La scelta del supermercato può cambiare parecchio il conto della spesa: un’indagine condotta in 67 città italiane, attraverso 1,5 milioni di prezzi rilevati in 1.158 supermercati, ipermercati e discount, mostra differenze molto ampie tra insegne, punti vendita e tipologie di prodotti.
L’indagine arriva da Altroconsumo, che ha evidenziato, fra le altre cose, i punti vendita più cari e più economici d’Italia. In questa sede si riportano i dati relativi alle regioni in cui la spesa costa di più e di meno.
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Spesa al supermercato, le regioni più care
Per una famiglia di quattro persone, secondo le stime dell’indagine, la spesa media annua per gli acquisti al supermercato arriva a 9.450 euro.
Ma scegliendo i prodotti più convenienti e l’insegna più economica, il conto può scendere di parecchio: il risparmio massimo calcolato arriva infatti a 3.790 euro all’anno, pari al 40% della spesa. La catena più conveniente, secondo l’indagine di Altroconsumo, è risultata essere Eurospin.
Ma parlando in generale, ci sono grandi differenze da un territorio all’altro: ci sono regioni dove la spesa media annua si mantiene sotto i 7.000 euro e altre dove arriva vicino agli 8.000 euro.
A risultare più convenienti sono Veneto e Trentino-Alto Adige, con una spesa media annua per famiglia rispettivamente di circa 6.975 e 7.010 euro. La media nazionale è di 7.390 euro all’anno. All’estremo opposto si trovano Valle d’Aosta e Lazio, con una spesa che arriva rispettivamente a circa 7.900 e 7.849 euro. Tra la regione più economica e quella più cara ci sono quasi 925 euro all’anno di differenza.
Qui sotto la classifica delle regioni più care per la spesa al supermercato:
- Valle d’Aosta 7.900;
- Lazio 7.849;
- Molise 7.673;
- Abruzzo e Liguria 7.609;
- Piemonte 7.516;
- Marche 7.480;
- Emilia-Romagna 7.469;
- Umbria 7.416;
- Campania 7.392;
- Calabria e Puglia 7.343;
- Sardegna 7.335;
- Friuli-Venezia Giulia 7.325;
- Lombardia 7.219;
- Sicilia 7.195;
- Toscana 7.124;
- Basilicata 7.018;
- Trentino-Alto Adige 7.010;
- Veneto 6.975.
Spesa e peso dei salari
Ma attenzione: il conto sulla spesa è solo una delle voci da tenere presente. A pesare sul totale del costo della vita nelle varie regioni c’è infatti anche la differenza fra i salari.
In Calabria e Campania, la spesa alimentare e per i prodotti considerati dall’indagine assorbe circa il 19% del reddito familiare. In Sicilia, Molise e Puglia l’incidenza è intorno al 18%, mentre in Basilicata raggiunge il 17%.
In Trentino-Alto Adige, dove la spesa media è tra le più basse d’Italia, essa incide per circa il 10% del bilancio familiare. In Lombardia arriva all’11%, mentre in Veneto ed Emilia-Romagna si attesta intorno al 12%.
Fino a 3.790 euro di risparmio sulla spesa
Ma torniamo a quel 40% di risparmio sulla spesa: ottenere quel risultato dipende dai prodotti acquistati e dalla scelta dell’insegna: per chi preferisce acquistare nei supermercati e negli ipermercati, scegliendo prodotti di marca o a marchio commerciale, le differenze si fanno sentire.
A Milano, il capoluogo dove l’indagine ha rilevato la maggiore convenienza derivante dalla concorrenza tra punti vendita, una famiglia può arrivare a risparmiare 1.390 euro all’anno semplicemente scegliendo il negozio più conveniente invece di quello più caro.
Questo il risparmio massimo annuo ottenibile facendo le scelte più oculate:
- prodotti più economici – 2.305 euro;
- prodotti a marchio commerciale in iper e super – 2.010 euro;
- spesa mista al discount – 1.695 euro;
- prodotti di marca in iper e super – 255 euro;
- spesa mista in iper e super – 150 euro.