Pensioni, come ritirarle senza Green pass

Dal 1° febbraio sarà necessario il Green pass per poter ritirare la pensione. Ma come possono fare quelli sprovvisti di certificazione verde? Una soluzione, c'è

Foto di Miriam Carraretto

Miriam Carraretto

Giornalista politico-economica

Esperienza ventennale come caporedattrice e giornalista, sia carta che web. Specializzata in politica, economia, società, green e scenari internazionali.

Dal 1° febbraio, come confermato dall’ultimo Dpcm di Draghi, sarà necessario il Green pass per poter ritirare la pensione. Ma cosa succedere a quelli sprovvisti di certificazione verde? Come possono fare per ricevere l’assegno, entro i tempi? Di fatto, come spiegheremo di seguito, una soluzione c’è. Vediamo quale.

Pensioni, che tipo di Green pass serve per ritirarle

Il Governo Draghi è intenzionato a non fare sconti a chi non è ancora vaccinato: dopo la stretta sui servizi e le attività per cui sarà richiesto obbligatoriamente il Green pass, dal 1° febbraio 2022 anche per andare alle Poste o in banca per ritirare la pensione sarà necessario essere provvisti di certificazione verde.

In questo caso, come già specificato dall’Esecutivo, basterà il Green pass base. Questo vuol dire che, di fatto, con un tampone negativo l’ingresso e il ritiro della pensione direttamente in sede continuerà ad essere possibile.

Come può ritirare l’assegno chi è sprovvisto di Green pass

Salvo i casi di esenzione alla vaccinazione, chi è sprovvisto di Green pass può comunque delegare il ritiro della pensione a qualcuno che, invece, può esporre alle Poste o in banca la certificazione verde Covid.

Il servizio a disposizione dei contribuenti non è del tutto nuovo. In caso di impossibilità – temporanea o permanente – di riscossione della pensione è da diverso tempo possibile delegare una seconda persona al ritiro della stessa, tramite un modulo su cui deve essere autenticata la firma del delegante.

L’autenticazione di firma prevede l’attestazione da parte di un pubblico ufficiale. Questo vuol dire la firma deve essere  apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità della persona che firma. Solitamente ogni Comune ha degli uffici dedicati a questa procedura, dove il delegante deve recarsi personalmente munito di un documento di identità in corso di validità (considerando però le recenti e aggiornate disposizioni Covid riguardanti la Pubblica Amministrazione, per la pensione di febbraio e dei mesi a seguire, è meglio chiedere previo appuntamento).

In alternativa al Segretario Comunale preposto, la firma può essere autenticata da un funzionario Inps, da un notaio, da un cancelliere o da un funzionario incaricato dal Sindaco, oppure ancora dall’Autorità consolare italiana per i residenti all’estero.

Il rilascio è immediato, salvo casi particolari, ed è gratuito.

Sono molte le Amministrazioni locali che permettono ai cittadini di scaricare il modulo direttamente dal proprio sito internet. In alternativa, si può utilizzare il modulo di delega della riscossione della pensione messo a disposizione dall’Inps (e scaricabile qui).

Qualsiasi variazione dovesse intervenire nella situazione certificata il delegato o il delegante dono avvisare l’Inps entro 30 giorni dall’avvenuto cambiamento. Le Amministrazioni saranno poi tenute a verificare e controllare la veridicità delle autocertificazioni incluse nella domanda. In caso di dichiarazioni false, infatti, i soggetti coinvolti possono incorrere in condanne penali e decadere dai benefici ottenuti.

Il calendario delle pensioni di febbraio

Anche le pensioni di febbraio 2022, nel rispetto delle disposizioni Covid, verranno accreditate con anticipo dall’Inps. Per il ritiro in Posta, il calendario seguirà il seguente ordine alfabetico:

  • dalla A alla B mercoledì 26 gennaio
  • dalla C alla D giovedì 27 gennaio
  • dalla E alla K venerdì 28 gennaio
  • dalla L alla O sabato 29 gennaio (mattina)
  • dalla P alla R lunedì 31 gennaio
  • dalla S alla Z martedì 1 febbraio.