Tragici eventi naturali, quali sono le cause? Studio apre nuovi scenari

Lo studio pubblicato sulla rivista Environmental Research: Climate di IOP Publishing ha illustrato i diversi fattori alla base degli eventi naturali estremi

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Secondo uno studio, il cambiamento climatico è responsabile della maggior parte delle ondate di calore registrate in tutto il pianeta, ma la relazione con altri eventi estremi e il loro impatto sulla società sono meno chiari.

Friederike Otto, docente in materia di cambiamenti climatici e ambientali presso il Grantham Institute dell’Imperial College di Londra, ha affermato che, da un lato sopravvalutiamo il cambiamento climatico perché è ormai abbastanza comune che ogni volta che si verifica un evento estremo si dia per scontato che il cambiamento climatico stia giocando un ruolo importante, il che non è sempre vero. La docente ha però aggiunto che dall’altro sottovalutiamo gli eventi in cui il cambiamento climatico gioca un ruolo dal punto di vista dei costi per le nostre società.

Lo studio sugli eventi climatici

Nello studio pubblicato sulla rivista Environmental Research: Climate di IOP Publishing, il team di Otto ha utilizzato la “scienza dell’attribuzione” per esaminare i dati internazionali, la letteratura e i modelli climatici disponibili, nonché gli ultimi rapporti del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, e calcolare come il cambiamento climatico indotto dall’uomo stia influenzando l’impatto di cinque tipi di eventi meteorologici estremi: ondate di calore, forti precipitazioni, siccità, incendi e cicloni tropicali.

Le ondate di calore e il legame con il cambiamento climatico

Secondo il gruppo di esperti, nel caso delle ondate di calore, il ruolo del cambiamento climatico è evidente e i livelli di calore medio ed estremo in ogni continente del mondo stanno aumentando proprio a causa del cambiamento climatico causato dall’uomo.

Secondo un rapporto dell’IPCC, un’ondata di calore che aveva una probabilità su 50 di verificarsi in epoca preindustriale è quasi cinque volte più probabile che si verifichi e in quel caso sarà più calda di 1,2°C. Secondo i dati sui disastri presenti del database di EMDAT, negli ultimi 20 anni ci sono stati 157.000 morti a causa di 34 ondate di calore. Tuttavia, l’impatto del cambiamento climatico indotto dall’uomo sulle ondate di calore e le sue ripercussioni sono ancora ampiamente sottovalutate.

Secondo Otto, uno dei motivi per cui sottovalutiamo così tanto le ondate di calore è che nessuno muore per strada durante un’ondata di calore, o almeno, accade in rarissime occasioni. La maggior parte delle persone è morta a causa di condizioni preesistenti che si sono improvvisamente aggravate.

Gli altri fattori che causano le catastrofi naturali

Per altri eventi, come siccità, inondazioni e cicloni tropicali, il legame con il cambiamento climatico è più sfumato. Per esempio, spiega Otto, ci sono alcune regioni del mondo in cui la siccità sta peggiorando a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo, come l’Africa meridionale, mentre in altri casi di siccità, il segnale del cambiamento climatico non è presente o è molto ridotto.

Secondo Otto, concentrandosi troppo sui cambiamenti climatici, si toglie la responsabilità, ma anche l’urgenza, di affrontare i fattori locali che determinano i disastri, come gli alti tassi di povertà, la mancnaza di infrastrutture, gli investimenti, l’assenza di un sistema sanitario…tutti questi aspetti di esposizione e vulnerabilità trasformano in una catastrofe ogni episodio di siccità.

Otto ha spiegato che la situazione non migliorerà, nemmeno se smettessimo oggi stesso di bruciare combustibili fossili, è per questo motivo che, la sopravvalutazione del cambiamento climatico, fondamentalmente puntando sempre il dito su questo fattore, non è molto utile per affrontare effettivamente le minacce naturali e aumentare la nostra resilienza.

Il problema della mancanza di dati

Secondo Otto, gran parte del problema nel capire esattamente in che misura il cambiamento climatico sia responsabile dell’impatto degli eventi meteorologici estremi risiede nella mancanza di dati affidabili provenienti da tutto il mondo.

Non ci sono abbastanza informazioni provenienti dai Paesi a basso e medio reddito, anche se sono quelli che più probabilmente rischiano di subire le maggiori ripercussioni del cambiamento climatico indotto dall’uomo.

Necessario un cambio di prospettiva

Frances Moore, professoressa di economia ambientale all’Università della California, Davis, che non è stata coinvolta nello studio, ha affermato che, negli ultimi anni, sono già stati compiuti notevoli progressi scientifici nell’attribuire ai cambiamenti climatici causati dall’uomo gli eventi estremi e le loro conseguenze

Otto ha chiesto una definizione più ampia di ciò che viene considerato “rischio” nella modellazione del cambiamento climatico, piuttosto che attenersi semplicemente ai pericoli e all’impatto. Si dovrebbero prendere in considerazione altri fattori, come gli effetti che le condizioni meteorologiche estreme hanno sugli individui, sulla produttività del lavoro, sulle infrastrutture, sui sistemi agricoli.

Secondo Otto, siamo partiti con “nessuno parla dei cambiamenti climatici” e ora siamo passati a dare la colpa di molti eventi ai cambiamenti climatici. Secondo Otto è necessario dare priorità all’adattamento e alla costruzione della resilienza per affrontare davvero il cambiamento climatico.