La Walt Disney Company si prepara a una nuova riduzione del personale, con fino a 1.000 licenziamenti previsti nei prossimi mesi. Si tratta dei primi tagli annunciati dopo la nomina del nuovo amministratore delegato Josh D’Amaro, entrato ufficialmente in carica a marzo. La notizia, riportata inizialmente dal Wall Street Journal, si inserisce in un percorso già avviato negli ultimi anni. Alla fine dell’ultimo esercizio fiscale, Disney contava oltre 230.000 dipendenti a livello globale, molti dei quali impiegati nei parchi a tema con contratti part-time. I nuovi licenziamenti rappresentano quindi una riduzione contenuta rispetto alla forza lavoro complessiva, ma confermano una fase di riorganizzazione interna che prosegue da tempo.
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I tagli legati alla riorganizzazione del marketing
Una parte significativa dei licenziamenti è collegata alla decisione di accorpare le attività di marketing delle diverse divisioni aziendali. La società ha avviato un piano per unificare le strategie legate a cinema, televisione e streaming, eliminando sovrapposizioni e duplicazioni operative. In questo contesto si inserisce anche la nomina di Asad Ayaz a Chief Marketing and Brand Officer, con il compito di coordinare le attività a livello globale. La riorganizzazione ha reso necessario ridurre alcune posizioni considerate ridondanti. Il processo segue una logica di razionalizzazione dei costi, comune a molte aziende del settore media, alle prese con cambiamenti strutturali legati alla digitalizzazione e alla crescita delle piattaforme streaming.
I precedenti tagli e i risparmi ottenuti
Quella attuale non è la prima ondata di licenziamenti. Tra il 2023 e il 2025 Disney ha già ridotto il personale di circa 8.000 unità, nell’ambito di un piano avviato dall’ex Ceo Bob Iger. Questi interventi hanno generato risparmi stimati in circa 7,5 miliardi di dollari, una cifra superiore alle previsioni iniziali. I tagli hanno interessato diverse divisioni, in particolare il settore televisivo e le attività legate all’intrattenimento.
Nel giugno precedente, diverse centinaia di dipendenti erano stati licenziati in varie aree, tra cui marketing, pubbliche relazioni, casting e sviluppo televisivo. Anche le operazioni finanziarie aziendali erano state coinvolte. Si è trattato della quarta e più consistente riduzione del personale in meno di un anno, a conferma di una strategia di contenimento dei costi già in atto.
Le difficoltà del nuovo Ceo D’Amaro
L’avvio del mandato di Josh D’Amaro è coinciso con una fase complessa per l’azienda. Nei primi giorni alla guida di Disney si sono verificati diversi eventi che hanno messo in discussione alcune strategie di sviluppo. Tra questi, la cancellazione di un accordo da un miliardo di dollari con OpenAI, che avrebbe dovuto portare alla creazione di contenuti generati dagli utenti con personaggi Disney. Il progetto era stato pensato per rafforzare la presenza sui social e promuovere la piattaforma Disney+.
L’intesa è saltata dopo la decisione di OpenAI di interrompere lo sviluppo del sistema Sora, orientandosi verso attività ritenute più redditizie. La chiusura è avvenuta a pochi mesi dalla firma dell’accordo.
I casi Fortnite e The Bachelorette
Un altro elemento di criticità riguarda la collaborazione con Epic Games. Disney aveva investito 1,5 miliardi di dollari nella società, con l’obiettivo di sviluppare un “universo digitale” all’interno del videogioco Fortnite. Il progetto puntava a valorizzare le principali proprietà intellettuali del gruppo, tra cui Marvel e Star Wars, creando nuove opportunità di intrattenimento e monetizzazione.
Epic Games ha annunciato però il licenziamento di oltre mille dipendenti, motivato dal calo di popolarità e redditività di Fortnite. Questo sviluppo ha sollevato dubbi sulla sostenibilità dell’investimento e sulle prospettive del progetto. A complicare il quadro si aggiunge la cancellazione della nuova stagione di The Bachelorette, uno dei programmi di punta della rete ABC, controllata da Disney. La decisione è arrivata dopo la diffusione di un video che coinvolgeva la protagonista del reality. Il programma, già completamente realizzato con un costo stimato di circa 60 milioni di dollari, è stato annullato pochi giorni prima della messa in onda.