I buoni fruttiferi postali sono degli strumenti di risparmio e investimento emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato Italiano con i quali è possibile investire denaro e ottenere interessi nel tempo. Per chi li detiene, quindi, è importante capire come funziona l’imposta di bollo per evitare sorprese al momento del rimborso.
Le regole sono infatti cambiate nel tempo e oggi variano in base alla data di emissione e alla forma del buono, che può essere cartaceo o dematerializzato. Vediamo cosa succede prima e dopo il 2009, su quali importi si applica il bollo e quando è dovuto.
Indice
Come funziona l’imposta sui buoni postali
L’imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali è una tassa che si applica sul capitale investito a partire dal 1° gennaio 2012 nella misura proporzionale:
- dello 0,10% per il 2012 con un minimo di 34,20 euro e un massimo di 1.200 euro;
- dello 0,15% per il 2013 con un minimo di 34,20 euro;
- dello 0,20% a partire dal 2014.
Si applica ogni 31 dicembre solo se il valore complessivo dei buoni ancora attivi supera i 5.000 euro. La somma dovuta, però, non viene prelevata anno per anno ma trattenuta tutta assieme al momento del rimborso.
Come si calcola l’imposta su un vecchio buono di 6.000 euro
Se si possiede un vecchio buono fruttifero postale sottoscritto prima del 1° gennaio 2009 di 6.000 euro, l’imposta di bollo si paga solo dal 2012 e non prima. Si calcola sul valore nominale del singolo titolo, con un importo minimo di 2 euro all’anno e senza soglia di esenzione.
Per il buono da 6.000 euro il bollo è:
- 6 euro per il 2012;
- 9 euro per il 2013;
- 12 euro a partire dal 2014 e fino anche il buono resta attivo.
Come si calcola il bollo su due buoni dematerializzati
Nel caso si abbiano due buoni postali dematerializzati da 3.000 euro ciascuno che scadono in momenti diversi, l’imposta di bollo si calcola ogni 31 dicembre sul totale dei buoni detenuti, a partire dal 2012.
Se il valore complessivo supera i 5.000 euro, l’imposta è dovuta ma non viene prelevata subito. Viene infatti accantonata ogni anno fino al momento del rimborso.
Se negli anni successivi il totale dei buoni scende sotto i 5.000 euro, invece, per quegli anni il bollo non si paga.
Come si calcola il bollo su un buono cartaceo e uno dematerializzato
Se si possiede un buono cartaceo di 4.000 euro e uno dematerializzato di 3.000 euro con scadenze diverse, il calcolo del bollo dipende dalla data di emissione del titolo cartaceo. Se quest’ultimo è stato emesso dopo il 2009 si somma al dematerializzato e il bollo si paga se il totale dei buoni al 31 dicembre supera i 5.000 euro.
Nel caso in cui, invece, il buono sia stato emesso prima del 2009, i due titoli si calcolano separatamente:
- sul buono dematerializzato non si paga l’imposta di bollo se il valore è inferiore ai 5.000 euro;
- sul cartaceo il bollo si applica secondo le vecchie regole: si pagano quindi 4 euro per il 2012, 6 euro per il 2013 e 8 euro ogni anno successivo.
Buoni emessi prima del 2009
I titoli cartacei emessi prima del 2009 seguono regole diverse rispetto a quelle comunicate fino ad ora.
Infatti, non si sommano ad altri prodotti finanziari come depositi titoli, depositi vincolati, fondi comuni di investimento o Bfp dematerializzati e cartacei emessi dopo il 1° gennaio 2009. Il loro valore non viene quindi considerato ai fini della soglia dei 5.000 euro.
Le regole per le persone giuridiche
Se i buoni fruttiferi postali sono intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche come enti o società, l’imposta massima dovuta per il 2013 è di 4.500 euro, mentre a partire dal 2014 la misura massima resta fissata in 14.000 euro.
Rimborso anticipato: si rischiano perdite?
Se si richiede il rimborso anticipato di un buono fruttifero postale, l’imposta di bollo viene sempre calcolata ma non può ridurre il capitale investito.
Significa che il risparmiatore riceverà sempre almeno l’importo sottoscritto e il bollo sarà trattenuto in modo tale da non far scendere il rimborso sotto il capitale versato.
Le regoli per i buoni fruttiferi postali per minori
Anche per i titoli dedicati ai minori vengono le stesse regole su indicate.
L’imposta di bollo si applica infatti solo se il valore complessivo di rimborso dei buoni intestati al minore supera 5.000 euro. Se si resta sotto questa soglia, il bollo non è dovuto.
Anche per i buoni fruttiferi postali per minorenni il bollo:
- si calcola ogni anno;
- si accumula nel tempo;
- viene trattenuto solo al momento del rimborso.
Nel caso di rimborso anticipato, se il bollo dovesse ridurre l’importo del capitale versato, la parte eccedente verrà restituita così capitale investito.