Anche l’editoria si fa “bio” grazie alla certificazione PEFC: chi sono gli editori green

A fronte della crescita, nel 2021, del mercato editoriale italiano, aumenta anche la sensibilità degli italiani verso la sostenibilità di libri, fumetti e giornali

Leggere è bello, e importante, farlo in maniera green lo è ancora di più. Sempre più lettori, che siano accaniti o saltuari, si stanno domandando come potersi dedicare alla lettura in modo più sostenibile, scegliendo magari quegli editori che prediligono la stampa su carta riciclata, o trattata secondo norme particolari.

Ebbene, dal mercato dell’editoria arrivano numeri incoraggianti. A dispetto delle previsioni, il numero di libri pubblicati in Italia è cresciuto nel 2021 rispetto all’anno precedente, nonostante nel 2020, causa Covid, moltissime persone si fossero trovate a casa in lockdown con un tempo libero inatteso e infinito. I titoli pubblicati nel 2021 sono stati +11,1% rispetto al 2020, +11,7% le tirature.

Dove leggono gli italiani? Non prevalentemente su supporti tecnologici, come si potrebbe pensare. La carta rimane lo strumento preferito, con 7 italiani su 10 che leggono solo libri cartacei. A scegliere solo e-book o libri on line è il 12,1%, mentre lo 0,5% ascolta solo audiolibri. Il 18,2% dei lettori ha invece un approccio misto e utilizza più supporti.

Editoria, quanto è green il mercato italiano

L’altra nota positiva è che cresce costantemente l’attenzione all’ambiente. Il 62% dei lettori dichiara di porre attenzione alla presenza di una certificazione forestale quando acquista prodotti in carta. Come diretta conseguenza, questa nuova sensibilità sta spingendo sempre più editori a offrire garanzie della sostenibilità e rinnovabilità della risorsa carta.

A confermarlo è PEFC Italia, associazione senza fini di lucro che promuove la gestione forestale sostenibile attraverso la certificazione, che sta realizzando un ciclo di webinar dal titolo #TheTalkingForest per raccogliere e raccontare esempi positivi di chi ha saputo coniugare impresa e rispetto dell’ambiente. Partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, organizzazioni ambientaliste, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, della ricerca, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato.

Nella Top 10 dei settori commerciali per numero di aziende certificate PEFC, il settore stampa ed editoria è cresciuto in maniera sensibile negli ultimi anni: oggi sono 131 le aziende certificate tipografiche e industrie grafiche e 4 gli editori certificati; la Lombardia è capofila con 32 aziende certificate.

“Il settore dell’editoria certificata PEFC ha visto un lento ma costante incremento, con una conseguente diffusione sempre maggiore”, spiega Giovanni Tribbiani, Responsabile Segreteria Tecnica PEFC Italia. “Centrale è senz’altro il ruolo delle cartiere, che mettono a disposizione carta certificata PEFC, soprattutto carta patinata per riviste e rotative: questo ha fatto sì che anche i grandi gruppi editoriali potessero affidarsi alla certificazione PEFC per comunicare ai propri lettori la responsabilità con cui scelgono la carta e le tipografie, affinché i propri prodotti abbiano il minore impatto possibile sulle foreste”.

Un altro aspetto da sottolineare è che scegliere prodotti con filiera certificata significa contrastare il traffico illegale del legno e la deforestazione, e proteggere e garantire i diritti delle persone che abitano le foreste.

Quanto è sostenibile la carta usata per i libri

Fondamentale dunque il contributo dell’industria cartaria: secondo i dati di Assocarta, nel 2021 in Italia il consumo di carta e cartoni si è assestato su 10.494.000 di tonnellate, di cui il 22% utilizzate per editoria, grafica e articoli di cartoleria.

“L’industria cartaria italiana ha avviato da molti anni un percorso di sostenibilità in cui l’approvvigionamento responsabile delle materie prime vergini, grazie anche ai sistemi di gestione forestale come PEFC, è un pilastro fondamentale, insieme all’impegno verso il riciclo e l’efficientamento dei processi produttivi”, ha detto Massimo Ramunni, Vice Direttore Generale Assocarta.

Grazie all’impegno di Assocarta, il 63% delle fibre impiegate nell’industria cartaria italiana è di riciclo e l’89% delle fibre vergini acquistate è dotato di certificazione forestale, viene verificata l’origine legale di tutto il legno e la cellulosa d’importazione, il 79,6% della carta prodotta proviene da siti certificati ISO 14001 o EMAS e  più dell’85% degli imballaggi in carta viene riciclato. Non solo: dal 1995 ad oggi è stato dimezzato l’impiego specifico di acqua e ridotto di un terzo l’impiego di energia.

Guardando al settore editoriale, in occasione del terzo appuntamento con #TheTalkingForest organizzato da PEFC (l’evento può essere rivisto sulla pagina Facebook di PEFC Italia a questo link), è emerso come, nel 2021, l’8,4% degli editori ha dichiarato di utilizzare carta proveniente da foreste gestite in modo corretto e responsabile. Chi sono questi editori e quali scelte ecosostenibili stanno facendo?

Chi sono e cosa fanno gli editori attenti all’ambiente

Mondadori

Tra gli editori virtuosi, c’è senz’altro il Gruppo Mondadori, che dal 2010 si sta impegnando in una sensibile riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e nell’incremento dell’utilizzo di carta certificata per la produzione di libri e magazine. Nel 2021 il Gruppo ha raggiunto il 100% di acquisto di carta certificata: il marchio PEFC viene ora inserito su tutti i prodotti editoriali in sinergia con gli stampatori che hanno aderito alla certificazione.

Inoltre, nel 2022 Mondadori ha reso pubblico il suo primo Piano di Sostenibilità e punta al raggiungimento di 8 dei 17 SDGs (Obiettivi di sviluppo sostenibile) lanciati a livello globale dall’Onu. Al centro tre pilastri: i social, con la valorizzazione di persone, contenuti e luoghi per l’educazione e la cultura, la governance, con la promozione del successo sostenibile del business, e l’environment, con la diffusione di una cultura ambientale e di mitigazione degli impatti sugli ecosistemi.

Bonelli

Anche Sergio Bonelli Editore da 10 anni pubblica i suoi albi – tra cui i mitici Tex Willer, Zagor, Dylan Dog, Nathan Never, Martin Mystère, Julia e Dampyr – utilizzando materia prima certificata: si tratta di circa 3.200 tonnellate di carta certificata ogni anno che proviene da foreste gestite in maniera sostenibile o da foreste e piantagioni utilizzate in maniera selettiva e ripiantate dopo il taglio.

3.200 tonnellate annue di carta PEFC utilizzata significa, tradotto, una superficie forestale e di piantagioni gestita e ripiantata di 238 ettari, che equivalgono alla superficie di 340 campi da calcio. Le foreste rinnovate assorbiranno, nel loro ciclo di vita di circa 30 anni, 11.930 tonnellate di CO2. “La foresta ben gestita assorbe il 30% in più di CO2 di una foresta non gestita, quindi le foreste certificate PEFC immagazzinano più CO2 e allo stesso tempo tutelano la biodiversità e tutti i servizi ecosistemici forestali”, spiega ancora Tribbiani.

GEDI

Anche il Gruppo GEDI sta investendo molto sul green. Nel 2012, ad esempio, La Stampa ha ricevuto la certificazione PEFC per l’utilizzo di carta riciclata, diventando il primo quotidiano verde d’Italia.

Secondo le stime di PEFC Italia, il Gruppo utilizza annualmente circa 45.600 tonnellate di carta certificata PEFC. Di queste, 28.885 tonnellate sono di carta certificata PEFC riciclata, il che consente il risparmio di 1.155 ettari di foresta: in pratica, 1.650 campi da calcio.

La foresta risparmiata nel suo ciclo di vita assorbe circa 57.770 tonnellate di CO2. La parte di carta prodotta con fibre vergini, ovvero circa 16.748 tonnellate annue di carta PEFC utilizzata, corrisponde una superficie forestale e di piantagioni gestita in modo sostenibile e conservando le sue funzioni di 733 ettari, che equivalgono alla superficie di 1.047 campi da calcio. Il Gruppo ha ottenuto la certificazione della catena di custodia.

Infine, nel 2021 GEDI è diventato il primo gruppo editoriale italiano Carbon Neutral.

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