Bonus scuola, dal 730 ai contributi per i libri: tutte le agevolazioni

Dal bonus libri alle detrazioni da portare in dichiarazione dei redditi fino agli sgravi per le paritarie: quanto si può risparmiare

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Con la riapertura delle scuole milioni di studenti italiani tornano fra i banchi. E insieme alla prima campanella si ripresenta puntuale il tema del caro scuola, spinto dall’aumento dei prezzi per l’acquisto di zaini, diari, quaderni e da un ulteriore rincaro dei libri di testo.

Libri di testo che, spesso, sono l’esatta fotocopia dell’edizione precedente con l’unica aggiunta di qualche pagina in più o di qualche nuovo esercizio. Questo impedisce, ad esempio, di passarsi i libri da fratello maggiore a fratello minore. Ma questa è un’altra storia. Per fortuna lo Stato permette di portare qualcosa in detrazione.

Scuola, cosa si può detrarre nel 730

Uno degli strumenti principali a disposizione delle famiglie è la detrazione Irpef del 19% prevista per le spese legate alla frequenza scolastica.

La detrazione riguarda le spese sostenute dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori, con un limite di 1.000 euro a studente. Il beneficio massimo arriva quindi a 190 euro all’anno a figlio.

Nel Modello 730 possono essere indicate diverse tipologie di spesa sostenute per la frequenza scolastica. In particolare, rientrano:

  • le tasse d’iscrizione e i contributi scolastici;
  • la retta della mensa scolastica;
  • i servizi integrativi come pre-scuola e post-scuola;
  • le gite scolastiche, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche;
  • i corsi di inglese, musica o i laboratori deliberati dal consiglio d’istituto;
  • il servizio di trasporto scolastico, compreso lo scuolabus.

Per poter beneficiare della detrazione è obbligatorio il rispetto della tracciabilità dei pagamenti tramite bonifici, carte di credito o di debito oppure bollettini). E occorre conservare tutte le ricevute e la documentazione fiscale.

Attenzione: dalla detrazione nel Modello 730 non si possono scaricare i libri di testo, i vocabolari e il materiale di cancelleria (quaderni, astucci, zaini, eccetera).

Bonus libri di testo

Anche se libri e vocabolari non rientrano nella detrazione del 19%, per queste spese esistono altre forme di sostegno. Da una parte ci sono i bonus comunali per l’acquisto dei libri scolastici, insieme al sistema delle cedole e dei voucher, che consentono alle famiglie di ridurre i costi. Queste agevolazioni sono generalmente rivolte ai nuclei familiari con Isee fino a 15.493,71 euro. Attenzione: si tratta di una soglia generica, che nei fatti può variare da Comune a Comune.

Ci sono poi novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che prevede un nuovo bonus libri scolastici destinato ai titolari di Isee non superiore a 30.000 euro, con l’obiettivo di sostenere le famiglie che non rientrano nel sistema delle agevolazioni locali. La misura è prevista dal comma 518 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026, la legge n. 199/2025. Il fondo stanziato è pari a 20 milioni di euro all’anno e le risorse dovranno essere utilizzate per contributi destinati alle spese per l’acquisto di libri scolastici, anche digitali, per la scuola secondaria di secondo grado. Ma c’è un problema: al momento manca ancora il decreto attuativo.

Bonus scuole paritarie

Chiudiamo con il bonus che riguarda le scuole paritarie, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 con un fondo specifico da 20 milioni di euro.

Spetta alle famiglie con Isee fino a 30.000 euro e figli iscritti alle scuole paritarie medie (primo grado) o al primo biennio delle superiori (licei, istituti tecnici e professionali). La domanda scade il 21 settembre 2026. L’importo spettante varia in base alle fasce Isee:

  • con Isee pari o inferiore a 10.000 euro spettano tra 600 e 1.500 euro;
  • tra 10.000,01 euro e 20.000 euro spettano tra 400 e 1.300 euro;
  • tra 20.000,01 euro e 30.000 euro spettano tra 200 e 1.000.