Entro quale termine l’Agente della riscossione può chiedere l’Irpef dovuta?

I crediti erariali si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni. È questa la conclusione cui è giunta la Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza 1883/16/2018

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La pronuncia della Commissione tributaria lombarda
La vicenda ha avuto inizio a seguito di un ricorso presentato da un contribuente avverso un’intimazione di pagamento preceduta da una cartella, accolto dai giudici della Commissione tributaria provinciale. In particolare, i giudici di primo grado avevano precisato che il giudicato sulla cartella (sentenza n. 454 del 30 marzo 2012) era sì intervenuto, ma soltanto successivamente allo spirare del termine quinquennale per la riscossione dell’atto amministrativo (5 novembre 2005 – 4 novembre 2010). Ne derivava, quindi, che il termine di prescrizione quinquennale non poteva essere esteso in decennale.

Sebbene l’Amministrazione finanziaria avesse presentato appello affermando che fosse la natura del credito Irpef, che si prescrive in dieci anni, a consentire l’applicazione del termine decennale, la Commissione tributaria regionale sopra ricordata ha rigettato il ricorso poiché, come sancito dalla Corte di cassazione a sezioni unite (sentenza n. 23397/2016), il maggior termine di dieci anni in luogo di quello quinquennale previsto dall’articolo 2953 del Codice civile non si applica in caso di mancata impugnazione di un atto impositivo o di un atto della riscossione, ma solo quando passa in giudicato una sentenza.

Altre pronunce contrarie
Non mancano, tuttavia, diversi orientamenti in seno alla giurisprudenza. Infatti, sebbene tutti concordino che la mancata impugnazione di un atto amministrativo non comporti l’estensione del termine di prescrizione da quinquennale a decennale, parte della giurisprudenza fa rilevare che tale aspetto presuppone che sia previsto a monte un termine di prescrizione “base” breve (quinquennale) per il credito. Secondo tali giudici, quindi, considerato che:

  • il termine “base” per riscuotere il credito Irpef è decennale;
  • in virtù dell’autonomia dei singoli periodi d’imposta, l’imposta non può essere equiparata ad esempio agli interessi, per i quali l’articolo 2948, numero 4), del Codice civile detta la prescrizione quinquennale;
  • dovrebbe concludersi, a differenza della pronuncia dei giudici della Commissione della Lombardia, che il credito Irpef si prescriva in dieci anni.

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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