Stop motori benzina e diesel: la data per l’Italia

Per il ministro delle Infrastrutture e della mobilità Enrico Giovannini, il 2040 è la data per l'inizio dell'era in cui la mobilità sarà solo elettrica.

La mobilità di massa procede a grandi passi verso l’elettrificazione, con l’obiettivo chiaro di ridurre le emissioni di CO2 e introdurre nuove pratiche a basso impatto ambientale. Non sarà un passaggio immediato né particolarmente traumatico – la transizione richiederà non meno di 15/20 anni – ma la road map è tracciata a livello di Unione Europea, e a cascata riguarda e riguarderà i singoli paesi membri.

La Commissione Europea

La Commissione europea è al momento al lavoro per definire meglio il piano “emissioni zero” per i veicoli venduti a partire dal 2035: questa è la data fissata oltre la quale i funzionari Ue intendono approvare lo stop definitivo alla circolazione di auto a diesel e benzina. Le nuove regole rientrerebbero in un rinnovamento degli standard di riduzione delle emissioni delle auto in Europa, uno dei capi saldi del Green Deal Ue per raggiungere le emissioni nette di CO2 entro la metà del secolo. Prima dello stop definitivo, però, la Commissione sta valutando un passaggio graduale, individuando un’altra data importante per il blocco, quella del 2030, anno in cui si punta ad imporre una riduzione del 60% delle emissioni di auto, alzando il limite attuale del 37,5% per poi arrivare a quello definitivo pari al 100%.

L’Italia pensa al 2040

Addio alle auto a benzina e diesel entro il 2040. E’ questa, secondo il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, la data per l’inizio dell’era in cui la mobilità sarà solo elettrica. “Nel governo stiamo ancora ragionando. Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissato il limite al 2030. Altri al 2040. A luglio arriverà l’indicazione della Commissione Europea. Noi presto decideremo, ma direi che il 2040 è una data limite”, ha detto in una intervista a ‘la Repubblica’. Naturalmente si parla di stop a produzione e vendita di auto termiche nel 2040, non di circolazione (al netto delle probabili sempre maggiori limitazioni future nelle città, specie per i diesel). E vale anche la pena evidenziare come il paradigma riguardi anche le autovetture ibride, che al momento della totale elettrificazione saranno equiparate a quelle termiche (mild-hybrid, full-hybrid o plug-in che siano).

Il PNRR

Il Pnrr ha appena avuto l’ok dell’Europa. Era scontato? “Assolutamente no. La Commissione europea è stata molto attenta: per ogni progetto presentato c’è una analisi di fattibilità con uno studio molto approfondito. E il fatto che la Commissione rapidamente abbia potuto approvare il piano è il segno che era fatto bene”, replica il ministro. Per Infrastrutture e mobilità avete 41 miliardi: “in realtà sono 61 se consideriamo tutti i fondi a disposizione. Serviranno. Le infrastrutture sostenibili sono un concetto nuovo: farlo secondo l’economia circolare vuol dire progettarle per il riuso”. I porti “hanno un investimento dedicato di 4 miliardi. Direi senza precedenti. Per trasformarli in porti verdi. Che vuol dire? Intanto portare l’elettricità in banchina, così le navi spegneranno i motori a gasolio in porto. E poi ridurre i tempi di logistica per diminuirne l’impatto ambientale”.

In 5 anni l’Alta velocità ferroviaria arriverà davvero al Sud? “Non in tutto il Sud, diciamo in parte, su alcune tratte. Si comincia con Battipaglia-Tarsia, con un blocco che ci consente di collegare questa tratta con Matera e Taranto. Poi collegheremo la Ionica. Una sfida che vinceremo”.

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