Contante alla Dogana, nel tetto massimo di 10.000 euro vi rientrano oro e assegni

Il tetto massimo di denaro contante con cui si può attraversare la Dogana sono 10.000 euro. Ma vi rientrano anche l'oro e gli assegni

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista con una solida carriera avviata nel 2002, ha iniziato il proprio percorso professionale specializzandosi in mercato immobiliare e mutui. Nel corso di molti anni di attività, ha ampliato il suo raggio d'azione approfondendo i temi del fisco, del diritto e della macroeconomia. Oggi analizza scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali finanziari.

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Il tetto massimo di denaro contante, che si può tenere in tasca nel momento in cui si supera la dogana, è 9.999,99 euro, ossia un centesimo in meno di 10.000 euro. Se viene superata questa soglia è necessario presentare una dichiarazione valutaria all’Agenzia delle Dogane.

Ai fini doganali, però, non si conteggiano unicamente le banconote, ma anche le valute virtuali, gli assegni bancari, le carte prepagate e l’oro. In altre parole la definizione di denaro contante è particolarmente ampia ed è necessario tenerne conto nel momento in cui si passa la frontiera.

Denaro contante alla frontiera, a cosa stare attenti

Nella locuzione di denaro contante non rientrano solo e soltanto gli euro, ma anche le valute straniere, come il dollaro e il franco svizzero. Il legislatore ha adottato, in questo caso, una definizione volutamente omnicomprensiva, per ampliare il raggio d’azione delle autorità doganali, in modo da contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

Questo è il motivo per il quale, se una persona sta viaggiando con diverse valute, deve sommare il controvalore di tutte e calcolare di rimanere al di sotto della soglia dei 10.000 euro. Il tasso di cambio da utilizzare è quello del giorno nel quale si sta attraversando la frontiera.

Monete e banconote fuori corso

Il Regolamento Ue 2018/1672, norma attraverso la quale sono disciplinati i controlli sul denaro contante in entrata e in uscita dall’Unione Europea, include nel conteggio anche le banconote che non sono più in circolazione, ma che possono ancora essere scambiate presso una banca centrale o un istituto finanziario con valuta corrente.

Valute virtuali (criptovalute)

Al momento, le criptovalute (come i Bitcoin) non rientrano nella definizione di denaro contante da dichiarare sul modulo cartaceo standard in dogana. Ma le autorità doganali hanno il potere di trattenere temporaneamente somme inferiori alla soglia o asset digitali se vi sono indizi di attività criminose.

Strumenti negoziabili al portatore

Gli strumenti negoziabili al portatore sono titoli che permettono a chiunque ne sia in possesso fisico di riscuotere la somma indicata, senza dover dimostrare la propria identità. In dogana, questi vengono equiparati al contante perché garantiscono un trasferimento di ricchezza immediato e anonimo.

In questa categoria rientrano:

  • assegni al portatore quando non riportano il nome del beneficiario o che sia stato girato in bianco (in altre parole quando si viaggia con il libretto degli assegni in tasca pronto all’uso);
  • i traveller’s cheques, anche se oggi come oggi non sono più molto comuni, rientrano nel conteggio totale della soglia di 10.000 euro poiché sono pagabili a vista;
  • gli assegni firmati ma privi di alcuni elementi (come l’importo o il beneficiario) che ne permettono l’uso immediato da parte di terzi;
  • i vaglia postali e le cambiali quando vengono emessi in una forma che ne consenta il trasferimento mediante semplice consegna fisica;
  • obbligazioni e titoli al portatore, perché rappresentano un credito e non sono intestati a una persona specifica.

Oro e metalli preziosi: come vanno gestiti alla dogana

Una delle novità più rilevanti che aveva introdotto, a suo tempo, il Regolamento Ue 2018/1672 è stata l’inclusione dell’oro nel calcolo dei 10.000 euro. Anche se non tutto il metallo prezioso è contante, ma quello da investimento sì.

Rientrano nell’oro equiparato al contante:

  • le monete d’oro che devono avere un tenore d’oro (o titolo aureo) di almeno il 90%:
  • lingotti, placchette e pepite o qualsiasi altra forma di oro grezzo o semilavorato con un tenore di almeno il 99,5%.

Cosa non sono, invece, considerati contante:

  • i gioielli personali, come collane, anelli o orologi indossati o trasportati nel bagaglio personale. Sono considerati effetti personali;
  • l’oro destinato a usi medici o industriali, ma deve essere giustificato dalla professione;
  • l’argento, il platino e il palladio, per quanto preziosi, non sono attualmente classificati come denaro contante dal regolamento doganale (anche se restano soggetti a controlli sulle merci se di valore commerciale elevato).

Attenzione anche alle carte prepagate

Le carte prepagate rappresentano la frontiera più sensibile dei controlli doganali. Sebbene non siano pezzi di carta come le banconote, il pacchetto anti-riciclaggio dell’Unione europea ha stretto il cerchio per evitare che vengano usate come portafogli invisibili.

Prepagate anonime vs nominative

Il rischio principale riguarda le carte prepagate non ricaricabili o anonime (quelle che si comprano senza fornire documenti d’identità, diffuse in alcuni paesi esteri). Queste carte sono equiparate al contante se non sono collegate a un conto corrente identificabile.

Nel caso in cui un viaggiatore sia in possesso di una carta anonima per un valore caricato superiore a 10.000 euro, ha l’obbligo di dichiarazione come se fossero banconote.

Le carte Safe-Deposit e Wallet Fisici

La dogana monitora con attenzione i supporti magnetici o chip che permettono di archiviare valore monetario pronto all’uso.

Se la carta funge da mero supporto per un valore monetario non tracciato (come alcune gift card estere di importo elevato), viene conteggiata nel limite dei 10.000 euro.

Le comuni carte di debito (Bancomat) o credito collegate a un conto corrente bancario non vengono considerate ai fini del limite, poiché il denaro resta nella banca e il movimento è tracciabile elettronicamente.

Il monitoraggio dei dispositivi Cold Wallet

Il monitoraggio doganale dei dispositivi Cold Wallet (come Ledger o Trezor) si muove su un crinale normativo in rapida evoluzione. Sebbene un dispositivo fisico spento non sia tecnicamente denaro contante, le autorità stanno intensificando i controlli per contrastare l’evasione e il riciclaggio.

Attualmente, le criptovalute su un hardware wallet non sono ancora universalmente classificate come contante ai fini del trasporto fisico, ma il possesso di un dispositivo può spingere i doganieri a richiedere verifiche sul valore detenuto per ragioni di monitoraggio fiscale.