PNRR, dal Superbonus alle auto a idrogeno: cosa cambia con la transizione ecologica

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è articolato in una serie di riforme organizzate a loro volta in 6 “Missioni”. La seconda riguarda la Rivoluzione Verde e la Transizione Ecologica

Il PNRR presentato dal premier Draghi è articolato in 6 “Missioni”, ciascuna delle quali estremamente strategica per la ripresa e lo sviluppo del Paese (qui la sintesi e il pdf da scaricare). La seconda Missione è dedicata alla “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”. Il nostro Paese, come sappiamo, è particolarmente esposto ai cambiamenti climatici e deve accelerare il percorso verso la neutralità climatica nel 2050 e verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Inquinamento in Italia e economica circolare

Tra il 2005 e il 2019 le emissioni di gas serra dell’Italia sono diminuite del 19%. Ad oggi, le emissioni per persona di gas sono inferiori alla media Ue. Ma non basta ancora. La Commissione Europea ha aperto tre procedure di infrazione per l’inquinamento contro l’Italia per particolato e ossidi di azoto. Nel 2017, 31 aree in 11 regioni italiane hanno superato i valori limite giornalieri di particolato PM10.

L’inquinamento nelle aree urbane rimane elevato e il 3,3% della popolazione italiana vive in aree in cui i limiti europei di inquinamento sono superati. In un’analisi europea sulla maggiore mortalità causata dall’esposizione a polveri sottili e biossido di azoto, tra le prime 30 posizioni ci sono 19 città del Nord Italia, con Brescia e Bergamo in cima alla classifica. Anche l’inquinamento del suolo e delle acque è molto elevato, soprattutto nella Pianura Padana.

Per quanto riguarda l’economia circolare, l’Italia si posiziona al di sopra della media UE per gli investimenti nel settore e per la produttività delle risorse. Il tasso di utilizzo di materiale circolare in Italia si è attestato al 17,7%nel 2017 e il tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani al 49,8%, entrambi al di sopra della media dell’UE. Ma restano fortissime disparità regionali e la mancanza di una strategia nazionale si fa sentire.

PNRR e trasporti green

L’Italia presenta ancora notevoli ritardi in questo senso. Per quanto riguarda i trasporti, ad esempio, abbiamo il numero di auto ogni 1000 abitanti più alto tra i principali Paesi europei e una delle flotte più vecchie dell’Europa occidentale. Nel 2018 i veicoli altamente inquinanti erano pari al 45% del totale e al 59% del trasporto pubblico.

La quota su rotaia del trasporto totale delle merci è inferiore alla media Ue. Nel 2019, in Italia era l’11,9%, contro il 17,6%. L’estensione della rete ferroviaria in rapporto alla popolazione è la più bassa tra i principali Paesi europei. Per questo, si legge nel PNRR, l’aumento dell’uso della ferrovia e una maggiore integrazione dei diversi modi di trasporto possono contribuire alla decarbonizzazione e all’aumento della competitività del Paese, soprattutto del Mezzogiorno.

Il Piano stanzia complessivamente per il settore green 68,6 miliardi, di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo. Il Piano prevede investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, per raggiungere target ambiziosi come il 65% di riciclo dei rifiuti plastici e il 100% di recupero nel settore tessile.

Il Piano stanzia risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa.

PNRR, Superbonus e Ecobonus

Sono previsti anche forti incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici. Le misure consentono la ristrutturazione di circa 50mila edifici l’anno.

Per il Superbonus 110% sono previsti, tra Pnrr e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Non c’è alcun taglio. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp).

Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’Ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli edifici. In programma anche sistemi di teleriscaldamento efficienti, che dovrebbero portare a un risparmio pari almeno a 0,32 Mtep e 0,98 MtCO2 entro il 2026.

Rinnovabili: energia solare e idrogeno

Il Governo prevede inoltre importanti investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e semplifica le procedure di autorizzazione nel settore. Si sostiene la filiera dell’idrogeno e si investe nelle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15%, e nella riduzione del dissesto idrogeologico.

La Commissione stima che per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo l’UE dovrà incrementare di 500 GW la produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 e chiede agli Stati membri di realizzare il 40% di questo obiettivo entro il 2025 nell’ambito dei PNRR. Inoltre, coerentemente con la Strategia idrogeno, chiede che si realizzi l’installazione di 6 GW di capacità di elettrolisi e la produzione e il trasporto di un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile, anche in questo caso entro il 2025.

I progetti presentati nel Piano Draghi puntano ad incrementare la capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili innovative e non ancora in “grid parity” per 3,5 GW (agri-voltaico, “energy communities” e impianti integrati offshore). Viene inoltre accelerato lo sviluppo di soluzione tradizionali già oggi competitive (eolico e solare onshore). Per quanto riguarda l’idrogeno, all’interno del PNRR verrà finanziato lo sviluppo di 1GW di elettrolizzazione, nonché la produzione e il trasporto di idrogeno per un ammontare che sarà dettagliato nella Strategia Idrogeno di prossima pubblicazione.

Si punta poi a ristrutturare gli edifici pubblici e privati, migliorandone l’efficienza energetica attraverso l’isolamento termico, gli impianti di riscaldamento e raffreddamento e l’autoproduzione di elettricità, nonché il monitoraggio dei consumi da parte degli utenti. L’obiettivo fissato dall’UE è di raddoppiare il tasso di efficientamento degli edifici entro il 2025.

Auto elettriche e a idrogeno

La Commissione stima che per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e dell’inquinamento fissati per il 2030 sia necessario dare un forte impulso alla mobilità sostenibile, costruendo 3 milioni di punti di ricarica per auto elettriche e 1.000 stazioni di rifornimento a idrogeno. L’obiettivo assegnato a NGEU è di consentire di realizzare metà di tale incremento entro il 2025.

L’obiettivo complessivo dell’Italia, necessario a coprire il fabbisogno energetico richiesto dai veicoli elettrici, è di oltre 3,4 milioni di infrastrutture di ricarica, di cui 32mila pubblici, veloci e ultraveloci. Nel Piano sono previsti 21.355 punti di ricarica pubblici veloci e ultraveloci. In aggiunta viene finanziato lo sviluppo di 40 stazioni di rifornimento per veicoli su ruota a idrogeno e 9 per il trasporto ferroviario.

Gli interventi sulla transizione ecologica della Missione 2 mirano al superamento dei divari territoriali. In particolare, le raccomandazioni specifiche della Commissione Europea sull’Italia invitano a investire al Sud sulle infrastrutture per la gestione dei rifiuti e le infrastrutture idriche (nella distribuzione per usi civili, la dispersione media è del 41% a livello nazionale e del 51% al Sud).

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