Malati di tumore, tutte le novità sulle agevolazioni Inps

I pazienti oncologici possono richiedere prestazioni e agevolazioni economiche per fare fronte alle spese derivate dalla malattia

La possibilità di sviluppare una malattia spaventa non solo per il suo difficile decorso, ma anche per lo sforzo economico che ne deriva. Chi si trova a lottare contro il cancro può dover abbandonare il posto di lavoro e richiedere l’assistenza di familiari e persone care. Per questo lo Stato mette a disposizione dei malati oncologici diversi strumenti che possono aiutare a fare fronte agli aspetti economici legati a un male che purtroppo affligge sempre più italiani.

Malattia, permessi e congedi lavorativi per le patologie oncologiche

Bisogna sapere che i lavoratori che si assentanto dal lavoro a causa di una malattia oncologica non possono perdere il posto per tutto il periodo di comporto. In alcuni casi, ad esempio per i dipendenti pubblici, le assenze per sottoporsi alle cure possono essere escluse dal calcolo dei giorni di malattia. In caso di terapie salva vita, come la chemioterapia, non è necessario rispettare le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale.

I lavoratori a cui viene riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% a causa di invalidità civile, possono fruire ogni anno di un congedo per cure non superiore ai 30 giorni a totale carico del datore di lavoro, previa presentazione dell’idonea documentazione medica.

Se dalla patologia oncologica deriva uno status di disabilità grave, la legge riconosce alcune agevolazioni sia nello scenario in cui il paziente sia il lavoratore stesso, sia nel caso in cui il lavoratore debba occuparsi di una familiare malato.

Il lavoratore con disabilità grave ha diritto a

  • 3 giorni di permesso mensile, frazionabili in ore;
  • 2 ore al giorno di permesso, che scendono a 1 se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore.

Il lavoratore che presta assistenza ha diritto a

  • 3 giorni di permesso mensile, frazionabili in ore;
  • congedo di 2 anni non retribuito, continuativo o frazionato, per “gravi motivi familiari” (decessi, malattie gravi in famiglia);
  • congedo di 2 anni retribuito qualora si prenda cura del coniuge, di un genitore, di un figlio, di un fratello o una sorella convivente, di un parente o affine entro il terzo grado purché sia convivente.

Assegno ordinario di invalidità per i pazienti oncologici

Chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di 1/3 a causa di infermità fisica o mentale e ha maturato 5 anni di contributi, di cui 3 anni nei 5 precedenti alla presentazione della domanda, ha diritto all’assegno ordinario di invalidità. Possono fruirne dipendenti, autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e gli iscritti alla gestione separata. La prestazione economica decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e ha validità triennale. Può essere confermato, previa richiesta del beneficiario, tre volte, dopo le quali viene confermato automaticamente.

L’importo dell’assegno ordinario di invalidità viene calcolato su base retributiva e contributiva e viene ridimensionato in base all’attività lavorativa. Al compimento dell’età pensionabile, viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

Pensione di inabilità per i lavoratori con patologie oncologiche

La pensione di inabilità è riconosciuta ai dipendenti pubblici con 5 anni di contributi, di cui 3 nei 5 anni precedenti alla presentazione della domanda, a cui venga riconosciuta una “assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. La pensione ricorre dal giorno successivo alla risoluzione del rapporto di lavoro ed è vitalizia, cessa dunque alla morte del pensionato, ed è reversibile in favore dei superstiti aventi diritto. Chi percepisce la pensione di inabilità non può svolgere lavoro dipendente o autonomo, pena la revoca del trattamento.

La pensione di inabilità può essere percepita anche dai lavoratori privati e autonomi iscritti all’Inps che beneficiano dell’assegno di invalidità ma che non possono più lavorare.

La pensione di inabilità ordinaria è invece erogata per i dipendenti pubblici “inabili assoluti e permanenti a qualsiasi proficuo lavoro”, in caso di anzianità contributiva di 14 anni, 11 mesi e 16 giorni, “ovvero alle mansioni svolte”, con 19 anni, 11 mesi e 16 giorni di anzianità contributiva.

Invalidità civile per i pazienti oncologici: a cosa si ha diritto

Le percentuali di invalidità che danno diritto all’erogazione di prestazioni economiche da parte dell’Inps sono comprese tra il 74% e il 100%, mentre con percentuali inferiori è possibile accedere ad altri tipi di prestazione, come protesi, ausili ortopedici ed esenzione del ticket sanitario da parte dell’Asl e dell’Agenzia delle Entrate. L’iter di riconoscimento si avvia attraverso il medico curante e, in caso di malattia oncologica, la legge prevede una corsia preferenziale e più veloce, con la visita di accertamento da parte del medico legale effettuata entro 15 giorni dalla domanda.

Chi ha un reddito inferiore alle soglie previste annualmente dalla legge, ha tra i 18 e i 67 anni e una riduzione della capacità lavorativa tra il 74% e il 99%, può richiedere l’assegno mensile per invalidità civile. Per il 2020 l’importo è pari a 286,81 euro per 13 mensilità, con un limite di reddito pari a 4.926,35 euro. Non può beneficiare dell’assegno mensile chi svolge attività lavorative (salvo casi particolari) o riceve pensioni di invalidità.

A chi è stata riconosciuta un’inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), e ha un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, può richiedere la pensione di inabilità. Per l’anno 2020 ammonta a 286,81 euro e viene corrisposta per 13 mensilità. Il limite di reddito è pari a 16.982,49 euro. Da novembre 2020, l’Inps ha erogato il cosiddetto “incremento al milione” che aumenta l’importo fino a 651,51 euro.

Per gli invalidi civili totali (100%) a cui è stata riconosciuta l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di compiere azioni quotidiane, indipendentemente dal reddito personale e dall’età, è erogata su domanda anche l’indennità di accompagnamento. La prestazione ha una durata di 12 mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e viene sospesa in caso di ricovero a totale carico dello Stato per un periodo superiore ai 29 giorni. Per il 2020 l’importo è di 520,29 euro.

Esenzione dal ticket per i malati oncologici: come funziona

I pazienti oncologici hanno diritto all’esenzione totale dal ticket per tutte le prestazioni sanitarie necessarie al monitoraggio della malattia, per le visite specialistiche, per gli esami di laboratorio, strumentali o diagonistici, e per l’acquisto dei farmaci. Se è riconosciuta l’invalidità al 100%, l’esenzione totale si applica a farmaci e visite relative a qualsiasi altra patologia.

Altre prestazioni Inps per i pazienti oncologici

I soggetti a cui è riconosciuta l’invalidità superiore al 45% hanno diritto all’iscrizione in liste speciali di collocamento. La legge prevede l’obbligo di assunzione per queste persone da parte di tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, con più di 15 dipendenti. Se espressamente previsto nel verbale del riconoscimento dell’invalidità, i pazienti oncologici hanno anche diritto al contrassegno disabili rilasciato dalla Asl.

Sono previste altre agevolazioni per le persone che combattono contro un tumore. Si tratta di

  • detrazioni per figli a carico;
  • detrazioni per le spese mediche;
  • assistenza personale per chi non è autosufficiente;
  • Iva agevolata su ausili tecnici e informatici;
  • agevolazioni per non vedenti;
  • agevolazioni sulle ristrutturazioni per eliminare barriere architettoniche;
  • agevolazioni sull’acquisto dell’auto;
  • calcolo dell’imposta di successione e donazioni con aliquote differenti.

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