Pensioni, in Dl Sostegno rispunta Quota 92: come funziona e a chi conviene

Salvini, intanto, prova ad allungare al vita a Quota 100 ma quasi nulle le possibilità di una proroga

Quota 100 prepara i bagagli e si avvia a grandi passi verso l’addio: la sperimentazione triennale della misura ( che interessa chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati) fortemente voluta dal leader della Lega Matteo Salvini (all’epoca al Governo insieme ai Cinquestelle) scadrà infatti il prossimo 31 dicembre.

Dal 1 gennaio, 2022, dunque, la finestra degli sconti si chiuderà e si tornerà alle regole precedenti con un balzo di ben 5 anni: da 62 a 67 anni.  Obiettivo neutralizzare il temuto “scalone” , evitando che diventi una trappola e per questo servono, con urgenza, valide contromisure. Per il momento, infatti, spazzata dal campo la possibilità di mini-proroghe, ipotesi che non dispiacerebbe affatto a Matteo Salvini. 

“Quota 100 fino al 2022” 

Il leader della Lega, che probabilmente alla fine dovrà cedere e deporre le armi, nel frattempo ci prova e cavalcando l’onda delle difficoltà economiche tra cui lo sblocco dei licenziamenti, mette in guardia: “Tanti imprenditori saranno costretti a rinunciare a qualche collaboratore, quindi toccare quota 100 e alzare l’età pensionabile in un anno come questo, o il prossimo, mi sembrerebbe un errore clamoroso. L’allungamento fino alla fine del 2022 di quota 100 è a costo zero”. Tuttavia, a differenza del passato, precisa subito che la questione  è negoziabile. “Ci siederemo al tavolo con il professor Draghi e ne parleremo”, fa sapere.

Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma una certezza c’è. Tra i tanti dossier bollenti, in cerca di soluzione, sull’agenda del Presidente del Consiglio Draghi, spicca la riforma delle pensioni su tutti. Al momento, pubblicamente tutto tace ma si lavora sottotraccia.

Rispunta Quota 92

Intanto, nelle scorse ore, Graziano Delrio (Pd), ex ministro, rilancia di Quota 92. “Per un Italia più giusta. Allo scadere di Quota 100, introduciamo Quota 92 (30 anni di contributi e 62 d’età) che aiuti donne e lavoratori impegnati in lavori usuranti. Diamo maggiori garanzie ai giovani. Anche così si esce dalla crisi”.

Meccanismo e funzionamento molto simili a Quota 100 con la sola differenza dell’età contributiva abbassata ulteriormente dall’attuale 38 anni di quota 100 a 30 anni. La proposta, che per ora non sembra aver fatto breccia nel dibattito, interesserebbe solo specifiche categorie di lavoratori e tra l’altro, particolare non trascurabile ci si muove nel perimetro, pericolosissimo, delle  penalizzazioni. Tra le ipotesi al vaglio, un taglio del 3% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia (per un massimo quindi del 15%) o addirittura un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, come nel caso di opzione donna.

Una volta archiviata Quota 100, per tutte le altre categorie invece l’opzione più probabile resta quota 102 (64 anni e 38 di contributi), per neutralizzare lo scalone. Ma il dibattito è appena iniziato e non può prescindere dal confronto con le parti sociali che sul tema promettono battaglia. 

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