Con l’avvicinarsi del nuovo anno accademico, torna al centro il tema degli affitti per studenti. Nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio delle stanze arredate nelle principali città universitarie europee è diminuito del 4,6% su base annua, mentre i monolocali risultano complessivamente stabili. Il dato emerge dall’International Rent Index by City di HousingAnywhere, piattaforma europea specializzata negli affitti per studenti, che ha analizzato l’andamento dei canoni di stanze private e monolocali arredati in 25 città europee di 11 Paesi. In Italia il quadro è differenziato. Le stanze mostrano una situazione stabile o in lieve calo nelle principali città universitarie, mentre i monolocali registrano oscillazioni più marcate.
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Stanze per studenti in calo in Europa, monolocali più richiesti
A livello europeo, le stanze arredate risultano oggi più accessibili rispetto ai monolocali. Secondo HousingAnywhere, nel mese di maggio 2026 una stanza ha ricevuto in media 6,6 studenti interessati per annuncio, in lieve aumento rispetto ai 6,4 dell’anno precedente. I monolocali restano invece più competitivi: hanno registrato 17,1 studenti interessati per annuncio, pur con un calo del 28% rispetto allo scorso anno.
Il dato indica che la condivisione può offrire maggiori possibilità a chi cerca casa, soprattutto in una fase in cui la domanda cresce con l’avvicinarsi di settembre. Le ricerche degli studenti sono aumentate del 15% a maggio e del 19% a giugno. Per chi deve trasferirsi in un’altra città, iniziare la ricerca con anticipo può quindi permettere di valutare più opzioni e confrontare meglio prezzi, posizione, utenze incluse e condizioni richieste dai proprietari.
Come cambiano gli affitti per studenti in Italia
Tra le città italiane analizzate, il mercato delle stanze arredate appare nel complesso stabile o in lieve raffreddamento. A Bologna il canone mediano delle stanze scende del 4,6% su base annua e si attesta a 620 euro. Roma registra una flessione del 3,1%, con un canone di 630 euro. Milano e Firenze restano stabili, rispettivamente a 620 e 600 euro. Torino è l’unica tra le città italiane considerate a mostrare un aumento per le stanze, pari al 3,8%, ma resta comunque la più accessibile, con un canone di 540 euro. La soluzione in condivisione continua quindi a rappresentare l’opzione più praticabile per molti studenti, soprattutto rispetto ai monolocali.
Monolocali, forti differenze tra le città
Il quadro cambia per i monolocali arredati, una tipologia meno diffusa e quindi più soggetta a variazioni di prezzo. Roma registra il calo più significativo tra le città italiane, con una flessione del 17,9% su base annua. Seguono Firenze, con un calo del 6,3%, Milano con il 6% e Bologna con il 4,4%.
Torino mostra invece una dinamica opposta: il prezzo dei monolocali cresce del 15,3%. Nonostante l’aumento, il capoluogo piemontese mantiene il canone più contenuto tra le città italiane analizzate. HousingAnywhere precisa che i dati sui monolocali vanno interpretati con cautela, perché questa tipologia abitativa è meno presente rispetto alle stanze e può quindi mostrare oscillazioni più accentuate da un trimestre all’altro.
Le città europee dove i prezzi scendono e salgono
Nel confronto europeo, il calo medio del 4,6% dei canoni delle stanze riflette situazioni locali molto diverse. Tra le diminuzioni più marcate ci sono Bruxelles, con un calo del 7,7%, Bologna con il 4,6%, Parigi con il 4%, Lisbona con il 3,6% e Berlino con il 3,1%. Altri mercati registrano invece aumenti significativi. Amsterdam cresce del 10,6%, Praga dell’8,9%, Barcellona dell’8,3%, mentre Rotterdam e Stoccarda segnano entrambe un aumento del 6%. Per i monolocali, i cali più evidenti riguardano Roma, Atene, Firenze, Milano e Lisbona. Gli aumenti maggiori si registrano invece a Torino, Barcellona, Valencia, Colonia e Praga.