Gli animali domestici costano 5,3 miliardi di euro, più di metà delle famiglie ne ha uno

Un recente rapporto ha rivelato un aumento del 2,5% della spesa per la cura degli animali domestici nel 2025, con il totale che ha superato i 5,3 miliardi di euro

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Un nuovo rapporto curato da Assalco (l’Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e Zoomark la principale fiera italiana del settore pet, ha rilevato un aumento della spesa per la cura degli animali domestici in Italia. Il tasso di crescita ha superato l’inflazione, portando il totale del giro d’affari del settore a oltre 5 miliardi di euro. Le spese alimentari per cani e gatti trainano il settore, con il 79% dei ricavi.

Si tratta di un mercato ancora in sviluppo, in cui si stanno delineando due diversi tipi di acquisti. Da una parte quelli generalisti, che sempre più spesso vengono eseguiti online, a discapito dei supermercati, e dall’altra quelli specialistici, che premiano i negozi dedicati alla cura degli animali.

Quanto spendono gli italiani per i loro animali domestici

Nel 2025 la spesa per i prodotti per la cura degli animali domestici è arrivata a 5,3 miliardi di euro, con un aumento del 2,5%. L’inflazione generale nel nostro Paese è stata dell’1,5% lo scorso anno, quindi è probabile che almeno una parte di questa crescita sia dovuta a un effettivo aumento dei volumi e non soltanto a quello dei prezzi.

All’interno delle spese che gli italiani hanno sostenuto per i loro animali domestici si possono individuare due categorie:

  • il cibo per cani e gatti, che con 4,2 miliardi di euro rappresenta il 79% del totale;
  • il restante 21%, che raccoglie il resto del cibo e i prodotti per la cura degli animali, a 1,1 miliardi.

Come si sta evolvendo il mercato “pet”

Il mercato del settore pet in Italia è ancora in rapida evoluzione, non tanto per i cambiamenti nella composizione della popolazione degli animali domestici, ormai stabile, ma per mutamenti nelle abitudini dei proprietari. Tra il 2022 e il 2025, ha rilevato il rapporto, il tasso medio di crescita a valore di questo settore è stato del 6,9%, due punti in più del resto del largo consumo confezionato, la macrocategoria in cui buona parte dei prodotti per animali domestici rientrano.

Tra le tendenze più interessanti rilevate dal rapporto c’è la differenziazione in due diverse categorie degli acquisti:

  • gli acquisti eseguiti attraverso canali generalisti, online o supermercati, valgono il 59,1% del giro d’affari;
  • gli acquisti presso negozi specializzati sono il 40,9% del totale, in crescita del 3,6%.

In ambito generalista, come sta accadendo anche in altri settori, l’e-commerce sta prendendo sempre più fette di mercato, ed è rilevato in crescita dello 0,5%, contro il calo dell’1% degli acquisti nei supermercati.

Gli animali domestici più diffusi in Italia

Il rapporto ha anche diffuso alcuni dati sul possesso di animali domestici in Italia. I più diffusi tra i mammiferi sono i gatti, ma non sono gli animali più comuni in assoluto. La classifica recita:

  • pesci, 25,3 milioni, diffusi in 1,7 milioni di acquari;
  • gatti, 11 milioni;
  • cani, 9,1 milioni;
  • uccelli, 4,1 milioni;
  • anfibi e rettili, 2,7 milioni;
  • piccoli mammiferi, 1,4 milioni.