Ambulanti, nuove linee guida su durata delle concessioni e sistema a punti

Il decreto firmato dal ministro Urso fissa concessioni decennali, un punteggio a 100 punti e tetti alla concentrazione dei posteggi

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Mirko Ledda

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Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha firmato il 10 giugno 2026 il decreto che adotta in via definitiva le Linee guida per il rilascio delle concessioni di posteggio nel commercio su aree pubbliche. Il provvedimento sblocca un dossier rimasto fermo per oltre 2 anni e dà ai Comuni uno schema uniforme per bandire e riassegnare i posti per ambulanti nei mercati, nelle fiere e nei chioschi. Significa che le centinaia di amministrazioni che avevano sospeso le procedure in attesa del quadro nazionale possono ora ripartire, mentre i circa 146mila operatori del settore censiti dall’Osservatorio del Mimit avranno regole identiche da Bolzano a Trapani.

Le Linee guida per gli ambulanti dopo anni di attesa

Le Linee guida attuano l’articolo 11 della legge 214/2023, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022, che fissava un termine di 3 mesi dalla pubblicazione per l’adozione del documento in Conferenza Unificata. Quel termine era saltato e il vuoto applicativo aveva paralizzato i bandi, esposto i Comuni a contenziosi e lasciato gli ambulanti senza un orizzonte di programmazione.

Il testo licenziato dal ministro Adolfo Urso è il punto di approdo del confronto con Regioni, Anci e associazioni di categoria, come ha dichiarato lo stesso capo del Mimit:

Con queste Linee guida colmiamo un vuoto che per anni ha generato rinvii e incertezze, dando finalmente regole certe a migliaia di operatori del commercio ambulante e uno strumento utile ai Comuni chiamati a gestire i bandi.

Quanto durano le concessioni: le nuove regole

In base alle nuove linee guida, le concessioni saranno rilasciate tramite procedure selettive e con una durata di 10 anni per mercati, posteggi isolati e chioschi.

Cambiano però le regole per le fiere: la decennale opera come tetto massimo per le manifestazioni storicamente radicate e programmate, mentre per le fiere occasionali o contingenti la concessione sarà allineata alla durata effettiva dell’evento o alle annualità programmate dall’ente locale.

Si tratta di un meccanismo pensato per evitare che il limite temporale fissato a tutela della concorrenza penalizzi format con calendari brevi o irregolari.

Sistema di valutazione a 100 punti: come funziona

Il sistema di valutazione è costruito su 100 punti, ripartiti tra criteri obbligatori e criteri integrativi.

Fino a 60 punti sono assegnati ai criteri obbligatori previsti dalla legge:

  • anzianità d’impresa – fino a 35 punti;
  • esperienza diretta sul posteggio – fino a 15 punti;
  • microimpresa (requisito dimensionale) – 5 punti;
  • stabilità occupazionale – fino a 5 punti.

I restanti 40 punti vanno ai criteri integrativi legati alla qualità dell’offerta e del servizio:

  • anzianità di spunta (la presenza documentata alle assegnazioni giornaliere dei posteggi vacanti);
  • offerta di prodotti tipici e di qualità;
  • consegna a domicilio;
  • formazione;
  • progetti innovativi;
  • uso di mezzi a basso impatto ambientale.

L’impianto premia chi è già sul mercato da tempo ma apre spazi a chi investe sul servizio.

I tetti alla concentrazione dei posteggi

Per assicurare pluralità dell’offerta e tutela della concorrenza, le nuove linee guida per i venditori ambulanti fissano limiti al numero di posteggi che lo stesso operatore può ottenere nella medesima area mercatale:

  • non più di 2 concessioni nei mercati o nelle fiere fino a 100 posteggi;
  • non più di 3 nelle aree mercatali con oltre 100 posteggi.

Si tratta di un argine alla formazione di posizioni dominanti nei mercati di grandi dimensioni, che recepisce uno dei punti più sollecitati da Bruxelles in sede di valutazione della direttiva Bolkestein sui servizi.

Cosa prevede la direttiva Bolkestein

L’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE impone che, quando una risorsa è scarsa, le concessioni vengano assegnate con procedure selettive e abbiano durata limitata, senza rinnovi automatici al titolare uscente. È la stessa norma al centro del braccio di ferro sulle concessioni balneari.

Per anni l’Italia ha aggirato il principio prorogando in blocco i titoli degli ambulanti, finché la Corte di giustizia Ue e il Consiglio di Stato non hanno imposto ai Comuni di disapplicare le proroghe e di bandire le concessioni: le guida servono a colmare quel vuoto.

Attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Le Linee guida saranno trasmesse agli organi di controllo e poi pubblicate in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Mimit.

Solo da quel momento i Comuni potranno avviare formalmente i nuovi bandi sulla base del quadro nazionale. Restano da definire i tempi di recepimento da parte delle Regioni, che dovranno adattare i propri regolamenti.