“Centinaia” di missili nucleari russi sono pronti: la minaccia di Putin. Si rischia un’altra guerra?

Mentre l’attenzione di molti si è spostata sul conflitto tra Israele e Hamas, Putin vuole aggirare il divieto sulle armi nucleari: cosa si rischia ora?

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Federica Petrucci

Consulente del lavoro

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

Mentre l’attenzione di molti si è spostata sul conflitto tra Israele e Hamas, il parlamento russo (Duma) recentemente ha votato a favore della revoca della ratifica da parte del paese del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT). In questo modo, Putin vuole aggirare il divieto sulle armi nucleari.

Cosa vuol dire di fatto? E quali sono i rischi a cui andiamo incontro?

Le minacce di Putin: c’è davvero il rischio che scoppi una guerra nucleare?

Alti funzionari russi, incluso Vladimir Putin, hanno minacciato in numerose occasioni di lanciare attacchi nucleari contro i paesi occidentali per evitare una schiacciante sconfitta militare in Ucraina. È successo diverse volte, ma recentemente, nello specifico il 5 ottobre 2023, il presidente russo ha dichiarato che c’era la possibilità che la Russia revochi la ratifica del CTBT, ovvero il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari che vieta tutte le esplosioni nucleari, sia per scopi militari che pacifici. E così è stato. Mercoledì 18 ottobre infatti la Duma ha votato all’unanimità a favore della revoca della ratifica.

Tale decisione potrebbe aprire la strada alla Russia per riprendere i test nucleari per la prima volta dalla caduta dell’Unione Sovietica.

Gli esperti internazionali hanno definito questa presa di posizione di Mosca “estremamente preoccupante”, dato che, nel frattempo, le dichiarazioni dal tono minaccioso di Putin sono aumentate nei confronti di qualsiasi Nazione occidentale, soprattutto tra gli alleati e sostenitori degli Stati Uniti.

Per esempio, il presidente russo ha fatto sapere pubblicamente che “centinaia” di missili nucleari russi sono pronti a “piovere dal cielo” e annientare chiunque sia così stupido da attaccare il Paese. La Russia ha affermato che resterà impegnata nel rispetto del trattato, ma i sostenitori del controllo degli armamenti temono che la deratificazione della Russia sia un altro passo verso una rinnovata corsa globale agli armamenti nucleari.

“Siamo in una brutta situazione”, ha affermato Andrey Baklitskiy, ricercatore senior presso l’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo a Ginevra, in Svizzera. “Non siamo ancora in una situazione terribile, ma siamo in una brutta situazione.”

Cosa prevede il Trattato sulla messa al bando totale dei test e perché è così importante

Il Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari ha sancito, con la prima firma nel 1996, la fine dei test sulle armi nucleari. Il suo obiettivo è quello di prevenire future corse agli armamenti, perché impedisce alle nazioni di sviluppare nuovi tipi di armi nucleari – attraverso i test appunto – per i loro eserciti.

Il trattato non ha ancora ricevuto abbastanza firme per entrare in vigore, ma è considerato uno dei motivi principali per cui molte Potenze mondiali – tra cui Stati Uniti, Russia e Cina – hanno rispettato una sorta di stop volontario sui test nucleari a partire dagli anni ’90.

Molti Paesi hanno firmato il trattato sulla messa al bando dei test nucleari, ma non tutte le nazioni lo hanno “ratificato”, cioè hanno pienamente accettato di essere vincolate alle sue regole. Sia gli Stati Uniti che la Cina sono firmatari del trattato, ma devono ancora ratificare.

La Russia ha ratificato il trattato nel 2000, ma la scorsa settimana la Duma di Stato russa, la camera bassa dell’Assemblea federale, si è messa al lavoro per venir meno a quella ratifica. Nello frattempo, Putin ha fatto sapere che la Russia sta sviluppando nuove armi nucleari e che la nazione potrebbe decidere di testarle.

Perché si tratta di una minaccia concreta

La decisione della Russia sancisce il primo passo verso la probabile sintesi dei test nucleari e potrebbe indicare l’inizio di una nuova corsa agli armamenti nucleari.

Il Cremlino ha da sempre testato le sue armi nucleari a Novaya Zemlya, un remoto arcipelago artico, sito dei test nucleari, che è in piena attività.

Va ricordato che Mosca ha il più grande arsenale di testate nucleari al mondo e ha effettuato oltre 700 test nucleari tra il 1945 e il 1990, mentre gli Stati Uniti ne hanno effettuati oltre 1.000, l’ultimo dei quali nel 1992.

La minaccia di riprendere i test è arrivata nello stesso momento in cui il governo di Putin ha affermato di aver testato con successo il missile da crociera Burevestnik (Storm Petrel) alimentato da un reattore nucleare. Il Burevestnik è una delle “armi invincibili” rivelate per la prima volta da Putin nel marzo 2018.

Alcuni suggeriscono che questa retorica sia semplicemente l’ultimo esempio dell’escalation di minacce nucleari a cui si sono abbandonati vari portavoce e propagandisti russi, arrivato quasi come conferma del potere proprio mentre la guerra di Mosca in Ucraina è diventata sempre più aspra. In generale, gli esperti non sono sicuri se la Russia testerà effettivamente una bomba a breve, ma concordano sul fatto che le cose stanno andando nella direzione sbagliata, caratterizzata da troppe incertezze e pericoli.