Bonus da 75 euro in busta paga: a chi va e da quando

Grazie al taglio del cuneo fiscale previsto dal Governo, almeno per quattro mesi, i lavoratori dipendenti guadagneranno di più a fine 2022

Potrebbe arrivare presto un nuovo bonus in busta paga. Dopo il bonus di 200 euro, che sarà erogato prima ai pensionati, poi ai lavoratori dipendenti dotati di autocertificazione e dunque alle altre categorie che beneficeranno della misura, il Governo sta vagliando nuovi modi per fare fronte ai rincari che stanno interessando tutti gli italiani. Il caro prezzi continua la sua corsa inesorabile, alimentato dalla crisi economica e dalla guerra in Ucraina, e i sempre più cittadini faticano ad arrivare a fine mese. L’atteso decreto luglio dovrebbe prevedere un taglio dei costi delle bollette e dei carburanti, ma da Palazzo Chigi è attesa anche una decisione importante sulle tasse dei lavoratori.

A quali lavoratori dovrebbe andare il bonus da 75 euro in busta paga

L’esecutivo starebbe valutando infatti un taglio provvisorio del cuneo fiscale, che si tradurrà nelle buste paga dei lavoratori con un aumento della retribuzione netta, a parità di lordo. Il cuneo fiscale è infatti l’insieme delle imposte e dei contributi che le aziende e i singoli lavoratori devono pagare sullo stipendio. Tagliandolo si assottiglierebbe dunque la differenza tra il lordo e il netto.

La misura dovrebbe interessare però solo una fascia di lavoratori, ovvero quelli che hanno un reddito da lavoro dipendente lordo non superiore ai 35 mila euro. Vale a dire quelli che stanno già beneficiando del bonus contributi, un esonero dello 0,8% riconosciuto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 ai lavoratori con retribuzione non superiore ai 2.692 euro al mese.

L’inizio e la possibile durata del taglio del cuneo fiscale provvisorio

La misura dovrebbe attivarsi per le ultime quattro buste paga del 2022, quindi quelle di settembre, di ottobre, di novembre e di dicembre, con un taglio pari al 4%. Che si tradurrà dunque in una cifra che dovrebbe andare dai 50 euro ai 75 euro, e dunque dai 200 euro ai 300 euro all’anno.

Il taglio momentaneo del cuneo fiscale costerà alle casse dello Stato circa 2,5 miliardi di euro, anche se non è chiaro da dove arriveranno questi fondi. Una delle ipotesi potrebbe essere quella di utilizzare, almeno come copertura parziale, la tassa sugli extra profitti delle società energetiche.

Tuttavia dal 2023 il taglio potrebbe diventare strutturale, come richiesto a più riprese da Confindustria agli ultimi tavoli aperti con il Governo. Il presidente Carlo Bonomi aveva parlato di una misura a vantaggio dei lavoratori, per due terzi, e delle imprese, per un terzo, che però costerebbe ben 16 miliardi di euro all’anno. Per portare un beneficio fino a 1.223 euro per i redditi fino a 35 mila euro.

Già a inizio giugno, nella cornice del Festival dell’Economia di Trento, si era parlato di un taglio definitivo del cuneo fiscale per combattere l’inflazione e le speculazioni sui costi dei beni primari. Anche il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti si era detto favorevole a una misura in tal senso. “L’Italia è tra i Paesi con i salari più bassi anche perché lo Stato si porta a casa una buona parte della retribuzione lorda dei lavoratori”, aveva dichiarato.

Vi abbiamo già parlato qua del taglio del cuneo fiscale provvisorio che dovrebbe partire a settembre. Un provvedimento atteso e fortemente voluto tanto da Confindustria quanto dai sindacati, come anticipato qui. Nel mentre tanti lavoratori dipendenti si interrogano su come richiedere il bonus da 200 euro in busta paga. Qua le prime istruzioni.