Denunce infortunio e malattia Inail, nuovo obbligo per le aziende

Codice CNEL da inserire nelle denunce Inail, ecco cosa cambia da gennaio e perché è una novità importante

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

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Dal 12 gennaio 2026 è entrato ufficialmente in vigore un significativo aggiornamento per datori di lavoro, professionisti, consulenti del lavoro e intermediari, che trasmettono a Inail comunicazioni e denunce di infortunio sul lavoro e di malattia professionale (comprese silicosi e asbestosi).

Infatti, a seguito di un accordo tra Inail e Cnel, nei moduli web di denuncia diventa oggetto di uno specifico adempimento l’indicazione del codice Cnel del contratto collettivo, applicato al lavoratore interessato dall’evento lesivo.

A ben vedere, è un cambiamento che va oltre il semplice aggiornamento informatico. L’obiettivo è migliorare la qualità dei dati, rafforzare le analisi statistiche sugli infortuni e rendere più efficaci le politiche di prevenzione nei luoghi di lavoro. Vediamo allora più da vicino questa novità, così come delineata nella circolare 4/2026 Inail di pochi giorni fa.

Il quadro normativo di riferimento e la funzione del codice Cnel contratti collettivi

La nuova disciplina non è di certo una sorta di fulmine a ciel sereno. Si inserisce in un contesto normativo e istituzionale già consolidato e i principali riferimenti si trovano nel Testo unico sull’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali, nel Codice dell’amministrazione digitale e nel notissimo d.lgs. 81/2008, il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Il Decreto Semplificazioni — DL n. 76/2020 — aveva introdotto il codice alfanumerico unico dei Ccnl, un identificativo unico attribuito dal Cnel a ogni contratto collettivo depositato nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi.

Oggi, grazie a questo codice, è possibile individuare con certezza:

  • il contratto collettivo applicato;
  • il settore di riferimento;
  • le organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie.

Il codice in oggetto mira a uniformare e rendere confrontabili i dati relativi ai contratti collettivi, su diversi aspetti amministrativi e statistici. Inoltre, l’utilizzo di un codice standardizzato consente a tutte le amministrazioni pubbliche di agevolare flussi informativi e comunicazioni e di “parlare lo stesso linguaggio”, quando trattano dati relativi ai contratti collettivi. Parallelamente, si evitano ambiguità, confusione o classificazioni disomogenee.

Cosa cambia nelle denunce di infortunio e malattia professionale

Lo scorso anno, specifiche delibere Inail hanno portato all’approvazione dell’accennato accordo di collaborazione con il Cnel. Il testo, di fatto, ha aperto la strada al nuovo adempimento. In sintesi:

  • se la comunicazione del codice Cnel era già obbligatoria per le comunicazioni al Ministero del Lavoro e per le denunce retributive verso Inps
  • ora, con questo intervento, è estesa in modo strutturale anche a procedure e sistemi Inail

Per dare attuazione al citato accordo, Inail ha aggiornato servizi online, applicativi istituzionali, tracciati per l’invio tramite file e, in via residuale, anche i moduli cartacei (utilizzabili esclusivamente in caso di malfunzionamento dei servizi telematici).

In particolare, dal 12 gennaio, nelle seguenti procedure:

  • comunicazione di infortunio
  • denuncia/comunicazione di infortunio
  • denuncia di malattia professionale
  • denuncia di silicosi/asbestosi

è presente un nuovo campo obbligatorio denominato Ccnl – Codice Cnel. Questo campo sostituisce i precedenti riferimenti al settore e alla categoria Cnel, consentendo una compilazione più semplice ma al tempo stesso più precisa da parte degli interessati. La sua mancata compilazione comporta l’impossibilità di completare correttamente l’invio telematico.

Per agevolare gli operatori a rispettare questo nuovo obbligo, Inail ha comunque reso disponibili le tabelle di decodifica dei codici Ccnl in formato Excel e la documentazione tecnica aggiornata. Tutto il materiale è consultabile nelle sezioni dedicate dei servizi online dell’ente.

Perché questa novità è importante (non solo per la burocrazia) e il ruolo degli indicatori di rischio

L’introduzione del codice Cnel nelle denunce Inail non è un mero adempimento formale. Infatti, con questa novità, le istituzioni intendono:

  • migliorare qualità e affidabilità dei dati sugli infortuni e sulle malattie professionali
  • collegare gli eventi lesivi al Ccnl effettivamente applicato
  • costruire indicatori di rischio più accurati, anche per singole categorie contrattuali
  • orientare in modo più efficace le politiche di tutela di salute e sicurezza sul lavoro

Gli indicatori di rischio sono strumenti di analisi statistica particolarmente utili. Infatti, servono a misurare e confrontare il livello di rischio di infortuni o malattie professionali, in determinati contesti lavorativi.

In concreto, sono parametri numerici costruiti sulla base dei dati raccolti (numero di infortuni, gravità degli eventi, durata delle assenze, settore, mansione, CCNL applicato, dimensione dell’impresa, ecc.) e permettono di:

  • individuare quali attività, settori o categorie contrattuali presentano una maggiore esposizione al rischio infortunio (si pensi ai rider ad esempio) o malattia professionale
  • confrontare il rischio tra diversi ambiti produttivi o regimi contrattuali
  • evidenziare criticità ricorrenti legate all’organizzazione del lavoro, ai tempi, alle mansioni o alle tutele previste dal contratto

Ora, grazie all’indicazione del contratto collettivo tramite codice Cnel, questi indicatori possono essere costruiti in modo più preciso e affidabile. Infatti, l’evento lesivo viene collegato alla disciplina contrattuale effettivamente applicata al dipendente, e non a classificazioni generiche o non uniformi. Questo consentirà alle istituzioni di progettare interventi di prevenzione più mirati e meglio calibrati sulla realtà concreta del lavoro.

In breve, disporre di dati omogenei e comparabili permette di comprendere meglio dove, come e perché si verificano i problemi di salute, tenendo conto anche della disciplina contrattuale che regola i rapporti lavorativi.

La consolidata sinergia Inail-Cnel

In tema di lavoro e assicurazione obbligatoria, la collaborazione Inail-Cnel non è nuova. I due enti sono da tempo attivi presso l’Osservatorio permanente su salute e sicurezza sul lavoro, nello sviluppo di analisi statistiche sugli infortuni e sulle malattie professionali e nella costruzione di indicatori di rischio sempre più aderenti alla realtà lavorativa.

Inoltre, nel recente passato, Inail ha offerto utili indicazioni su come fermare l’aumento delle malattie professionali. La direzione è ben chiara: integrazione delle banche dati pubbliche, uniformazione delle informazioni e maggiore trasparenza nel mercato del lavoro.

Concludendo, dal 12 gennaio 2026, il codice alfanumerico Cnel diventa parte integrante delle denunce Inail di infortunio e malattia. Per aziende e professionisti ciò comporta un adeguamento operativo, ma anche l’ingresso in un sistema informativo più coerente, moderno e utile. Un passo avanti nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e, soprattutto, uno strumento in più per rendere più efficace la prevenzione e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.