L’Inps ha definito circa 37.000 domande di pensionamento presentate dal personale scolastico, con un esito positivo per circa il 97% del totale. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha avuto in questo modo la certezza matematica e tempestiva dei posti che si liberavano all’interno del comparto.
Di conseguenza, è stato possibile completare i trasferimenti del personale (mobilità) e di assegnare le cattedre vuote per le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2026/2027. La conferma è arrivata l’11 settembre 2026 con un comunicato ufficiale dell’Istituto.
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Pensioni scuola, quante le domande accettate
Nell’ambito della campagna 2026, l’Inps ha definito circa 37.000 domande di cessazione dal servizio, pari al 97% del totale. La maggior parte delle richieste ha quindi avuto esito positivo. Di queste, inoltre, 31.870 lavoratrici e lavoratori della scuola, tra docenti e personale non docente, hanno ricevuto la pensione già con la mensilità di settembre (nelle giornate del 1°, 7 e 21 settembre).
La scuola rappresenta circa un terzo dei dipendenti pubblici e, diversamente da quanto accade in molti altri settori della pubblica amministrazione, le cessazioni dal servizio avvengono in corrispondenza della fine dell’anno scolastico. Per questo motivo pensionamenti, mobilità e assunzioni devono essere coordinati in una finestra temporale molto stretta, in modo da consentire alle istituzioni scolastiche di arrivare all’inizio delle lezioni con gli organici il più possibile definiti.
Dai pensionamenti ai posti vacanti: come funzionano le immissioni in ruolo
Al contrario di quello che si potrebbe erroneamente dedurre, le 37.000 domande di pensionamento accolte non corrispondono in automatico al numero dei posti destinati alle immissioni in ruolo. Quando un docente o un lavoratore Ata lascia il servizio, il posto che occupava entra nel quadro complessivo delle disponibilità. Non significa, però, che quello stesso posto venga necessariamente assegnato a un nuovo assunto.
Il sistema funziona attraverso una gestione degli organici. Infatti:
- prima delle nuove assunzioni vengono infatti considerate le operazioni di mobilità del personale già di ruolo, comprese le procedure di trasferimento;
- dopo vengono individuati i posti effettivamente vacanti e disponibili che possono essere utilizzati per le nuove immissioni in ruolo, tenendo conto anche del contingente autorizzato (ovvero il tetto massimo di assunzioni deciso dallo Stato in base ai vincoli di bilancio).
Quanti posti sono disponibili per le immissioni in ruolo nel 2026
I neo assunti del comparto scuola vengono quindi collocati al termine delle operazioni di turn over e mobilità che, per l’anno scolastico 2026/2027, hanno sbloccato 46.642 posti per il personale docente, di cui:
- 35.832 posti per gli insegnanti comuni;
- 10.810 per gli insegnanti di sostegno.
Per il personale Ata invece la quota delle disponibilità è pari a 12.284 posti, di cui:
- 8.379 per collaboratori scolastici;
- 2.623 per gli assistenti amministrativi;
- 824 posti assistenti tecnici;
- 388 posti funzionari ed elevata qualificazione (ex Dsga), di cui 270 riservati alla progressione verticale e 118 al concorso pubblico;
- 36 guardarobieri;
- 17 operatori dei servizi agrari;
- 3 infermieri;
- 2 cuochi.
A questi si aggiungono poi i residui di contingente non interamente distribuiti nelle tabelle regionali (12 posti in totale).
Il numero totale delle immissioni in ruolo è superiore alle domande di pensione elaborate dall’Inps perché il calcolo delle cattedre libere tiene conto anche dei posti vacanti residui degli anni precedenti e delle altre cause di cessazione del servizio (dimissioni volontarie, decessi, licenziamenti e passaggi di ruolo o di profilo). Inoltre, l’aumento delle richieste di assistenza per gli alunni con disabilità genera ogni anno la necessità di attivare un numero maggiore di posti (spesso in deroga o aggiuntivi rispetto all’organico di diritto standard), ampliando la platea complessiva.
Da quali graduatorie arrivano i nuovi docenti
Per le immissioni in ruolo dei docenti, i posti disponibili vengono coperti attraverso le procedure di reclutamento previste dalla normativa e utilizzando le graduatorie valide dei concorsi ordinari e straordinari, compresi i percorsi collegati al PNRR, e le graduatorie a esaurimento (GaE) per le classi di concorso e le categorie interessate.
Gli uffici scolastici regionali gestiscono la ripartizione del contingente assegnato al territorio e procedono con le procedure informatizzate per l’individuazione degli aspiranti e l’assegnazione delle sedi.