Aumentano gli stipendi e arrivano nuove tutele per la genitorialità per poliziotti e militari. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le ipotesi di accordo sindacale relative al rinnovo contrattuale 2025-2027 del personale appartenente alle Forze di polizia e alle Forze armate. Una pre-intesa che interessa complessivamente circa 430mila lavoratori e che introduce novità sia sul piano economico sia su quello dei congedi.
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Cosa cambia con il nuovo Ccnl per poliziotti e militari
Il rinnovo prevede:
- un incremento medio mensile dello stipendio per il personale interessato, al quale si aggiungono gli arretrati maturati per il 2025 e il 2026;
- l’aumento dei giorni di congedo o di licenza straordinaria in occasione della nascita di un figlio.
Le nuove ipotesi di contratto intervengono anche sulla conciliazione tra attività professionale e vita familiare, mentre sullo sfondo resta aperto il tema della previdenza dedicata al personale in divisa.
Gli aumenti previsti
Il nuovo accordo, approvato dal Cdm il 2 ottobre, riconosce un beneficio medio mensile a regime di circa 189 euro. La cifra comprende diverse componenti della retribuzione. In particolare, circa 173,50 euro mensili sono riconducibili all’aumento dello stipendio e delle indennità fisse e continuative.
Trattandosi di un importo lordo, l’effettivo beneficio in busta paga dipenderà però dalla qualifica, dal ruolo, dall’anzianità e dalle diverse componenti che concorrono alla retribuzione del personale interessato.
Per quanto riguarda invece le specificità economiche del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, è previsto anche:
- l’incremento dell’indennità mensile pensionabile per le Forze di polizia e dell’importo aggiuntivo pensionabile per le Forze armate;
- la rideterminazione dei compensi relativi al lavoro straordinario.
In arrivo anche gli arretrati per il 2025 e il 2026
Poiché il nuovo contratto riguarda il periodo 2025-2027, una volta completato l’iter di approvazione dovranno essere riconosciute anche le somme arretrate relative alle annualità già trascorse, quantificate complessivamente in circa 2.448 euro lordi. Tuttavia, anche in questo caso si tratta di una cifra media e l’importo effettivamente spettante ai singoli lavoratori potrà variare in base alla posizione ricoperta e alla situazione retributiva individuale.
A chi spettano aumenti e arretrati
Le ipotesi di accordo approvate dal governo riguardano il triennio contrattuale 2025-2027 e interessano il personale non dirigente delle Forze di polizia a ordinamento civile, delle Forze di polizia a ordinamento militare e delle Forze armate. Il rinnovo coinvolge una platea molto ampia, composta da circa 430mila lavoratori.
Come cambia il congedo per le Forze di polizia e militari
La novità più interessante sul piano delle tutele familiari riguarda invece i lavoratori che diventano genitori. Il nuovo accordo prevede infatti:
- tre ulteriori giorni di congedo o di licenza straordinaria in occasione della nascita di un figlio;
- l’estensione fino al quattordicesimo anno di età del figlio degli istituti di congedo parentale.
Resta il nodo pensioni
Accanto agli aumenti e alle nuove tutele resta però aperta la questione della previdenza dedicata.
Il problema riguarda soprattutto i lavoratori arruolati dopo il 31 dicembre 1995, che sono soggetti integralmente al sistema contributivo. Per questi, infatti, la pensione futura sarà strettamente collegata alla contribuzione effettivamente versata nel corso della carriera e, secondo le previsioni, dal 2036 potrebbe verificarsi una significativa riduzione del trattamento pensionistico rispetto alle aspettative.
Per questo motivo si parla di previdenza dedicata, cioè di un sistema di misure in grado di compensare almeno in parte gli effetti derivanti dall’applicazione del sistema contributivo e dalle peculiarità delle carriere del personale in divisa.
La legge di bilancio per il 2022 aveva già istituito un Fondo destinato alla progressiva perequazione del regime previdenziale del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. E con la legge di bilancio 2026 sono arrivate nuove risorse destinate alle misure compensative, ovvero:
- 20 milioni di euro per il 2026;
- 40 milioni annui per il periodo 2027-2029;
- 30 milioni di euro annui a partire dal 2030.
Nonostante ciò, il tema non può ancora considerarsi definitivamente risolto. Proprio per questo il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha avviato un confronto con gli altri ministri interessati.