Il primo a prendere la parola è stato Riccardo Magi di +Europa, che ha annunciato il suo no. Durissimo il suo atto d'accusa contro il Governo.
Magi ha attaccato una "legge elettorale incostituzionale". "Voi avete risposto chiamando fiducia quello che è un ricatto, palesemente", ha accusato.
"Chiamate stabilità lo strapotere: chi vince ottiene un premio che lo trasforma da minoranza nel paese in maggioranza schiacciante in Parlamento. E questa è una torsione antidemocratica. Lo sarà anche anche se andrà a premiare le opposizioni. Chiamate indicazione del premier quella che è una lesione manifesta delle prerogative del capo dello Stato. Chiamate legge elettorale un tentativo maldestro di fare una riforma costituzionale senza passare da un referendum, senza sottoporvi al voto dei cittadini per paura di essere ancora una volta bocciati. Ecco, se il premierato era la madre di tutte le riforme, il melonellum è la madre di tutte le menzogne".
E ancora: "Avete rinunciato al principio della parità di genere, avete reso nazionale il voto del Senato, avete inserito delle false preferenze, avete quadruplicato le firme necessarie per potersi presentare e avete impedito di raccoglierle con lo SPID, lo strumento che milioni di italiani usano ogni giorno per migliaia di pratiche amministrative".
La conclusione: "Oggi vi chiedo, con la forza che ci rimane, di fermarvi al primo articolo della Carta: l'Italia è una Repubblica democratica. Questa riforma elettorale porta l'Italia nel vicolo cieco delle democrazie illiberali. Segna da questo punto di vista. L'avvio di un cambio di regime. Cari colleghi, ma soprattutto colleghe, voi sapete che ho ragione. Sapete che il vostro ruolo, votando sì, da domani sarà umiliato, che non conteranno più nulla i parlamentari di opposizione e neppure quelli di maggioranza, perché il Parlamento sarà eletto per trascinamento del capo o della Capa. Abbiate un sussulto, disobbedite. Pensate ai vostri elettori, ai vostri genitori, alle vostre famiglie, ai vostri figli e fate la cosa giusta, non per me, non per noi, per loro, per la democrazia. Siete ancora in tempo. Onorate il vostro mandato di parlamentari che non deve avere alcun vincolo. Usate il potere che la Costituzione vi garantisce senza alcun vincolo, senza sottostare ad alcun ricatto. Noi voteremo no e speriamo che anche voi abbiate il coraggio di farlo per il paese, ve lo assicuro, ne sareste orgogliosi".