Case green, scatta la procedura di infrazione contro l’Italia: cosa rischia

L'Ue dà l'ultimatum a Roma per il ritardo sul piano di ristrutturazione: ora ha altri due mesi per presentare il progetto di adeguamento energetico del parco immobiliare.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Chi ha tempo non aspetti tempo, diceva un antico adagio. E l’Italia stavolta ne ha perso parecchio, tanto che la Commissione europea ha deciso di far proseguire la procedura di infrazione per non aver ancora presentato il proprio Piano Nazionale di Ristrutturazione, documento fondamentale per applicare la direttiva sulle Case green.

Ma il Belpaese è in nutrita compagnia. Non è infatti l’unica a essere stata inadempiente. Insieme a Roma figurano in ritardo altri otto Stati membri: Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia.

Cos’è il Piano Casa green e quali sono le sue finalità

Il Piano Nazionale di Ristrutturazione è il percorso strategico che ciascun Paese dell’Unione europea deve adottare per ridurre i consumi energetici degli edifici e azzerare le emissioni del settore immobiliare.

L’obiettivo fissato da Bruxelles è quello di arrivare a un parco edilizio interamente a zero emissioni entro il 2050, fissando tappe intermedie stringenti per il settore residenziale:

  • entro il 2030 dovrà essere stato tagliato il 16% del consumo medio di energia primaria rispetto ai livelli attuali;
  • entro il 2035 si dovrà aver ridotto il consumo medio di almeno il 20-22%;
  • la normativa impone che oltre la metà dei tagli ai consumi (55%) venga ottenuta riqualificando gli immobili a più alte emissioni e con le prestazioni energetiche peggiori, quelli appartenenti alle classi G ed F.

In cosa consiste il Piano case green

Per essere approvato da Bruxelles, il piano deve contenere una mappatura dettagliata del patrimonio immobiliare nazionale, le risorse finanziarie previste per sostenere le famiglie e le misure specifiche volte a contrastare la povertà energetica.

L’impianto della direttiva europea è stato al centro di accese critiche, a volte anche ingiustamente.

I falsi miti del Piano case green

Una delle voci di corridoio che rende la manovra impopolare è l’impossibilità di vendere o affittare abitazioni in classi energetiche basse, G ed F per la precisione. La legge europea, in realtà, non prevede esplicitamente nessun divieto di questo tipo. Nessun proprietario verrà sanzionato se non è in condizioni di ristrutturare la propria abitazione in modo che sia energeticamente efficiente. Inoltre, non è previsto il sequestro delle caldaie a gas in funzione, semplicemente sono stati aboliti i bonus che ne finanziavano l’installazione.

Quali edifici non rientrano nel Piano case green

Il programma di ristrutturazione non riguarderà la totalità degli edifici. Sono esentati dagli obblighi di efficientamento:

  • edifici storici e vincolati;
  • luoghi di culto;
  • case vacanza utilizzate per meno di quattro mesi all’anno;
  • strutture isolate con una superficie inferiore a 50 metri quadri.

Cosa rischia l’Italia se non presenta il Piano entro due mesi

La Commissione europea ha concesso all’Italia e agli altri otto Paesi in ritardo altri due mesi per inviare la documentazione richiesta senza ulteriori ritardi.

Qualora l’Italia non dovesse adeguarsi entro la nuova scadenza, Bruxelles passerà alla fase successiva della procedura di infrazione:

  1. porterà il caso direttamente alla Corte di Giustizia Ue;
  2. in caso di condanna per mancato rispetto degli obblighi comunitari, verranno imposte sanzioni finanziarie fino all’adempimento della direttiva.