Quanto prende uno scrutatore al referendum sulla giustizia di marzo 2026

Guida ai compensi per il referendum sulla giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo 2026: quanto guadagnano scrutatori e presidenti

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Con l’avvicinarsi del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, diversi saranno chiamati a svolgere il ruolo di scrutatore all’interno dei seggi. L’attività, come previsto dalla legge, è considerata funzione pubblica e da diritto a un gettone di presenza, cui importo è aumentato nel 2026.

Quanto prende uno scrutatore

Per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026 lo scrutatore riceve un compenso fisso forfettario di circa 119,60 euro se opera in un seggio elettorale ordinario. In caso di assegnazione a un seggio speciale (ospedali, carceri, ecc.), spettano invece 60,95 euro.

L’importo è stabilito dalla normativa sugli onorari dei componenti dei seggi ed è stato aumentato di circa il 15% rispetto agli anni precedenti, grazie a un decreto elettorale specifico per le consultazioni di quest’anno.

L’onorario ricevuto dagli scrutatori è considerato rimborso forfettario per attività elettorale, quindi non è soggetto a Irpef e non va dichiarato nel Modello 730 o Redditi

Quando e come viene pagato lo scrutatore

Il pagamento non avviene immediatamente al termine delle operazioni di voto.

Di solito il compenso viene anticipato dallo Stato ai Comuni, che poi liquidano il pagamento agli scrutatori. L’accredito avviene in genere alcune settimane dopo la chiusura del seggio.

Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico sul conto corrente oppure con mandato di pagamento presso una banca convenzionata.

Cosa fa uno scrutatore durante il referendum

Quello dello scrutatore è un ruolo operativo durante le votazioni.

Tra i suoi principali compiti, infatti, ci sono identificare gli elettori controllandone i documenti, verificare la tessera elettorale e annotare le operazioni nei registri del seggio, ma anche assistere il presidente durante il voto e  partecipare allo scrutinio delle schede dopo la chiusura delle urne.

Durante queste attività i componenti del seggio hanno anche la qualifica di pubblico ufficiale, con responsabilità legate al corretto svolgimento delle operazioni di voto

Come si diventa scrutatore di seggio

Per poter essere nominati scrutatori durante elezioni o referendum bisogna iscriversi all’albo degli scrutatori del proprio Comune di residenza (l’iscrizione è gratuita).

La richiesta va fatta presso l’ufficio elettorale del Comune compilando un modulo di iscrizione. In molti Comuni la domanda può essere presentata allo sportello ma anche via Pec, tramite servizi online del Comune.

Quanto guadagnano gli altri membri del seggio

I gettoni di presenza variano in base al ruolo ricoperto. Oltre agli scrutatori, la struttura del seggio prevede le figure di:

  • presidente di seggio, a cui spetta un rimborso di circa 149,50 euro;
  • segretario, il cui rimborso è equiparato allo scrutatore e ammonta a circa 119,60 euro.

Esistono anche in questo caso delle eccezioni riguardanti i cosiddetti seggi speciali, dove l’impegno richiesto è differente e gli importi risultano proporzionalmente ridotti.

In queste strutture:

  • il presidente riceve 90,85 euro;
  • il segretario riceve 60,95 euro.

Come è composto un seggio elettorale

Dal punto di vista organizzativo, un seggio elettorale ordinario è composto solitamente da 5 membri:

  • un presidente,
  • un segretario;
  • 3 scrutatori.

Tra questi ultimi, uno viene designato per svolgere le funzioni di vicepresidente, garantendo così la piena operatività dell’ufficio anche in caso di momentanea assenza del titolare (ma non riceve una maggiorazione per questo).