Nuova legge elettorale, diretta dalla Camera: approvata con 227 voti favorevoli

Giovedì 8 ottobre si è tenuta l'ultima votazione, con voto segreto, dello Stabilicum: la nuova legge elettorale voluta dalla premier Giorgia Meloni

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Aggiornato: 1 min di lettura

Giorno decisivo per lo Stabilicum, la nuova legge elettorale voluta dalla premier Giorgia Meloni. E che, per questo motivo, parte dell’opposizione definisce “Melonellum“. Alla Camera si votava su tutto il testo a scrutinio segreto: la legge è stata approvata con 227 voti favorevoli e 164 contrari. La maggioranza necessaria era di 196.

 

  1. In cosa consiste la legge elettorale

    Approvata in via definitiva l'8 ottobre 2026, è la quarta legge elettorale in vent'anni, dopo Porcellum, Italicum e Rosatellum. L'impianto, che supera il Rosatellum, è un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza.

    Il premio, pari a 70 deputati e 35 senatori, andrà alla lista o alla coalizione capace di raggiungere il 42% dei voti in entrambe le Camere. Sulla scheda compare inoltre l'indicazione del candidato presidente del Consiglio. Tra le novità più discusse c’è il ritorno delle preferenze, reintrodotte dal Senato accanto ai capilista bloccati.

    Un meccanismo "a metà", che combina nomi scelti dai partiti e scelta diretta degli elettori. Cambia anche il voto all'estero, con l'accorpamento delle circoscrizioni (due alla Camera, Europa e resto del mondo, una sola al Senato), mentre viene ampliato il voto dei fuori sede, esteso anche ai caregiver familiari.

  2. La protesta dei cartelli

    Immediata la protesta rumorosa delle opposizioni, alle quali Meloni ha risposto con un "il centrodestra è unito". Numerosi i cartelli in aula, da "legge truffa" a "no all'imbroglio", sottolineando l'aumento della benzina, i tagli alla Sanità e i soldi trovati per le armi. Una scena ben fotografata ma che, di fatto, non riesce a comunicare e spiegare al meglio la situazione all'elettorato incerto e ormai stanco, che in Italia spesso si astiene. Ecco su quale campo si giocherà la prossima partita elettorale.

  3. Meloni: "Chi vince le elezioni, deve poter governare"

    Decisamente soddisfatta la reazione di Giorgia Meloni, che parla di una svolta netta per gli italiani: "Quando torneranno a votare, potranno scegliere tutto, dal partito alla coalizione, dal programma al candidato premier, così come nuovamente il proprio parlamentare".

    In una fase completta per la maggioranza, che fronteggia alcuni scricchiolii su vari temi, la premier vede la propria legge elettorale approvata e lancia un messaggio chiaro:

    Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che macanva da oltre 30 anni, resistuendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Al tempo stesso introducismo regole pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal colore politico.

    Ed ecco arrivare il messaggio più importante: "Chi vince le elezioni, deve poter governare, e chi viene eletto deve rispondere agli elettori che lo hanno scelto". A ciò si aggiunge anche il voto fuori sede per gli studenti, lavoratori e caregiver familiari, nei casi previsti dalla legge. Anche questo un tema delicato, che in passato aveva visto il Governo fare un piccolo passo indietro, salvo poi sottolineare il tutto come una propria battagli vinta.

    Una risposta concreta a una richiesta avanzata da tanti cittadini, soprattutto giovani, che vivono lontano dal proprio Comune di residenza.

    E per concludere, un messaggio alle opposizioni:

    Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, responsabilità e capacità di dare risposte concrete agli italiani. E a chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti. Noi siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi Avanti così.

  4. Schlein (PD): "Noi uniti, voi divisi. Avete paura"

    Elly Schlein, leader del PD, ha dichiarato: "La stessa norma che bocciavate a luglio la votate oggi sotto il ricatto della fiducia e del voto anticipato. Cosa è cambiato da luglio? La paura. Provate fastidio per i pesi e i contrappesi della nostra Costituzione. Così cercate di manometterli. Giorgia Meloni pretende di cambiare le regole del gioco a gioco iniziato e ponendo la fiducia. Fiducia che non mi pare ci sia a giudicare dai 5 colonnelli che avete messo in ultima fila. La verità è che avete paura di perdere. Noi oggi siamo uniti divisi siete voi".

     

  5. Bonelli (Avs): "Maggioranza vive guerra dei Roses"

    Nella sua dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale, Angelo Bonelli di Avs paragona la maggioranza a "una guerra dei Roses, una notte dei lunghi coltelli". Il motivo è che "siete stati costretti a mettere ben tre fiducie perché non vi fidate l'uno dell'altro. Quello che trovo sconcertante è che nel Paese che ha i salari più bassi d'Europa e le bollette più care d'Europa, le liste d'attesa più lunghe abbiamo qui il ministro della Giustizia e della Sanità, il ministro del Turismo, dell'Ambiente e della Cultura e se ne aggiungeranno altri, costretti a presidiare la legge elettorale, non vi occupate dei problemi degli italiani perché siete i responsabili del peggioramento delle condizioni di vita, siete diventati bugiardi seriali e nascondete la crisi con la vostra propaganda".

     

  6. Maria Elena Boschi (Italia Viva): "No convinto alla legge elettorale"

    Maria Elena Boschi di Italia Viva annuncia il no convinto alla legge elettorale: "Tiriamo un sospiro di sollievo perché dopo sei mesi questo Parlamento non sarà più ostaggio della maggioranza e del governo che ci ha obbligati a occuparci solo di questa riforma e non dei problemi degli italiani. Potete cambiare tutte le leggi elettorali del mondo ma perderete la prossima volta e vi aspettiamo alle urne".

     

  7. Assenti Meloni e ministro Giorgetti

    Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, dichiara: "Sono due assenti giustificati al momento: la presidente Meloni e il ministro Giorgetti, impegnato all’Ecofin".

  8. Edoardo Ziello (Futuro Nazionale) annuncia il NO

    Duro atto d'accusa di Edoardo Ziello (Misto - Futuro Nazionale Vannacci - Free) contro il Governo. FN voterà no. Ziello ha accusato il "Donzellum", dal nome del parlamentare Giovanni Donzelli di FdI, di aver creato una legge elettorale che ostacola le nuove formazioni politiche e che, quindi, ostacola il partito di Vannacci. Poi un ragionamento sui numeri: "Il centrodestra senza Futuro Nazionale non ha i numeri per avere il premio di maggioranza. Noi siamo aperti al dialogo per non mandare la sinistra al governo. Ma serve una interlocuzione seria per capire se ci sono le condizioni per questa alleanza per tenere a casa quei signori della sinistra che farebbero più danni della grandine".

  9. Dieter Steger (Misto - Minoranze Linguistiche) vota SÌ

    Prende la parola Dieter Steger (Misto - Minoranze Linguistiche), il quale ha annunciato voto favorevole allo Stabilicum.

  10. Riccardo Magi (+Europa) vota NO: "Melonellum madre di tutte le menzogne"

    Il primo a prendere la parola è stato Riccardo Magi di +Europa, che ha annunciato il suo no. Durissimo il suo atto d'accusa contro il Governo.

    Magi ha attaccato una "legge elettorale incostituzionale". "Voi avete risposto chiamando fiducia quello che è un ricatto, palesemente", ha accusato.

    "Chiamate stabilità lo strapotere: chi vince ottiene un premio che lo trasforma da minoranza nel paese in maggioranza schiacciante in Parlamento. E questa è una torsione antidemocratica. Lo sarà anche anche se andrà a premiare le opposizioni. Chiamate indicazione del premier quella che è una lesione manifesta delle prerogative del capo dello Stato. Chiamate legge elettorale un tentativo maldestro di fare una riforma costituzionale senza passare da un referendum, senza sottoporvi al voto dei cittadini per paura di essere ancora una volta bocciati. Ecco, se il premierato era la madre di tutte le riforme, il melonellum è la madre di tutte le menzogne".

    E ancora: "Avete rinunciato al principio della parità di genere, avete reso nazionale il voto del Senato, avete inserito delle false preferenze, avete quadruplicato le firme necessarie per potersi presentare e avete impedito di raccoglierle con lo SPID, lo strumento che milioni di italiani usano ogni giorno per migliaia di pratiche amministrative".

    La conclusione: "Oggi vi chiedo, con la forza che ci rimane, di fermarvi al primo articolo della Carta: l'Italia è una Repubblica democratica. Questa riforma elettorale porta l'Italia nel vicolo cieco delle democrazie illiberali. Segna da questo punto di vista. L'avvio di un cambio di regime. Cari colleghi, ma soprattutto colleghe, voi sapete che ho ragione. Sapete che il vostro ruolo, votando sì, da domani sarà umiliato, che non conteranno più nulla i parlamentari di opposizione e neppure quelli di maggioranza, perché il Parlamento sarà eletto per trascinamento del capo o della Capa. Abbiate un sussulto, disobbedite. Pensate ai vostri elettori, ai vostri genitori, alle vostre famiglie, ai vostri figli e fate la cosa giusta, non per me, non per noi, per loro, per la democrazia. Siete ancora in tempo. Onorate il vostro mandato di parlamentari che non deve avere alcun vincolo. Usate il potere che la Costituzione vi garantisce senza alcun vincolo, senza sottostare ad alcun ricatto. Noi voteremo no e speriamo che anche voi abbiate il coraggio di farlo per il paese, ve lo assicuro, ne sareste orgogliosi".

     

  11. La seduta è aperta

    La seduta alla Camera è aperta. Il presidente di turno Giorgio Mulè ha fatto aprire la seduta con la lettura del resoconto di quanto avvenuto nella giornata precedente.

    Dopo il preambolo, sono partite le intenzioni di voto per la legge 2822-B: "Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica".

     

  12. Oggi le dichiarazioni di voto dei big dei partiti

    Oggi, per la giornata clou, sono iscritti in dichiarazione di voto i big dei vari partiti:

    • Elly Schlein per il Partito Democratico;
    • Giuseppe Conte per il Movimento 5 Stelle;
    • Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia;
    • Stefano Benigni per Forza Italia;
    • Angelo Bonelli per Alleanza Verdi e Sinistra;
    • Riccardo Magi per +Europa.
    • Maria Elena Boschi per Italia Viva;
    • Matteo Richetti per Azione;
    • Edoardo Ziello per Futuro Nazionale.
  13. L'arrivo dei deputati e le provocazioni

    I primi parlamentari sono arrivati attorno alle 10:10. Subito sono partite alcune provocazioni: Rossano Sasso di Futuro Nazionale nel cortile della Camera ha intonato "Franco tiratore", brano della musica alternativa di destra italiana, del 1978.

  14. L'importanza dello Stabilicum per Giorgia Meloni

    Per Giorgia Meloni lo Stabilicum è una legge di importanza esistenziale. Per almeno tre motivi:

    • il più ovvio riguarda l'ordine delle cose, con ogni maggioranza che punta a una nuova legge elettorale che ritiene più adeguata ai propri interessi;
    • il secondo motivo riguarda l'ideologia politica di Giorgia Meloni, che già quando era una giovane parlamentare rilasciava interviste sulla necessità di avere in Italia una legge elettorale che permetta all'esecutivo di poter contare sulla sicurezza di una robusta maggioranza in Parlamento;
    • il terzo motivo aggiunge al disegno politico il prestigio istituzionale, dal momento che una vittoria alle elezioni 2022, eventualmente favorita dallo Stabilicum, permetterebbe a Meloni di orientare i giochi per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Di Presidenti conservatori ce ne sono già stati, ma il prossimo potrebbe essere il primo Capo dello Stato espressione di una maggioranza guidata dalla destra piena. Sarebbe il coronamento del percorso intrapreso della destra in Italia, iniziato con la svolta di Fiuggi.
  15. Salva la pensione dei nuovi parlamentari: cosa c'entra con la legge elettorale

    I nuovi parlamentari tirano un sospiro di sollievo: anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere, la pensione di 1.000 euro a partire dai 65 anni di età è salva. I tempi tecnici, infatti, spingerebbero l'insediamento di un nuovo Parlamento oltre la data del 14 aprile 2027. Data che corrisponde al requisito dei 4 anni 6 mesi e 1 giorno di carica per maturare la pensione.

    Cosa c'entra tutto questo con la legge elettorale, ci si domanderà. C'entra perché serpeggia un'ipotesi: quella che poche settimane dopo l'approvazione dello Stabilicum, Giorgia Meloni intenda traghettare il Paese verso nuove elezioni. La fretta sarebbe dovuta alla situazione favorevole, con le opposizioni divise. E non solo: più tempo passa e più aumenta il rischio che parte dello Stabilicum venga dichiarato incostituzionale.

  16. Franco Gabrielli: "La raccolta di firme rende difficile partecipare alle elezioni"

    Franco Gabrielli, ex capo della polizia ed ex direttore dell'Agenzia delle Entrate, è in pista con un nuovo progetto politico civico di centrosinistra: Più Uno. Secondo Gabrielli, intervistato da Radio 24, "lo sbarramento di 400mila firme da raccogliere per accedere alla competizione elettorale sarà un problema". I partiti non presenti in Parlamento dovranno infatti raccogliere 6.000 firme per collegio.

  17. Chi rischia il seggio con lo Stabilicum

    Ogni nuova legge elettorale porta vantaggi e svantaggi, anche agli esponenti della maggioranza che l'hanno votata. Sono tre le categorie di politici a rischio di non rielezione con lo Stabilicum:

    • parlamentari uscenti deboli sul territorio (le preferenze li renderebbero meno appetibili rispetto a sindaci, assessori e consiglieri comunali e regionali);
    • donne (le norme sulla parità di genere si applicano alle liste ma non ai capilista);
    • candidati di lista piazzati dietro ai capilista bloccati (i capilista si presenteranno in più collegi quindi le dinamiche su dove effettivamente scatterà l'elezione rendono estremamente incerto il recupero dei seggi per chi viene dopo di loro).
  18. Voto elettronico con appello alla "responsabilità"

    Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha replicato, in risposta alle opposizioni, che il voto di oggi si terrà con il procedimento elettronico, dal momento che le modalità alternative (come le palline) vanno utilizzate solo in caso di malfunzionamento del sistema. Il presidente si è appellato alla "responsabilità di ciascuno" per garantire il voto segreto.

  19. Giorgia Meloni si dice "tranquilla"

    La premier Giorgia Meloni si dice "tranquilla come sempre". Retroscena di stampa parlano di un partito, Fratelli d'Italia, che avrebbe preso tutte le precauzioni del caso per disinnescare possibili franchi tiratori e prevenire imboscate. Parlamentari della maggioranza controllerebbero i colleghi, ai quali sarebbe stato chiesto di votare con un solo dito per meglio capire se pigiano il tasto del "sì" o quello del "no". Da qui le proteste dell'opposizione e, in particolare, quella di +Europa che ha chiesto il voto con le palline bianche e nere. Subito dopo il voto, Giorgia Meloni correrà ad Ascoli per l’inaugurazione di Saladini Pilastri.

  20. Quando si vota nel 2027 per le elezioni politiche

    Giorgia Meloni rassicura: la legislatura arriverà a scadenza e il voto per le politiche si terrà nell'autunno del 2027. Ma con l'approvazione dello Stabilicum, retroscena di stampa parlano dell'ipotesi di voto anticipato a maggio 2027, con un probabile election day, opzione gradita a Palazzo Chigi. La strategia della maggioranza servirebbe a fare pressione sul campo largo, attualmente senza candidato premier né programma elettorale. A sinistra si discute anche su come fare le primarie: se a doppio turno o a turno secco, online.

  21. Come funziona lo Stabilicum

    Ecco, in estrema sintesi, come funziona lo Stabilicum:

    • l'impianto di base è quello di un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza;
    • c'è un premio di maggioranza per chi supera la soglia del 42% (si assegnano 70 seggi alla Camera e 35 al Senato al partito o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere mentre in caso contrario scatta il proporzionale puro e la maggioranza va cercata in Parlamento);
    • viene posto un tetto ai seggi con la coalizione vincente che non può superare il 55% dei seggi alla Camera (max 220) e il 56,5% al Senato (max 113);
    • ci sono sbarramento e ripescaggio, con una soglia del 10% per le coalizioni e del 3% per le singole liste, con meccanismo di ripescaggio per la miglior lista perdente della coalizione;
    • circa quattro parlamentari su 10 saranno eletti con le preferenze, mentre il resto saranno eletti su indicazione dei partiti (l'elettore può esprimere fino a tre preferenze, ma i capilista sono bloccati);
    • i seggi del premio di maggioranza sono pescati da liste circoscrizionali bloccate (28 alla Camera, 20 al Senato);
    • per la parità di genere c'è l'obbligo di alternanza nell'indicazione delle preferenze (non riguarda i capilista);
    • un candidato può presentarsi fino a 5 collegi;
    • è obbligatorio indicare il candidato premier nel programma;
    • servono 6.000 firme per collegio per i partiti non presenti in Parlamento (soglia ridotta a 1.500 per chi ha componenti nel Misto);
    • consentito il voto ai fuori sede;
    • accorpate le circoscrizioni estero (2 alla Camera, 1 al Senato);
    • previste norme speciali per Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta.
  22. Sciopero della fame per Riccardo Magi di +Europa

    Da oltre una settimana, Riccardo Magi di +Europa è in sciopero della fame in segno di protesta contro lo Stabilicum. Magi si nutre solo di cappuccini: uno a colazione, uno a pranzo e uno a cena. Magi ingerisce non più di 300 calorie al giorno, contro un fabbisogno medio giornaliero fra le 1.500 e le 2.000.

  23. Voto in aula, opposizioni all'attacco sui controlli

    "Avete paura della vostra stessa maggioranza e degli italiani", ha tuonato ieri Carmela Auriemma (M5S). La Repubblica riporta il funzionamento del sistema di controlli attribuito alla maggioranza durante lo scrutinio segreto sulle pregiudiziali: dall’ultima fila dell’emiciclo "controllori" osservavano i colleghi più in basso, ai quali sarebbe stato chiesto di votare con un solo dito perché si capisse chiaramente se avevano pigiato “sì” oppure “no”.

  24. Come sarà la nuova scheda elettorale

    Con lo Stabilicum arriva una nuova legge elettorale: per le preferenze si voterà "a crocette", come nei quiz a scelta multipla. Sotto ai simboli ci saranno i nomi dei candidati che si ritroveranno in Parlamento in caso di premio di maggioranza.

  25. L'assegnazione dei seggi con il Rosatellum

    Ecco come funziona oggi l'assegnazione dei seggi con la legge elettorale in vigore, il Rosatellum.

  26. Quarta legge elettorale in 20 anni

    Con la sua approvazione finale, lo Stabilicum diverrebbe la quarta legge elettorale italiana nel giro di una ventina d'anni. Prima dello Stabilicum sono infatti stati approvati: Rosatellum, Italicum e Porcellum.

  27. Opposizione contro il voto elettronico

    Nella giornata del 7 ottobre, Riccardo Magi di +Europa ha provato a scardinare la strategia della maggioranza proponendo di votare con un'urna e palline bianche e nere. "Questo sistema non garantisce la sicurezza", ha accusato, parlando del voto elettronico. Magi ha ricevuto il sostegno di PD, AVS e M5S. È stato poi chiesto di operare cambi di posto ed è stata invocata una stretta su foto e i video dalle tribune. Questa la risposta negativa di Giorgio Mulè, presidente di turno: "La presidenza assicura la segretezza del voto".

  28. Lo Stabilicum senza premio di maggioranza

  29. Precauzioni contro i franchi tiratori

    Durante il precedente voto segreto, quello tenutosi sulle pregiudiziali, il voto dei parlamentari di centrodestra è stato controllato da responsabili d'aula, capigruppo e dipendenti dei gruppi parlamentari, che il Governo aveva dislocato nelle tribune. Lo schema potrebbe ripetersi anche oggi.

  30. Lo Stabilicum con il premio di maggioranza

  31. Cosa è successo ieri

    Nella giornata del 7 ottobre, l'aula ha dato il via libera alla terza e ultima fiducia, quella posta dal Governo sull'art 3. L'approvazione è arrivata con 228 sì, 144 no e 3 astenuti. Poco dopo è arrivata l'approvazione dell'articolo 8 della legge (voto ai fuori sede e caregiver), con 214 sì e nessun no. L'opposizione si è astenuta su questa parte del testo.

  32. Timori di incostituzionalità

    Non c'è solo l'incognita del voto di oggi: sulla nuova legge elettorale, retroscena di stampa raccontano di una maggioranza già all'opera per il "dopo". Palazzo Chigi avrebbe già attivato interlocuzioni informali con tecnici della Corte Costituzionale e con uffici apicali di Camera e Senato per capire quanto il testo dello Stabilicum sia esposto a eventuali rilievi di incostituzionalità. Il Governo starebbe già valutando le tempistiche di eventuali interventi correttivi, da operare in tempo per le prossime elezioni. Non si tratta di ipotesi: lunedì 5 ottobre i partiti di opposizione hanno già convocato una conferenza stampa alla Camera per annunciare ricorsi alla Corte Costituzionale.

  33. Nuova legge elettorale, la diretta dalla Camera: cosa succede oggi

    Giorno decisivo per la nuova legge elettorale voluto dalla maggioranza e, in particolare, da FdI: lo Stabilicum sarà votato alla Camera dei deputati con voto segreto. Le votazioni iniziano alle 10:30. L'ultimo passaggio a voto segreto si terrà attorno alle 12:30.