Il vaiolo delle scimmie cresce anche in Italia: ecco le foto per capire i sintomi

Il vaiolo delle scimmie, dichiarato dall'OMS emergenza sanitaria globale, continua a diffondersi in tutto il mondo, anche in Italia

Foto di Miriam Carraretto

Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

Sta facendo molto scalpore il caso del carabiniere italiano di 50 anni in vacanza a Cuba che, secondo le autorità dell’isola, sarebbe morto per vaiolo delle scimmie. Ma cosa sappiamo di questo virus?

Il vaiolo delle scimmie, dichiarato dall’OMS emergenza sanitaria globale, continua a diffondersi in tutto il mondo. “Ora sono stati segnalati all’OMS più di 35mila casi di monkeypox (il suo nome in inglese, ndr), da 92 Paesi e territori, con 12 decessi” ha detto il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus. Quasi 7.500 casi sono stati segnalati la scorsa settimana, con un aumento del 20% rispetto a quella precedente, che era già del 20% in più rispetto alla settimana prima.

Cos’è il vaiolo delle scimmie e come si trasmette

Il vaiolo delle scimmie (MPX) è una malattia virale zoonotica, cioè che tendenzialmente si trasmette da animale a uomo.

Da quando è stata riconosciuta per la prima volta come malattia umana nel 1970, i casi sono stati segnalati sempre più spesso in diversi Paesi africani a causa di una combinazione di fattori, tra cui sia una maggiore esposizione, portata da deforestazione, conflitti e sfollamenti, sia una migliore sorveglianza e capacità di laboratorio nel regione africana.

Il primo focolaio segnalato al di fuori dell’Africa è stato nel 2003 negli Stati Uniti. Più di recente, nel 2018 e nel 2019, a due viaggiatori dal Regno Unito, uno da Israele e uno da Singapore, tutti con una storia di viaggio in Nigeria, è stata diagnosticata la MPX. Questa è stata la prima volta che i viaggiatori sono stati associati alla trasmissione di vaiolo delle scimmie al di fuori di un focolaio.

Chi sta colpendo di più il virus

Ciò che sta preoccupando gli esperti, come ha spiegato Ghebreyesus, è che la maggior parte dei casi viene segnalata in Europa e nelle Americhe, in particolare tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini.

“Quasi tutti i casi vengono segnalati – dall’Europa e dalle Americhe – tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, sottolineando l’importanza per tutti i Paesi di progettare e fornire servizi e informazioni su misura per queste comunità che proteggono la salute, i diritti umani e dignità”, ha precisato.

Secondo il dottor Demetre Daskalakis, funzionario dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) che lavora sulla risposta al vaiolo delle scimmie, questa non è una malattia a trasmissione sessuale, ma molte persone che sono risultate positive negli Stati Uniti hanno avuto un certo tipo di attività sessuale, “che può includere rapporti sessuali completi e sesso orale”, ha riferito la CNN.

Ad oggi solo in Europa sono 19.429 i casi di vaiolo delle scimmie identificati in 43 Paesi della regione europea, sia grazie alla sorveglianza dell’Ufficio regionale dell’OMS per l’Europa sia attraverso il sistema di sorveglianza europea TESSy. La maggior parte dei casi ha tra i 31 e i 40 anni ed è costituita da uomini: diversi i casi che hanno colpito persone sieropositive.

505 casi sono stati ricoverati in ospedale (il 5,8%), di cui 179 casi hanno richiesto cure cliniche. Tre casi sono stati ricoverati in terapia intensiva, di cui uno è stato ricoverato in terapia intensiva per ragioni non correlate all’infezione da vaiolo delle scimmie.

Gli altri due casi ricoverati in terapia intensiva invece, spiega l’ECDC europeo, sarebbero morti di vaiolo delle scimmie. Alcuni (57) casi sono stati segnalati come operatori sanitari, tuttavia non è stata segnalata alcuna esposizione professionale.

Il vaiolo delle scimmie in Italia

Anche in Italia i contagi continuano a salire: secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, pubblicato il 16 agosto, sono 662 quelli confermati, con un incremento di 18 casi rispetto all’ultima rilevazione del 12 agosto. I casi collegati a viaggi all’estero sono 185. L’età mediana delle persone infettate è di 37 anni: si tratta di 652 uomini e 10 donne.

Per quanto riguarda le regioni in cui il virus è più diffuso, in testa c’è la Lombardia, segue il Lazio: in Lombardia i casi confermati sono 291 (+8 rispetto all’ultima rilevazione del 12 agosto) e nel Lazio sono 121 (+3).

Come si trasmette

Quanto dovremmo essere preoccupati per questo focolaio? Secondo quanto indicato dall’ECDC, è più probabile che la malattia si diffonda attraverso contatti stretti, ad esempio durante i rapporti sessuali come dicevamo, e in questo gruppo il rischio può essere considerato alto. La probabilità che si diffonda nelle persone che hanno più partner sessuali, inclusi alcuni gruppi di uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, è considerata alta nell’UE.

Tuttavia, va notato che la probabilità di diffusione alla popolazione più ampia è bassa e che la maggior parte dei casi negli attuali focolai si è presentata con sintomi lievi.

Questo virus non si diffonde facilmente tra le persone. La trasmissione da uomo a uomo avviene attraverso lo stretto contatto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee di una persona infetta, attraverso le goccioline respiratorie in contatto prolungato faccia a faccia e attraverso oggetti contaminati, come asciugami, vestiti, telefoni ecc.

Quali sono i sintomi

Il vaiolo delle scimmie umano spesso inizia con una combinazione di diversi sintomi: febbre, mal di testa, brividi, esaurimento, astenia, gonfiore dei linfonodi, mal di schiena e dolori muscolari. La maggior parte dei casi in generale si è presentata con un’eruzione cutanea (7,1%) e sintomi sistemici come febbre, affaticamento, dolore muscolare, brividi o mal di testa (65%).

Un’eruzione cutanea si sviluppa comunemente da 1 a 3 giorni dopo l’inizio della febbre. Le lesioni cutanee spesso si presentano inizialmente come macule, evolvendosi in papule, vescicole, pustole, croste e croste.

Interessano soprattutto le aree ano-genitali, il tronco, le braccia e le gambe, il viso, i palmi delle mani e le piante dei piedi, a volte possono essere scarse o limitate solo alle aree genitali o peri-anali. Nel 5% dei casi la manifestazione di esordio può essere rappresentata da lesioni a livello del cavo oro-faringeo.

Quanto è grave

La manifestazione clinica del vaiolo delle scimmie è generalmente lieve, come nella maggior parte dei casi finora segnalati in Europa. In Nigeria, è stato osservato che il ceppo dell’Africa occidentale ha un tasso di mortalità del 3,3%. La mortalità è maggiore tra i bambini e i giovani adulti e gli individui immunocompromessi sono particolarmente a rischio di forme gravi della malattia. Tuttavia, la maggior parte delle persone guarisce in poche settimane.

I contatti stretti dei casi di vaiolo delle scimmie dovrebbero automonitorarsi per lo sviluppo dei sintomi per 21 giorni dopo l’ultima esposizione e dovrebbero evitare contatti fisici ravvicinati con bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunocompromesse.

Gli operatori sanitari e i parenti dovrebbero evitare di toccare le lesioni cutanee a mani nude, indossare guanti monouso e osservare una rigorosa igiene delle mani.

Come viene trattato? Esiste un vaccino

Il trattamento è principalmente sintomatico e di supporto, compresa la prevenzione e il trattamento delle infezioni batteriche secondarie. Gli antivirali sono potenziali opzioni di trattamento per i casi gravi.

Un antivirale sviluppato per il trattamento del vaiolo, il tecovirimat, è stato approvato per il trattamento del vaiolo delle scimmie, nel gennaio 2022, dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Esiste anche un vaccino contro il vaiolo delle scimmie (più info le trovate qui, mentre qui trovate i dettagli su chi dovrebbe fare il vaccino in Italia secondo le indicazioni del Ministero della Salute).