Pensioni di agosto, doppia data di pagamento e rimborsi 730: cosa cambia per gli assegni

Gli accrediti arrivano in due momenti diversi tra Poste e banche, mentre nei cedolini scattano i conguagli Irpef legati alla dichiarazione

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Luca Incoronato

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Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Le pensioni di agosto 2026 avranno qualche novità per gli aventi diritto. Il mese si apre con una doppia data di pagamento e prosegue con l’arrivo nei cedolini dei rimborsi Irpef legati al modello 730. A ciò si aggiungeranno, per chi non l’avesse ancora ricevuta a luglio, la quattordicesima, così come circa 1 milione di lettere dall’Inps.

Un calendario d’agosto più affollato del solito, dunque. Tra chi verrà pagato per primo, chi dovrà attendere qualche giorno e chi rischia invece delle trattenute, è importante fare chiarezza. Partiamo allora con il nodo cardine: le date di accredito della pensione.

La doppia data di pagamento delle pensioni di agosto

Per quanto riguarda le tempistiche degli accrediti, ci saranno due momenti differenti da segnare in calendario. Chi riscuote alle Poste il pagamento della pensione potrà farlo da sabato 1° agosto. Ciò vale per i titolari di:

  • libretto di Risparmio;
  • conto BancoPosta;
  • PostePay Evolution.

Anche chi ritira l’assegno in contanti presso gli uffici postali potrà farlo dal 1° agosto, seguendo la consueta turnazione in ordine alfabetico. Chi invece la pensione la percepisce su un conto corrente bancario, dovrà pazientare qualche giorno in più. L’accredito infatti scatterà da lunedì 3 agosto 2026. Ciò perché, come detto, l’1° cade di sabato (giorno non bancabile).

Rimborsi 730 e conguaglio Irpef nei cedolini

Da agosto, nei cedolini Inps compaiono anche i conguagli Irpef, che derivano dal modello 730. L’Inps applica ogni mese le trattenute fiscali sugli assegni. Con la dichiarazione dei redditi, poi, viene ricalcolata l’imposta effettivamente dovuta (tenendo conto di detrazioni e deduzioni maturate) nel 2025.

Il conguaglio può essere a credito, quando è stata versata più Irpef del dovuto, oppure a debito, nel caso opposto. Tra le uscite che più spesso generano un rimborso ci sono:

  • spese sanitarie;
  • interessi del mutuo;
  • spese scolastiche;
  • premi assicurativi.

La data del rimborso dipende esclusivamente da quando è stata inviata la dichiarazione. Chi ha trasmesso il 730 entro maggio riceve il credito già nel cedolino di agosto, chi lo ha inviato a giugno dovrà invece attendere settembre. Invii successivi, infine, vedranno il pagamento slittare al mese seguente. Proprio per questo i Caf consigliano di non attendere la scadenza finale del 30 settembre, soprattutto in presenza di crediti elevati.

Trattenute sulla pensione: chi rischia

Non tutti riceveranno però un rimborso. In caso di conguaglio a debito, infatti, l’Inps recupera le somme direttamente sull’assegno. Per le pensioni fino a 18.000 euro annui e debiti superiori a 100 euro, il recupero viene rateizzato da maggio a novembre 2026.

Si punta così ad alleggerire l’impatto sul singolo cedolino. A pesare sui trattamenti del 2026 c’è inoltre il tema delle addizionali regionali e comunali che, secondo diverse analisi, stanno erodendo l’effetto reale degli aumenti legati alla perequazione (adeguamento delle pensioni all’inflazione).

Quattordicesima, lettere Inps e rimborsi diretti

Ad agosto arriva anche la quattordicesima per i pensionati che ne hanno diritto e non l’hanno già percepita a luglio. Per quanto riguarda le lettere in arrivo dall’Inps, invece, nulla di cui preoccuparsi. Molti riceveranno gli inviti a partecipare all’indagine reputazionale 2026. L’Istituto raccoglie infatti ogni anno opinioni e suggerimenti sulla propria immagine.

Discorso a parte, infine, per chi non ha un sostituto d’imposta o sceglie il rimborso diretto dell’Agenzia delle Entrate. In questi casi, infatti, il credito non arriva nel cedolino ma tramite bonifico, con tempi più lunghi (entro dicembre 2026 per importi fino a 4.000 euro, ed entro marzo 2027 per cifre superiori o soggette a controlli).