Detassazione della tredicesima in Manovra, la flat tax al 15% al posto dell’Irpef e le altre proposte

Il Governo sta cercando un accordo per implementare in Manovra la detassazione della tredicesima, sostituendo all'Irpef una flat tax al 15% o al 10%, a seconda delle proposte

Foto di Matteo Runchi

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

3 min di lettura

Chiedi a QuiFinanza

Nella Manovra finanziaria per il 2027 il Governo cercherà di detassare la tredicesima ad alcuni lavoratori dipendenti, sostituendo all’Irpef una flat tax al 15% o al 10%. Al momento però l’intervento sarebbe previsto solo sui redditi molto bassi, sotto i 15 mila euro lordi annui.

Sarà necessario capire quali saranno le risorse che l’esecutivo deciderà di dedicare a questa misura per poi poterne stabilire i confini. Un intervento di questo tipo renderebbe la tredicesima leggermente più vantaggiosa di quanto non lo sia ora, anche se soltanto per poche decine di euro.

Le idee del Governo per detassare la tredicesima

Una delle proposte di riforma fiscale che il Governo vuole avanzare in Manovra è la detassazione della tredicesima. L’idea è quella di ridurre l’Irpef, l’imposta sul reddito, solamente sul “secondo stipendio” di dicembre, in modo da renderlo conveniente per i lavoratori, cosa che al momento non è. Le idee avanzate sono due.

La detassazione al 15% con la flat tax

La detassazione della tredicesima è emersa come proposta al Meeting di Rimini. Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, ha dichiarato:

Una misura sul tavolo è la detassazione della tredicesima, sulla quale non si applicano le detrazioni da lavoro. Sostituire l’Irpef ordinaria con una imposta del 15% o del 10%  produrrebbe un risparmio netto in busta paga tra 200 e 500 euro, a seconda del reddito.

Al momento l’ipotesi “minima” sarebbe quella di una flat tax al 15% al posto dell’Irpef per chi prende meno di 15 mila euro lordi all’anno.

L’ipotesi di una detassazione al 10%

Lo stesso Osnato ha però ammesso che questa platea è piuttosto “limitata” e che l’obiettivo è quello di un’aliquota al 10% per redditi fino al doppio di quello previsto nell’opzione minima, quindi circa 30mila euro. In questo caso i risparmi potrebbero essere significativi, simili a quelli citati dal responsabile economico di Fratelli d’Italia.

Quanto vale la detassazione della tredicesima

Considerando le uniche cifre al momento citate per la detassazione della tredicesima, quindi una platea limitata a chi ha uno stipendio di massimo 15 mila euro all’anno e una flat tax al 15%, la norma produrrebbe un risparmio molto limitato.

L’Irpef per questa categoria di reddito è infatti già molto bassa, del 23%. Il risparmio sarebbe quindi di circa l’8% dell’imponibile, pari a poco più di 83 euro.

Perché la tredicesima non è uno stipendio in più

La detassazione della tredicesima punta soprattutto a rendere il “doppio stipendio” di dicembre conveniente per i lavoratori. La tredicesima, infatti, non è uno stipendio in più come a volte si crede, ma una trattenuta mensile che non ha alcun vantaggio economico per il dipendente.

Ogni mese, il datore di lavoro trattiene un dodicesimo dello stipendio al lavoratore, senza pagare alcun tipo di interesse e senza che al dipendente venga disposta alcuna compensazione. Questi soldi vengono ridati al lavoratore a dicembre, con una media di sei mesi di ritardo per ogni stipendio (dagli 11 mesi di gennaio fino al singolo mese di ritardo di novembre).