Aumento stipendi docenti, le cifre e bonus una tantum nel cedolino NoiPa

Con il nuovo Ccnl Istruzione, a febbraio i docenti ricevono una somma una tantum che si andrà a sommare agli aumenti tabellari del 2026

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Redazione

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Grazie alla definitiva sottoscrizione del Contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024, gli insegnanti vedranno un incremento degli importi nelle prossime buste paga. Dopo la firma definitiva avvenuta lo scorso 23 dicembre presso l’Aran, il sistema NoiPA ha avviato l’adeguamento degli stipendi, per riconoscere sia gli aumenti  strutturali sia di una somma una tantum.

Bonus una tantum con lo stipendio di febbraio

Il pagamento più immediato sarà visibile nel cedolino di febbraio e corrisponde all’importo una tantum previsto dall’articolo 16 del Ccnl. Nei prossimi giorni, il personale docente riceverà un extra di 111,70 euro lordi.

Si tratta di un importo forfettario, erogato in un’unica soluzione, che non diventa parte fissa dello stipendio mensile futuro. La sua funzione principale è quella di compensare il personale per il ritardo nel rinnovo contrattuale relativo al periodo precedente e il netto varierà in base alla situazione fiscale individuale, ma sarà comunque inferiore rispetto alla cifra indicata.

Non tutti riceveranno però questa somma. Il riconoscimento infatti è subordinato a due condizioni precise, ovvero:

  • il rapporto di lavoro deve essere iniziato entro il 31 dicembre 2023;
  • il rapporto di lavoro non deve essere cessato anticipatamente.

Inoltre, per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale, l’emolumento non viene riconosciuto in misura piena ma sarà corrisposto in proporzione alla percentuale di part-time in godimento. Ad esempio, chi lavora al 50% riceverà metà dell’importo previsto.

Come cambia il cedolino NoiPa per gli insegnanti

Nel cedolino di febbraio 2026 i docenti troveranno l’importo una tantum di 111,70 euro lordi (se in possesso dei requisiti), che si andrà a sommare al nuovo importo dello stipendio tabellare aggiornato dal 1° gennaio.

Professori di medie e superiori

Per i docenti della scuola secondaria (sia di primo che di secondo grado), lo stipendio per chi ha un’anzianità tra 0 e 8 anni è stato adeguato salendo a 1.734,94 euro lordi mensili.

La cifra cresce progressivamente con gli scatti di anzianità:

  • tra i 15 e i 20 anni di servizio sale a 2.007,94 euro lordi;
  • con oltre 35 anni di servizio sale a 2.419,52 euro lordi.

Maestri di infanzia ed elementari

Per quanto riguarda i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria, i valori sono leggermente differenti. Lo stipendio base per la prima fascia di anzianità (0-8 anni) è stato fissato a 1.493,50 euro lordi.

Anche in questo caso sono previsti incrementi periodici:

  • tra i 15 e i 20 anni di servizio sale a 1.789,78 euro lordi;
  • con oltre 35 anni di servizio sale a 2.173,54 euro lordi.

Indennità accessorie: a quanto ammontano

È importante ricordare che a questi valori lordi vanno poi sommate le indennità accessorie, come la Retribuzione Professionale Docenti (RPD), che per un insegnante a metà carriera ammonta a circa 259 euro lordi mensili.

Ovviamente, anche in questo caso, dall’importo lordo o dalla somma extra di 111,70 euro, va inizialmente sottratta la quota dei contributi previdenziali a carico del lavoratore.

Questa trattenuta è pari all’8,80% o al 9,19% dello stipendio, a seconda della gestione specifica. Questo vuol dire che, su un lordo di circa 1.846 euro (preso come esempio per un docente della secondaria a inizio carriera + una tantum), la trattenuta previdenziale ammonta a circa 166 euro.