Rientro a scuola: le date d’inizio Regione per Regione e il calendario completo dei ponti

A settembre suona la prima campanella per la l'istituzione scolastica: scopri il primo giorno e tutte le chiusure per le festività nazionali.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Settembre segna l’inevitabile rientro nei ranghi della routine quotidiana. Un ritorno alla normalità che porta con sé l’appuntamento con la ripresa delle attività didattiche e la riorganizzazione dei tempi familiari.

La stagione del rientro in classe si preannuncia tuttavia a geometria variabile, scandita da un calendario a doppia velocità che vedrà la prima campanella suonare a scaglioni lungo tutta l’Italia.

Calendario scolastico 2026 2027, la prima campanella per ogni Regione

È fondamentale consultare le delibere territoriali diventa per orientarsi tra le date d’avvio stabilite per la scuola dell’obbligo e programmare la gestione dei figli con sufficiente anticipo, riducendo al minimo l’impatto sui ritmi lavorativi e sulla logistica familiare.

I primi a tornare sui banchi saranno gli studenti del Trentino-Alto Adige, seguiti a ruota da Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre chiudono la fila il 16 settembre la maggior parte delle Regioni del Centro-Sud.

Regione Data d’inizio
Trentino-Alto Adige 8 settembre (Bolzano) / 9 settembre (Trento)
Piemonte 11 settembre
Valle d’Aosta 11 settembre
Veneto 11 settembre
Campania 14 settembre
Friuli-Venezia Giulia 14 settembre
Lombardia 14 settembre
Sardegna 14 settembre
Sicilia 14 settembre
Umbria 14 settembre
Emilia-Romagna 15 settembre
Toscana 15 settembre
Abruzzo 16 settembre
Basilicata 16 settembre
Calabria 16 settembre
Lazio 16 settembre
Liguria 16 settembre
Marche 16 settembre
Molise 16 settembre
Puglia 16 settembre

Si ricorda che la gestione delle scuole dell’infanzia e degli asili nido sono demandati direttamente ai municipi e agli istituti stessi, dunque potrebbero non rispondere alla medesima calendarizzazione di scuola primaria e secondaria.

Il calendario dei ponti: l’Immacolata salva l’inverno, primavera “corta”

L’intreccio tra la scansione dei mesi e la disposizione dei giorni festivi mostra un quadro decisamente sbilanciato nella prima parte dell’anno scolastico. Se l’inverno regalerà qualche parentesi di respiro continuativo, la primavera si preannuncia avara di occasioni per allontanarsi dai banchi e concedersi brevi periodi di riposo:

  • l’unico vero maxi-ponte del primo trimestre si concentrerà a ridosso dell’Immacolata: con l’8 dicembre collocato di martedì, la quasi totalità dei calendari regionali ha accordato lo stop anche per lunedì 7 dicembre, garantendo quattro giornate consecutive di pausa da sabato 5 a martedì 8 dicembre;
  • le classiche fermate per le festività natalizie e pasquali seguiranno la consueta direttrice nazionale: lezioni sospese dal 23-24 dicembre al 7 gennaio per il Natale, e dal 25 al 30 marzo per la Pasqua;
  • la stagione primaverile risulterà al contrario fortemente penalizzata dall’incastro del calendario, con il 25 aprile posizionato di domenica e il 1° maggio di sabato, lasciando al solo 2 giugno (mercoledì) il ruolo di isola di riposo infrasettimanale.

Le delibere locali tra folklore e autonomia

A completare la quadratura del cerchio intervengono le singole autonomie locali, che hanno integrato il calendario con soste mirate in corrispondenza di ricorrenze locali e momenti di forte radicamento territoriale:

  1. la commemorazione dei Defunti del 2 novembre vedrà la serrata delle aule in Emilia-Romagna, Calabria, Campania, Umbria, Valle d’Aosta e nella provincia autonoma di Trento;
  2. la parentesi di Carnevale garantirà una breve valvola di sfogo tra l’8 e il 10 febbraio nei plessi scolastici di Piemonte, Veneto, Lombardia, Campania e Friuli-Venezia Giulia;
  3. prolungamenti strategici sono stati deliberati a ridosso del 2 giugno da Liguria e Veneto, che fermeranno le attività didattiche anche il 31 maggio e il 1° giugno per consentire un aggancio prolungato alla Festa della Repubblica.