Affitti brevi, il check-in da remoto è valido ma l’ospite va identificato dal vivo

Per il Tar della Toscana le telecamere bastano a identificare gli ospiti da remoto, ma resta vietato il self check-in con la sola key box

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Luca Incoronato

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Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Qualcosa cambia per chi gestisce case vacanze, ma con un paletto preciso. Il Tar per la Toscana ha confermato che, nel mondo degli affitti brevi, l’obbligo di check-in può essere assolto anche a distanza (usando apparati elettronici come telecamere). Per molti imprenditori, piccoli o grandi che siano, questa è un’ottima notizia, ma ecco l’elemento di cui tener conto: i gestori devono comunque identificare di persona i propri ospiti, anche se da remoto.

Il tutto è stato ribadito nella sentenza con cui i giudici amministrativi hanno respinto i ricorsi di un gestore di appartamenti a Firenze, schierato contro il regolamento di Polizia urbana e quello sulle locazioni turistiche del capoluogo.

Check-in da remoto e controllo visivo

Il punto centrale della vicenda è la modalità con cui si identifica l’ospite. Secondo i giudici, infatti, il riconoscimento può avvenire anche senza la presenza fisica del gestore. Non basta però semplicemente ricevere i documenti per via telematica.

é necessario un controllo visivo che accerti la corrispondenza tra la persona che entra effettivamente nell’alloggio e il titolare del documento registrato. Sono dunque ammessi dispositivi di videosorveglianza installati all’ingresso della struttura, che consentono di verificare “a distanza ma dal vivo” l’identità di chi supera la soglia. In parole povere, la tecnologia può sostituire la presenza fisica, ma non l’atto del riconoscimento.

Stop alle key box

Le pratiche più “automatiche” restano così nel mirino. Sono ancora vietato le modalità d’accesso da remote basate sulla sola acquisizione dei documenti, senza una verifica visiva della corrispondenza.

Ciò vuol dire che non c’è spazio per i self check-in affidati esclusivamente alle chiavi lasciate nella key box e ai documenti inviati per via telematica (senza controllo). Nel caso specifico del Comune di Firenze, infatti, si fa divieto di apparecchi capaci di consentire l’accesso a edifici o appartamenti senza la presenza del gestore o di suoi incaricati.

Il lungo iter

La sentenza arriva al termine di una vicenda complessa. Tutto era partito dalla circolare del capo della Polizia del 18 novembre 2024. Questi aveva evidenziato l’illegittimità della prassi di ricevere documenti per via telematica, consentendo l’accesso con codici automatizzati o key box potenzialmente a chiunque, in assenza di un’identificazione di persona.

Quella circolare era stata poco dopo annullata dal Tar del Lazio, secondo cui introduceva un obbligo di riconoscimento di persona non previsto dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. A mettere ordine è stato infine il Consiglio di Stato, che ha indicato la via dei dispositivi di videocollegamento come soluzione legittima per identificare l’ospite.

Per chi si occupa di affitti brevi, il quadro ora è più chiaro. La “gestione a distanza” resta possibile, ma deve poggiare su strumenti differenti, che garantiscano un riconoscimento effettivo dell’ospite.

L’iter: dalla circolare del Viminale al Consiglio di Stato

La sentenza arriva al termine di una vicenda complessa. Tutto era partito dalla circolare del capo della Polizia del 18 novembre 2024, che aveva richiamato l’illegittimità della prassi di ricevere i documenti per via telematica e consentire l’ingresso con codici automatizzati o key box, senza identificazione de visu.

Quella circolare era stata poco dopo annullata dal Tar del Lazio, secondo cui introduceva un obbligo di riconoscimento di persona non previsto dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. A mettere ordine è stato infine il Consiglio di Stato, che ha indicato la via dei dispositivi di videocollegamento come soluzione legittima per identificare l’ospite.

Per chi opera nel settore degli affitti brevi, il quadro è ora più chiaro. La gestione “a distanza” è possibile e in linea con i tempi, ma deve poggiare su strumenti che garantiscano un effettivo riconoscimento dell’ospite. Un equilibrio tra innovazione tecnologica e sicurezza, che impone ai gestori di adeguare le proprie procedure per restare nella legalità ed evitare sanzioni.