscire a produrre i vaccini aggiornati e avere un numero di dosi congruo per le campagne vaccinali” ha detto ancora il responsabile per i vaccini dell’Ema.