Pensioni, al via i conguagli fiscali Inps 2026: gli importi cambiano da agosto

L'istituto agisce da sostituto d'imposta: chi ha un credito dal 730 lo riceve sul cedolino, chi ha un debito può rateizzarlo entro novembre

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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L’Inps ha avviato le procedure di conguaglio dei crediti e dei debiti derivanti dalla presentazione del modello 730. Il servizio, svolto dall’istituto previdenziale in qualità di sostituto d’imposta, prevede il ricalcolo delle somme spettanti ai pensionati e ai percettori di ammortizzatori sociali, determinando rimborsi o trattenute sui cedolini mensili.

L’ente ha riepilogato le scadenze e le modalità operative per l’anno in corso con il messaggio numero 2030/2026. La prima è agosto 2026. La misura interessa esclusivamente i contribuenti che percepiscono prestazioni imponibili Irpef, inclusi i titolari di pensioni di reversibilità o di disoccupazione indennizzata. Restano invece esclusi i beneficiari di trattamenti assistenziali o esenti dal prelievo fiscale, come gli assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, l’assegno unico e le indennità destinate alle vittime del terrorismo o del dovere.

Trattenute e rimborsi sul cedolino: il calendario dei pagamenti e delle rate

I rimborsi e le trattenute sulle pensioni non scattano per tutti nello stesso momento, ma dipendono da quando l’Inps riceve i dati della dichiarazione dei redditi. Se il modello 730 si chiude con un credito, il pensionato riceverà i soldi del rimborso direttamente insieme alla mensilità di agosto. Se invece dalla dichiarazione emerge un debito, nello stesso mese di agosto inizieranno i prelievi sulla pensione.

In caso di tasse da pagare, il pensionato può scegliere di rateizzare il debito, ma i pagamenti devono comunque concludersi entro il mese di novembre 2026. Questo significa che il numero di rate scelto inizialmente è garantito solo se l’Inps ha ricevuto i documenti entro giugno. Se i dati inviati dall’Agenzia delle Entrate arrivano più tardi, l’Inps sarà costretta a ridurre il numero delle rate per riuscire a trattenere tutto l’importo entro la scadenza di novembre.

Ci sono casi in cui il conguaglio a debito non può essere completato dall’istituto, ad esempio per il decesso del pensionato, per la fine della pensione stessa o perché l’importo del cedolino è troppo basso per coprire la trattenuta. In queste situazioni, l’Inps invia una lettera a casa del contribuente (o agli eredi) con il riepilogo delle cifre già pagate e l’invito a versare il debito rimasto utilizzando i classici modelli di pagamento dell’Agenzia delle Entrate.

Come verificare il modello 730

L’ente previdenziale ha attivato il servizio online denominato “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”. La piattaforma è accessibile sia dal portale istituzionale dell’Inps, sia tramite l’applicazione per dispositivi mobili “INPS mobile”, disponibile sulle principali piattaforme digitali.

I pensionati possono verificare che il conguaglio sia stato associato correttamente al cedolino della pensione.

Oltre alle funzioni di monitoraggio, il servizio telematico consente di inviare la richiesta di annullamento o di variazione della seconda rata d’acconto Irpef o della cedolare secca.

Cosa succede in caso di decesso

Se il pensionato viene a mancare prima o durante le operazioni di conguaglio, l’Inps applica regole molto specifiche. Nel caso in cui il modello 730 si sia chiuso con un debito e l’istituto non abbia fatto in tempo a trattenere i soldi dal cedolino, spetta agli eredi pagare il residuo direttamente all’Agenzia delle Entrate. Per l’anno 2026, però, non si dovranno pagare gli acconti sulle tasse future.

Se invece la persona deceduta doveva ricevere un rimborso (quindi era a credito), i soldi non ancora incassati verranno indicati nella Certificazione Unica (CU) 2027. A quel punto, per recuperare la somma, gli eredi hanno due strade: possono inserire il credito nella dichiarazione dei redditi del 2027 presentata a nome della persona scomparsa, oppure possono chiedere il rimborso diretto agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, si precisa che se la dichiarazione dei redditi era stata presentata in forma congiunta, la scomparsa di uno dei due coniugi (o della parte dell’unione civile) separa immediatamente i conti con il fisco. Il coniuge rimasto dovrà pagare da solo le tasse a debito di sua competenza, mentre potrà recuperare i propri crediti inserendoli nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.