Mutui, le regioni in Italia dove i tassi sono più convenienti. La classifica

Tassi mutui, la classifica regione per regione secondo Bankitalia: Sicilia la più cara, Sardegna la più conveniente

Foto di Claudio Cafarelli

Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

3 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

Il costo dei mutui in Italia cambia in modo significativo da una regione all’altra. A fotografare la situazione è la Banca d’Italia, che nelle sue statistiche trimestrali analizza le condizioni e la rischiosità del credito sul territorio nazionale. La regione con il tasso medio più elevato sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è la Sicilia, dove il valore si attesta al 3,06%. All’estremo opposto si trova invece la Sardegna, con un tasso medio del 2,70%. Le differenze territoriali incidono sul costo complessivo del finanziamento e possono tradursi, a parità di capitale richiesto e durata, in rate e interessi differenti.

I tassi sui mutui regione per regione, la classifica

Dai dati della Banca d’Italia emerge una classifica che può dà una chiara idea delle regioni in cui è più conveniente avere un mutuo e dove invece è più caro. Dopo la Sicilia, al secondo posto si colloca il Veneto, con un tasso medio del 2,96%. Seguono Abruzzo, Molise e Puglia, tutte al 2,92%, mentre l’Umbria si ferma poco sotto, al 2,91%. In Piemonte, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige il tasso medio è del 2,90%. Poco più convenienti risultano Toscana e Campania, entrambe al 2,88%. In Lombardia, Calabria e Friuli-Venezia Giulia il valore medio è del 2,87%, mentre il Lazio si colloca al 2,86%. Scendendo ancora si trovano Emilia-Romagna al 2,84%, Liguria al 2,82%, Marche al 2,80% e Basilicata al 2,77%. La Sardegna, con il 2,70%, registra il livello medio più basso tra tutte le regioni considerate. La classifica:

Regione Tasso mutuo medio
Sicilia 3,06%
Veneto 2,96%
Abruzzo 2,92%
Molise 2,92%
Puglia 2,92%
Umbria 2,91%
Piemonte 2,90%
Valle d’Aosta 2,90%
Trentino-Alto Adige 2,90%
Toscana 2,88%
Campania 2,88%
Lombardia 2,87%
Calabria 2,87%
Friuli-Venezia Giulia 2,87%
Lazio 2,86%
Emilia-Romagna 2,84%
Liguria 2,82%
Marche 2,80%
Basilicata 2,77%
Sardegna 2,70%

Perché i tassi dei mutui cambiano da una regione all’altra

Le differenze territoriali dipendono da diversi fattori. Uno degli elementi principali è il livello di rischio che le banche attribuiscono ai finanziamenti concessi in una determinata area. Gli istituti di credito valutano infatti la capacità di rimborso dei clienti, la solidità economica del territorio, la situazione del mercato immobiliare e la probabilità di insolvenza.

Incide anche il livello di concorrenza tra le banche. In aree dove operano più istituti e l’offerta di finanziamenti è maggiore, i clienti possono avere più possibilità di confrontare le condizioni e ottenere tassi più favorevoli. Un altro fattore riguarda la domanda di mutui e l’andamento del mercato immobiliare locale. Prezzi delle case, numero delle compravendite e dinamiche economiche possono contribuire a modificare le condizioni proposte dagli istituti.

Il costo del mutuo non dipende solo dal tasso

Il tasso di interesse rappresenta una delle voci principali da considerare quando si sottoscrive un mutuo, ma non è l’unico elemento che determina il costo finale. Sul finanziamento possono pesare anche le spese di istruttoria, le commissioni applicate dalla banca e le eventuali polizze assicurative collegate al contratto.

Per confrontare due offerte, quindi, non basta guardare soltanto al tasso nominale. È utile valutare anche il Taeg, che comprende diversi costi accessori e permette di avere una visione più completa dell’onere complessivo del finanziamento.