Bonus Giovani Under 35, salta il rinnovo ma c’è tempo fino al 2 marzo per richiederlo

Il Milleproroghe non rinnova il Bonus Under 35: niente contributi per chi apre una partita Iva nel 2026. Ultima domanda entro il 2 marzo

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Niente da fare: il Bonus Giovani Under 35, l’incentivo che sosteneva i giovani nell’avvio di una nuova attività, è stato ufficialmente cancellato. Il decreto Milleproroghe non ne ha infatti previsto il rinnovo, chiudendo la porta a chi sperava di aprire una partita Iva nel 2026 con il sostegno dello Stato.

La misura, che garantiva fino a 500 euro al mese per tre anni ai giovani disoccupati under 35 che si mettevano in proprio, era nata come intervento sperimentale. Con scadenza fissata al 31 dicembre 2025, ha quindi concluso il suo ciclo. Nonostante i tentativi dell’opposizione e di alcune forze di maggioranza, la proroga non è stata inserita nel testo del Milleproroghe, lasciando senza copertura le nuove iniziative imprenditoriali avviate dal 1° gennaio 2026.

Cos’era e come funzionava il Bonus Under 35

Introdotto nel 2024 con il decreto Coesione, il bonus era pensato per alleggerire i costi iniziali di avvio di un’impresa, spesso un ostacolo insormontabile per i più giovani. I requisiti di accesso erano chiari:

  • bisognava essere disoccupati;
  • avere meno di 35 anni;
  • avviare un’attività in uno dei tanti settori considerati “strategici”, che spaziavano dalla manifattura all’edilizia, dai servizi alle imprese al turismo, fino all’intrattenimento e alle professioni specialistiche.

L’aiuto si componeva di un contributo diretto di 500 euro al mese per un massimo di tre anni, erogato in anticipo con versamenti annuali per far fronte alle spese vive, e di uno sgravio contributivo per chi assumeva dipendenti under 35 a tempo indeterminato. Quest’ultimo poteva arrivare fino a 800 euro al mese per ogni lavoratore, incentivando la crescita delle neoimprese.

Chi può ancora fare domanda? C’è una finestra (strettissima)

La cancellazione non è retroattiva: chi ha già ottenuto il bonus continuerà a riceverlo fino alla naturale scadenza del triennio, senza modifiche.

Esiste inoltre un’ultima possibilità, riservata a pochi. Possono ancora presentare domanda esclusivamente coloro che hanno aperto la partita Iva entro il 31 dicembre 2025. Per loro la procedura telematica sul sito dell’Inps (alla voce “Incentivo Decreto Coesione”) resterà aperta fino al 2 marzo 2026. Dopo questa data, la misura scomparirà definitivamente dal panorama degli incentivi.

Perché il governo ha scelto di non rinnovarlo

Il destino del bonus si è deciso durante l’iter di conversione del decreto Milleproroghe. In Parlamento erano state presentate proposte di proroga da parte di Forza Italia, Partito Democratico e Italia Viva, ma non hanno superato il vaglio delle commissioni e non sono entrate nel testo finale.

I tempi ristretti per l’approvazione (la conversione in legge deve avvenire entro il 1° marzo) hanno reso impossibili ulteriori modifiche, rendendo definitiva la scelta della maggioranza. L’incentivo, nato come misura sperimentale, resta quindi tale e non diventa uno strumento strutturale di sostegno all’autoimprenditorialità giovanile.