Farmaci per conto terzi, l’Italia guida l’Europa: il caso di Morpho CDMO di Alfasigma

Il comparto vale 4,3 miliardi di euro e rappresenta circa il 24% del mercato europeo: tra farmaci biologici, innovazione e nuovi investimenti, il CDMO è sempre più strategico per la competitività dell’industria farmaceutica italiana.

Foto di Federico Mereta

Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

3 min di lettura

È in corso a Milano il CPHI, uno tra i principali appuntamenti mondiali per il mondo Pharma. E si parla di CDMO, ovvero uno dei segmenti meno conosciuti dal grande pubblico ma più importanti per la competitività industriale europea. L’acronimo sta per Contract Development and Manufacturing Organization. In parole semplici, la ricerca, lo sviluppo e la produzione di farmaci per conto di altre aziende farmaceutiche e biotech.

Il settore negli ultimi anni è diventato sempre più strategico. L’aumento della complessità scientifica, la crescita dei farmaci biologici, la necessità di accelerare i tempi di sviluppo e la tendenza delle aziende a concentrarsi sulle attività di ricerca e commercializzazione stanno spingendo sempre più imprese ad affidarsi a partner specializzati.

L’Italia nell’Europa che guida il mondo

L’Italia continua a confermarsi il principale hub europeo del CDMO farmaceutico. Secondo i dati dell’indagine Farmindustria-Prometeia 2026, il valore della produzione del settore ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro, pari a circa il 24% del mercato europeo, davanti a Germania e Francia. In Europa il comparto vale complessivamente 17,8 miliardi di euro.

Il risultato non nasce per caso. Negli ultimi dieci anni il settore ha registrato una crescita costante, sostenuta dalla qualità delle competenze industriali italiane, dalla capacità di rispondere agli standard normativi internazionali e da una forte vocazione all’export. Oggi gran parte della produzione è destinata ai mercati internazionali e alle principali multinazionali farmaceutiche. La crescita è alimentata soprattutto dalle produzioni a maggiore valore aggiunto. Farmaci biologici, prodotti sterili e lavorazioni ad alta complessità stanno assumendo un peso sempre più rilevante nel mix produttivo del settore, che continua a investire in nuove capacità industriali: oltre la metà degli investimenti è destinata alla realizzazione di nuove linee produttive.

Competizione globale

Il quadro rimane positivo, ma non mancano le sfide. Le tensioni geopolitiche, l’accelerazione degli investimenti negli Stati Uniti e la crescente competitività della Cina stanno modificando gli equilibri industriali globali. Per mantenere la leadership sarà necessario continuare a investire in innovazione, competenze e capacità produttive avanzate. In questo scenario il ruolo dei CDMO sta cambiando profondamente. Non viene più richiesto soltanto di produrre farmaci, ma di contribuire allo sviluppo dei programmi, alla gestione della complessità regolatoria e alla riduzione dei tempi necessari per portare un prodotto sul mercato.

È in questo contesto che si inserisce MORPHO, la piattaforma CDMO di Alfasigma nata per supportare aziende farmaceutiche e biotech lungo l’intero percorso di sviluppo e produzione di prodotti complessi.
La piattaforma può contare sulle competenze industriali maturate da Alfasigma e su due poli produttivi specializzati: il sito di Pomezia, centro di eccellenza per le forme solide orali, e lo stabilimento di Alanno, dedicato alle produzioni sterili.

L’obiettivo è proporre un modello di partnership che vada oltre la semplice capacità produttiva, accompagnando i clienti nelle decisioni tecniche, regolatorie e operative che incidono sul successo di un programma industriale. Come nel caso già noto a livello mondiale di Pfizer CentreOne, anche in questo caso l’azienda italiana ha deciso di costruire una divisione ad hoc a se stante con un brand ben identificabile specializzato nel CDMO.

“Il mercato sta chiedendo ai CDMO un ruolo sempre più strategico. Non basta più garantire eccellenza produttiva: è necessario mettere a disposizione esperienza farmaceutica, competenze e capacità di esecuzione per accompagnare i clienti lungo tutto il ciclo di vita del prodotto”

segnala Rocco Paracchini, vicepresidente di MORPHO.

La crescita del CDMO rappresenta una delle opportunità più interessanti per l’industria farmaceutica italiana. La domanda di partner specializzati è destinata ad aumentare insieme allo sviluppo dei farmaci biologici, delle terapie avanzate e dei nuovi modelli di ricerca collaborativa. Per il Paese significa consolidare una leadership costruita nel tempo attraverso investimenti, qualità manifatturiera e competenze scientifiche. Per le aziende del settore significa contribuire non solo alla produzione dei farmaci del futuro, ma anche alla competitività di una delle filiere industriali più avanzate d’Europa.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.