Versace apre una nuova fase affidando la direzione creativa al designer belga Pieter Mulier.
Mulier entrerà in carica dal 1° luglio 2026, raccogliendo il testimone lasciato da Dario Vitale, uscito dalla maison dopo appena otto mesi e una sola collezione presentata a Milano lo scorso settembre.
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Pieter Mulier nuovo Chief creative officer di Versace
La nomina arriva a pochi mesi dal closing dell’acquisizione di Versace da parte del Gruppo Prada, formalizzata lo scorso dicembre, e rappresenta uno dei primi atti strategici del nuovo corso industriale e creativo del marchio della Medusa.
Una settimana fa Mulier aveva annunciato l’addio ad Alaïa, maison controllata dal gruppo Richemont, di cui era direttore creativo dal 2021.
Un’uscita che aveva immediatamente acceso il toto-nomine e che oggi trova una conferma ufficiale. Prima di iniziare il nuovo incarico, lo stilista presenterà la sua ultima collezione per Alaïa il prossimo marzo a Parigi.
Così ha dichiarato Lorenzo Bertelli, Presidente esecutivo di Versace, in una nota diffusa dal gruppo Prada:
Mentre consideravamo l’acquisizione di Versace, abbiamo individuato in Pieter Mulier la persona giusta per il ruolo di designer del brand. Siamo fiduciosi che saprà esprimere pienamente il potenziale di Versace e instaurare un dialogo profondo con la storia e l’estetica distintiva del marchio; siamo entusiasti di intraprendere questo percorso insieme.
Mulier riporterà direttamente a Bertelli.
Chi è Pieter Mulier
Riservato, poco incline all’autopromozione, Pieter Mulier è l’opposto dello stilista-star. Nato a Ostenda, in Belgio, e formatosi in architettura all’Institut Supérieur Saint-Luc di Bruxelles, non aveva inizialmente intenzione di lavorare nella moda. A cambiare il corso della sua carriera fu l’incontro con Raf Simons, che lo notò durante un esame universitario e lo invitò a collaborare con il suo brand. Da quel momento nacque un sodalizio professionale durato quasi vent’anni.
Mulier è stato il braccio destro di Simons da Jil Sander, poi da Dior a partire dal 2012, e successivamente da Calvin Klein, dove nel 2016 venne nominato creative director con il compito di tradurre e strutturare la visione del designer belga per il marchio americano. Il suo ruolo di mediatore tra direzione creativa e atelier è stato raccontato anche nel documentario Dior and I, che lo ha reso noto agli addetti ai lavori come una figura chiave ma defilata.
Dopo l’uscita di Simons da Calvin Klein nel 2018, anche Mulier lasciò il brand. In quel momento sembrava sul punto di abbandonare definitivamente il fashion system. La chiamata di Alaïa, nel 2021, cambiò il corso degli eventi.
L’era Alaïa
Nominato primo direttore creativo della maison dopo la scomparsa del fondatore Azzedine Alaïa, Mulier ha guidato il marchio per cinque anni. Le sue collezioni hanno ottenuto il plauso della critica e risultati commerciali solidi, sostenuti anche da una strategia sugli accessori che ha prodotto veri e propri bestseller, come la borsa Le Teckel e le ballerine in mesh. Il riconoscimento come International Designer of the Year ai Cfda Awards ha coronato il suo percorso professionale.
La nuova era Versace
La scelta di portare Mulier in Versace indica una direzione: meno nostalgia degli eccessi, più rigore e rilettura dell’archivio. Secondo diversi osservatori, Prada punta a una femminilità potente e sensuale, ma filtrata attraverso una grammatica più contemporanea, in grado di parlare a un pubblico globale senza snaturare l’identità storica del marchio.