Mutui, nel 2025 il tasso variabile è stato il più conveniente ma il 96% ha scelto il fisso

Calano gli importi medi dei mutui per comprare casa nel 2025, si accorciano le durate e resta forte la preferenza per il tasso fisso

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Il 2025 si è chiuso come un anno complessivamente positivo per il mercato dei mutui in Italia. Dopo la fase di forte contrazione legata al biennio precedente, il settore ha beneficiato di condizioni di finanziamento più stabili e di una rinnovata fiducia da parte di famiglie e istituti di credito. I dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it mostrano un mercato in evoluzione, caratterizzato da tassi ancora competitivi, importi medi in crescita e una netta preferenza per il tasso fisso.

L’andamento dei tassi di interesse

Nel corso del 2025 si è assistito a un doppio movimento sui tassi di interesse. Da un lato, il tasso variabile indicizzato all’Euribor ha registrato una riduzione significativa rispetto all’inizio dell’anno. A dicembre, il TAN medio del variabile si è attestato intorno al 2,66%, oltre un punto percentuale in meno rispetto ai livelli di gennaio. Le migliori offerte, in particolare quelle legate ai mutui green, hanno toccato valori ancora più bassi.

Sul fronte opposto, il tasso fisso ha mostrato un andamento più graduale ma in crescita. Il TAN medio è salito di circa 50 punti base nell’arco dell’anno, arrivando a una media del 3,33%. Un livello che resta comunque considerato sostenibile nel confronto storico, ma che riflette il mutato contesto macroeconomico e finanziario.

Variabile più conveniente, ma vince il fisso

Nonostante il variabile risulti sulla carta più conveniente, la maggioranza dei consumatori ha continuato a privilegiare il tasso fisso. Su un mutuo ventennale da 100.000 euro, il risparmio medio garantito dal variabile è stato stimato in circa 33 euro al mese, pari a poco più di 8.000 euro sull’intera durata del finanziamento.

Eppure, nel 2025 oltre il 96% delle richieste si è concentrato sul tasso fisso. La scelta è stata guidata soprattutto dall’esigenza di certezza sulla rata, in un contesto percepito come ancora instabile. La forbice ridotta tra fisso e variabile ha spinto molti mutuatari a privilegiare la sicurezza, rinunciando a un risparmio potenziale limitato.

Il ruolo dei mutui green

Un elemento sempre più rilevante nel mercato dei mutui è rappresentato dai finanziamenti green, destinati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Nel 2025 queste soluzioni hanno continuato a offrire condizioni più vantaggiose rispetto ai mutui standard, con uno sconto medio sui tassi di circa 40 punti base.

La crescente attenzione verso la classe energetica degli immobili si riflette non solo nei tassi applicati, ma anche nelle scelte di acquisto delle famiglie, che iniziano a considerare l’efficienza energetica come un fattore economico oltre che ambientale.

La durata e gli importi dei mutui nel 2025

Il 2025 ha segnato nuovi record per durata media e importo medio dei mutui richiesti. La durata si è attestata su una media di 24 anni e 7 mesi, in aumento rispetto all’anno precedente. Quasi la metà delle richieste ha riguardato finanziamenti con una durata superiore ai 26 anni, confermando una tendenza verso piani di rimborso sempre più lunghi.

Anche l’importo medio richiesto è cresciuto, raggiungendo circa 144.000 euro. Si tratta di un aumento di oltre 3.500 euro rispetto al 2024 e di più di 10.000 euro rispetto al 2023. Parallelamente, è aumentata la quota di richieste per importi superiori ai 150.000 euro, segnale di un mercato immobiliare che continua a richiedere capitali più elevati.

Nel 2025 è cresciuto anche il valore medio degli immobili, arrivato a oltre 227.000 euro. Il rapporto tra capitale richiesto e valore dell’immobile, il cosiddetto Loan-to-Value, si è avvicinato al 70%, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Acquisto prima casa, la priorità

Dal punto di vista delle finalità, l’acquisto della prima casa ha rafforzato il proprio peso, superando il 60% del totale delle richieste. In aumento anche la quota di mutui per l’acquisto della seconda casa, seppur su livelli più contenuti.

In calo, invece, le richieste di surroga. Dopo il forte ricorso a questa opzione nella prima parte dell’anno, favorito dalla discesa dei tassi rispetto al biennio precedente, la stabilizzazione del variabile e il rialzo del fisso hanno ridotto l’interesse per il trasferimento del mutuo.

Il profilo dei richiedenti

L’età media di chi ha richiesto un mutuo nel 2025 è rimasta stabile, poco sotto i 40 anni. Cresce leggermente la quota di under 36, mentre si registra un aumento anche tra gli over 56, segnale di un mercato che coinvolge fasce di popolazione sempre più ampie.