Trovare lavoro in Italia, i settori e i ruoli dove la ricollocazione è più veloce

Mercato del lavoro in Italia: calano i tempi di ricollocazione e crescono i contratti stabili secondo il report di Uomo e Impresa.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Il mercato del lavoro italiano sta mostrando segnali di crescente dinamicità, con tempi di ricollocazione sempre più rapidi e maggiori possibilità di ottenere un impiego stabile anche dopo la perdita del precedente posto di lavoro. A evidenziarlo è il report 2025 di Uomo e Impresa, società di outplacement del Gruppo Umana, che fotografa un mercato più efficiente rispetto al passato nei processi di reinserimento professionale.

Quanto tempo ci vuole oggi per trovare un lavoro in Italia

Secondo i dati aggiornati, il tempo medio necessario per trovare una nuova occupazione è sceso a 4,1 mesi, con una riduzione di quasi il 10% rispetto all’anno precedente.

Nella ricollocazione lavorativa – il percorso attraverso il quale un lavoratore che ha perso l’impiego riesce a trovare una nuova occupazione (anche con il supporto di società specializzate in outplacement, consulenti del lavoro o programmi di accompagnamento professionale) – il mercato italiano sta diventando progressivamente più reattivo. Le aziende continuano infatti a ricercare competenze qualificate e, in molti comparti, la carenza di personale favorisce un più rapido incontro tra domanda e offerta.

Aumentano i contratti a tempo indeterminato

Non è soltanto la velocità della ricollocazione a migliorare, ma anche la qualità delle nuove opportunità lavorative.

Il 55% delle persone ricollocate nel 2025 ha infatti sottoscritto un contratto a tempo indeterminato, una percentuale in netto aumento rispetto al 52% registrato nel 2024 e soprattutto rispetto al 38% del 2023.

Ancora più significativo è il fatto che il 76% delle persone seguite nei percorsi di outplacement abbia ottenuto una posizione lavorativa di pari livello o addirittura superiore rispetto a quella precedentemente ricoperta.

Quali sono i ruoli maggiormente coinvolti nella ricollocazione

L’analisi evidenzia una distribuzione piuttosto equilibrata delle figure professionali coinvolte nei percorsi di transizione.

  • dirigenti e impiegati rappresentano entrambi il 30% dei candidati accompagnati nei processi di ricollocazione, confermandosi le categorie più numerose;
  • i quadri aumentano la propria incidenza, passando dal 24% al 26%;
  • gli operai passano dal 5% del 2024 al 14% del 2025, registrando uno degli incrementi più consistenti;

Dal punto di vista anagrafico, gli over 50 continuano a rappresentare la fascia più consistente delle persone coinvolte nei percorsi di ricollocazione. Nel 2025 costituiscono infatti il 60% dei candidati, anche se in lieve diminuzione rispetto al 63% registrato nel 2024.

Cresce anche la quota dei lavoratori tra i 40 e i 50 anni, che raggiunge il 29%, contro il 25% dell’anno precedente.

Gli under 40 rappresentano invece l’11% del totale, una percentuale leggermente inferiore rispetto al 12% del 2024.

I settori dove si trova lavoro più facilmente

Uno degli aspetti più interessanti del report riguarda la distribuzione delle ricollocazioni nei diversi comparti economici.

  • il settore che concentra il maggior numero di reinserimenti è quello della metalmeccanica, degli impianti e dell’elettronica, che rappresenta il 41% delle ricollocazioni complessive. Si tratta di un comparto trainato dagli investimenti in automazione industriale, digitalizzazione dei processi produttivi e innovazione tecnologica, che continua a richiedere personale qualificato sia tecnico sia manageriale;
  • al secondo posto si colloca il comparto del commercio e dei servizi, con il 18% delle ricollocazioni. La continua evoluzione della distribuzione commerciale, dell’e-commerce, della logistica e dei servizi alle imprese genera infatti una domanda costante di nuove professionalità;
  • segue il settore chimico, farmaceutico e petrolifero, che raccoglie il 9% dei reinserimenti e continua a offrire interessanti opportunità grazie agli investimenti nella ricerca, nella produzione industriale e nell’innovazione.

Questi comparti rappresentano oggi alcuni degli sbocchi occupazionali più dinamici per chi è alla ricerca di una nuova opportunità lavorativa. Tuttavia, la velocità della ricollocazione dipende ancora in larga misura dal possesso di competenze aggiornate.

Le aziende ricercano sempre più figure capaci di adattarsi ai cambiamenti tecnologici, utilizzare strumenti digitali, gestire processi complessi e lavorare in contesti organizzativi in continua evoluzione.