Esenzione canone Rai nel dl Sostegni bis: chi non paga

La bozza del documento prevede l'esonero dal pagamento del canone Rai per strutture ricettive, bar, pub e ristoranti

Via libera al decreto Sostegni bis da parte delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il provvedimento dovrebbe approdare in Aula a Palazzo Madama domani.

Tra gli emendamenti approvati lo stop al pagamento della rata Imu di giugno per i beneficiari dei ristori, l’intervento sulla tassa sull’occupazione del suolo pubblico Tosap, e l’esenzione dal pagamento del canone Rai per bar, pub e ristoranti. Rinviato al 30 settembre il pagamento dell’Irap da parte delle imprese.

Esenzione canone Rai: chi non paga

Per l’anno 2021, viene disposto l’esonero dal versamento del canone Rai per le strutture recettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico.

Non pagano dunque la tassa sulla tv le strutture ricettive – che hanno l’obbligo di pagare una tassa che varia da un minimo di 203,70 euro a 6.789,40 euro all’anno a seconda della categoria di appartenenza -, come anche bar, pub, ristoranti e tutte le strutture presso le quali si consumano bevande. Strutture che avevano già beneficiato della riduzione del 30% del canone Rai 2021 stabilita dal decreto Sostegni.

Il decreto Sostegni bis ha stabilito per il 2021 che: “le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico sono esonerate dal versamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880″.

Canone Rai, credito d’imposta per chi lo ha già pagato

Per lo stesso anno dovrebbe assegnata all’Agenzia delle Entrate- Fondi di Bilancio la somma di 60 milioni di euro, al fine di riconoscere ai soggetti interessati un credito di imposta pari al 30% dell’eventuale versamento del canone intervenuto prima dell’entrata in vigore del decreto, ovvero disporre il trasferimento a favore della Rai delle somme corrispondenti alle minori entrate. Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile.

Cos’è il canone speciale Rai

Il canone speciale Rai è destinato a coloro che detengono una partita Iva. In particolare, devono pagare il canone speciale coloro che possiedono uno o più apparecchi negli esercizi pubblici, nei locali aperti al pubblico o fuori dell’ambito familiare. Le imprese  interessate sono soprattutto quelle commerciali e dell’accoglienza turistica, in cui vengono usati monitor/display dotati di sintonizzatore.

Gli apparecchi sono “atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”, ovvero sono quelle apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale terrestre e satellitare di radiodiffusione dell’antenna televisiva. Dunque, il canone speciale Rai va pagato anche in caso di non utilizzo e anche per la sola presenza di dispositivi con le caratteristiche sopra indicate.

Il canone speciale ha validità limitata all’indirizzo per cui viene stipulato. L’importo è variabile e dipende dal tipo di struttura che deve pagarlo (qui trovate gli importi per le varie categorie).  Gli alberghi a 5 stelle con almeno 100 camere pagano un importo annuale di quasi 6.800 euro, mentre gli alberghi a 5 stelle che hanno dalle 25 alle 100 camere e i villaggi turistici pagano circa 2mila euro. Con gli alberghi a 3 e 4 stelle si scende a circa mille euro. Circoli, associazioni, sedi di partiti, istituti religiosi, studi professionali, negozi di ogni genere e scuole pagano invece circa 200 euro l’anno.

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